San Lorenzo: ritorno al Vecchio Gasometro nel 2018?

Per il San Lorenzo de Almagro, il club argentino di cui Papa Francesco è
da sempre grande tifoso, esiste solo una cosa più importante della vittoria nella Copa Libertadores del 2014: ritornare a giocare nel quartiere del Boedo, ridando così vita al Vecchio Gasometro, lo stadio che da 35 anni non è più la casa della squadra della periferia di Buenos Aires, ovvero da quando i militari della dittatura argentina chiusero definitivamente le porte alla casa del Ciclon (Il Ciclone), così definito per la furia agonistica che i giocatori mostravano nelle partite.

L’ultimo match disputato fu San Lorenzo- Boca Juniors il 2 dicembre 1979, terminato e reti inviolate. Mai lo stadio ebbe un nome ufficiale, infatti il termine affibbiato di gasometro deriva dai giganteschi depositi utilizzati per contenere gas liquido esistenti in prossimità dello stadio.
Altra curiosità dell’impianto: gli spalti furono costruiti in legno sopra una struttura in metallo mentre l’inaugurazione avvenne nel 1916.

L’intenzione del club è di tornare alle origini nel 2018, il luogo che ha visto i primi successi nazionali del club a cavallo degli anni 60-70 quando fu guidato in panchina da Juan Carlos Lorenzo detto Toto, ex giocatore della Sampdoria e poi diventato allenatore della Lazio (al primo posto per presenze in panchina con i biancocelesti) e Roma, vincendo con i giallorossi la Coppa Italia 1962.

Luis Enrique: non ho la tv in auto per vedere il Real

Ironico e spiritoso l’ex tecnico della Roma ed attualmente guida del Barcellona storico, avversario del Real Madrid. Alla domanda se guarderà la prossima finale del Mondiale per Club di domenica, che  il club madrileno giocherà contro il San Lorenzo, Luis Enrique ha così dichiarato: “Andrò a Gjion, la mia terra, e nell’auto non ho il televisore. Che peccato, davvero! Come sempre, che vinca il migliore”, ha concluso serafico a dimostrazione che dopo il match di sabato al Nou Camp, penserà a riposarsi a casa sua.

Real Madrid: l’unico precedente contro un’argentina è un Ko

Se per il club argentino del San Lorenzo de Almagro, dal nome del quartiere originario della squadra, si tratta della prima partecipazione al Mondiale per Club (ex Coppa Intercontinentale), per i blancos del Real Madrid siamo giunti alla sesta finale della competizione che designa il club più forte del mondo.

Ma l’unico precedente contro una squadra argentina suona male per i madridisti: infatti nel 2000 furono sconfitti nella finale di Tokyo del 28 novembre dal Boca Juniors per 2-1 con doppietta dell’idolo boquense Martin Palermo in rapida sequenza (2° e 5° minuto) mentre per il il Real accorciò inutilmente le distanze il brasiliano Roberto Carlos all’undicesimo della prima frazione di gioco, rimanendo vani gli assalti alla porta argentina nel proseguo del match. L’unico giocatore tuttora presente nella rosa a disposizione di Carlo Ancelotti che disputò quell’incontro è il portiere Iker Casillas.

Ecco gli altri precedenti del Real Madrid nelle finali disputate

1960 Real Madrid – Penarol 0-0 e 5-1                                                                                       1966 Penarol – Real Madrid 2-0 e 2-0                                                                                       1998 Real Madrid – Vasco de Gama 2-1                                                                                 2002 Real Madrid – Olimpia 2-0

Il nuovo Papa è Argentino e tifa per il San Lorenzo

Il nuovo Papa è argentino, di Buenos Aires e già si conoscono le sue passioni calcistiche, tuttavia Bergoglio non è tifoso né del Boca Juniors né del River Plate, le due squadre più famose della capitale argentina: il Pontefice è infatti supporter del San Lorenzo de Almagro, club del quartiere popolare del Boedo.

Proprio la società con i colori rossoblù ha pubblicato prima su Facebook gli auguri ufficiali a Bergoglio per la sua elezione, corredata di una foto che ritrae il Pontefice con il gagliardetto della squadra durante una messa, e poi su Twitter ha pubblicato l’immagine della tessera di socio del club sottoscritta proprio da Bergoglio.

Curiose le origini del club che è da sempre legato all’ambiente clericale: infatti nei primi anni di storia i ragazzi del quartiere giocavano per strada sfidando altri sobborghi della capitale fino a che non divenne pericoloso farlo per strada non appena il traffico stradale si fece sempre  più intenso.  A quel punto il prete salesiano Lorenzo Massa si diede da fare per ospitare le partite nel cortile dell’oratorio della sua parrocchia in Calle México mentre i ragazzi si impegnarono a seguire la messa domenicale.

 

Il Pescara vuole salvarsi: preso il Maresciallo Arce

Colpo per la difesa abruzzese prima ancora che inizi il mercato di riparazione in maniera ufficiale: è suo infatti il centrale e capitano del San Lorenzo, club della prima divisione argentina, Nicolas Bianchi Arce, 25 anni, detto El Mariscal (il maresciallo).

L’accordo con il giocatore si è trovato sulla base di un triennale mentre il Pescara verserà nelle casse del San Lorenzo un milione di euro, cifra necessaria per far partire Bianchi Arce prima di giugno 2013, data in cui sarebbe finito a parametro zero.