Rooney: amichevole con vecchie glorie per beneficenza

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Manchester United vuole ringraziare Wayne Rooney, campione e bandiera dei Red Devils, per “aver sposato” la mitica squadra inglese. E Rooney giocherà con le vecchie glorie ribattezzate Manchester United XI contro una squadra ancora da designare nella prossima estate, più precisamente il 3 agosto 2016.

Il 30enne attaccante inglese ha già comunque deciso di destinare l’intero incasso in beneficenza, mediante la neonata  Wayne Rooney Foundation.

All’annuncio dell’incontro amichevole, Ronney, ormai alla sua 11-esima stagione con lo United ha voluto ringraziare innanzitutto i tifosi per l’affetto dimostrato nel corso della sua carriera all’Old Trafford.. Arrivato nel 2004 dall’Everton, Rooney finora ha vinto ben 5 Premier League, 2 Coppe di Lega ed una Champions League. Inoltre si trova a soli 13 reti dal top scorer di tutti i tempi del club, ovvero Sir Bobby Charlton. “Sono contentissimo che i fans dello United potranno celebrare questi meravigliosi anni trascorsi in questo modo da Wayne qui con noi”, ha dichiarato il vice presidente esecutivo Woodward.

L’agente del giocatore, Paul Stretford, ha voluto evidenziare il gesto benefico del suo assitito: ” non sono sorpreso perchè è tipico di Wayne come  uomo e padre. In seguito alla decisione di Wyane, stiamo lavorando affinche l’evento diventi imperdibile e memorabile per i fans che vorranno essere presenti”.

Rooney: contratto a vita con lo United

E’ ufficiale: Wayne Rooney concluderà la sua carriera con la maglia del Manchester United, dopo l’accordo firmato nella giornata di ieri con la dirigenza dei Reds che lo lega al club fino al 2019, quando il giocatore avrà 33 primavere, con un ingaggio fissato a 360.000 sterline settimanali. Al momento Rooney, dopo già dieci anni trascorsi nello United, vanta 430 presenze condita da 208 reti.

Real Madrid – Manchester United 1-1

Real Madrid 1-1 Manchester United

Real Madrid (4-2-3-1) – Diego Lopez; Arbeloa, Sergio Ramos, Varane, Coentrao; Khedira, Xabi Alonso (83′ Pepe); Özil, Di Maria (74′ Modric), Ronaldo; Benzema (59′ Higuain). A disposizione: Adán, Carvalho, Essien, Kaká. Allenatore: Mourinho

Manchester United (4-2-3-1) – De Gea; Rafael, Ferdinand, Evans, Evra; Carrick, Jones; Kagawa (63′ Giggs), Welbeck (72′ Valencia), Rooney (84′ Anderson); Van Persie. A disposizione: Lindegaard, Smalling, Anderson, Cleverle, Hernandez. Allenatore: Ferguson

Arbitro: Brych (Ger). Assistenti: Borsch, Lupp

Ammoniti: Van Persie (MU), Rafael (MU), Valencia (MU)
Reti: 19′ Welbeck (MU), 29′ Ronaldo (RM)

Rooney con Eto’o? Non è un problema economico

Giocatore chiave nello scenario dello United di Sir Alex Ferguson, gli ultimi rapporti non felici fra i due fanno scattare ipotesi di mercato a volte anche fantasiose, ma a dimostrazione di possibili destinazioni fino a qualche mese fa impensabili.

Ecco dunque che le frasi dette dal team manager dell’Anzhi Roberto Carlos a Sky Sport lasciano le porte aperte ad uno sbarco di Wayne Rooney: “Non so dirvi quando e come, ma non me la sento di dire di no a questa ipotesi”, e poi ha fatto capire che i forzieri russi hanno disponibilità forti: “E’ uno dei migliori giocatori del mondo e qualsiasi squadra sarebbe felice di averlo in rosa. Grazie alla sua disponibilità economica, il nostro patron Kerimov può comprare chi vuole”.

Premier League: Chelsea e Manchester City subito ok

 

Il Chelsea parte con il piede giusto in campionato, ricominciando con lo stesso spirito dell’Allianz Arena e onorando il titolo di Campione d’Europa: in una manciata di minuti i Blues del “precario” Roberto Di Matteo chiudono i conti sul campo del Wigan Athletic, mettendo in ghiaccio il match con Ivanovic al 2′ e Lampard su rigore al 7′. Da quel momento la squadra londinese ha badato all’amministrazione della gara, limitando semplicemente i danni. C’é stato spazio anche per l’esordio del giovane brasiliano Oscar, acquistato di recente dall’Internacional di Porto Alegre. Per il Chelsea un bel riscatto, dopo la sconfitta nel Community Shield (la nostra Supercoppa) ad opera del Manchester City.

E proprio i Citizens allenati da un altro illustre italiano, Roberto Mancini, laureatisi campioni d’Inghilterra nella scorsa stagione, soffrono e si trovano addirittura sotto in casa contro il Southampton;  alla fine il City riesce ad aggiudicarsi i tre punti in palio con il secondo 3-2 consecutivo (dopo quello proprio in Supercoppa ai danni del Chelsea). Non sono mancate nè le emozioni nè i goal all’Etihad stadium: gli uomini del Mancio hanno prima sbagliato un rigore con il fantasista spagnolo David Silva,  poi (al 40′) attraverso il destro pesante dell’argentino Carlitos Tevez hanno sbloccato il punteggio, con un gran tiro sul primo palo difeso dall’estremo difensore avversario.  Nella ripresa  arriva il pari di Lambert, poco prima del quarto d’ora e i Saints vanno pure in vantaggio con Steven Davis al 23′, ma vengono raggiunti dal bosniaco Edin Dzeko poco oltre. Il pareggio sembra ormai cosa fatta, quando da una mischia vicina al limite dell’area Samir Nasri estrae dal cilindro un tiro velenoso, che manda il pallone ad insaccarsi nell’angolo alto alla destra di Kelvin Davis. L’infermeria del Manchester registra un bilancio in pareggio: dentro nel finale Mario Balotelli, tenuto fuori per un problema all’occhio, fuori Sergio Aguero ko per un infortunio al ginocchio che gli ha fatto lasciare il campo in barella.

Questo primo turno agostano si chiuderà con il Monday Night, che metterà di fronte il Manchester United e l’Everton dell’ex Rooney.

 RISULTATI PRIMA GIORNATA PREMIER LEAGUE:

Fulham-Norwich City 5-0

Queens Park R.-Swansea City 0-5

Reading-Stoke City 1-1

West Bromwich-Liverpool 3-0

West Ham-Aston Villa 1-0

Arsenal-Sunderland 0-0

Newcastle-Tottenham 2-1

Wigan-Chelsea 0-2

Manchester City-Southampton 3-2

Lunedi’ Everton-Manchester United

Rooney di nuovo in campo, Prandelli studia le contromosse

Wayne-Rooney

Era stato squalificato per tre turni dall’Uefa, a seguito dell’espulsione rimediata nel 2-2 nella fase di qualificazione all’Europeo, contro il Montenegro. Il ricorso della Football Association ridusse a due le giornate di stop, quelle che l’Inghilterra ha già giocato contro Francia e Svezia. Quindi Roy Hodgson tra poche avrà nuovamente a disposizione Wayne Rooney, anche per la felicità  di tutti quelli che amano il calcio.

Perché il quasi 27enne di Liverpool è uno tra gli attaccanti più forti e prolifici del pianeta, un indiscutibile predestinato, già esordiente all’età di 17 anni con la maglia dell’Everton; dieci anni dopo conta già in bacheca  4 Premier League, 3 F.A. Cup, 4 Community Shield, 1 Champions Leaugue e 1 Mondiale per Club Fifa con la maglia del Manchester United. Mica bruscolini.

Nelle prime due partite del Gruppo D ad Euro 2012 la Nazionale inglese ha messo a segno 4 reti, una con il colpo di testa di un difensore (Lescott) e tre grazie ad altrettanti attaccanti (Carroll, Walcott e Welbeck), tenendo la media di due reti a partita. Dovrebbe fare ben sperare perciò il recupero di una punta come lui, capace  di fare reparto da solo e di incrementare il peso in zona offensiva.

In Nazionale Rooney è stato il secondo più giovane debuttante a 17 anni e 111 giorni, superato qualche anno dopo da Theo Walcott (17 anni e 75 giorni).

Tuttavia il bomber dei Red Devils resta il più giovane ad essere andato a segno (sempre a 17 anni) in una gara della fase di qualificazione con la maglia dell’Inghilterra, contro la Macedonia. 

Con 27 centri è stato anche vice-capocannoniere della Premier nella scorsa stagione, secondo solo a Van Persie (30 reti), grande delusione di questo Campionato Europeo.

Gli azzurri restano spettatori interessati degli incroci di questa sera, perché in caso di primato per i sudditi di Sua Maestà, si troverebbero di fronte proprio il recuperato Wonder Boy.

Prandelli, Barzagli e Bonucci staranno con il naso incollato al televisore, c’è da crederci. 

C’e’ qualcosa della pazza Inter nel titolo del Manchester City

Mancini_festa_grande

A Manchester, tra poche ore, molti tifosi potrebbero cantare: “Amalo, pazzo City amalo”. Non sarebbe una presa in giro, anzi, ci starebbe eccome; perché nel successo maturato ieri contro il QPR c’è stata quella follia pallonara che spesso ha accompagnato negli anni le imprese dell’Inter, e che due protagonisti dei Citizens hanno spesso contribuito a realizzare: Roberto Mancini e Mario Balotelli.

Nella tradizionale sfilata a pullman scoperto, riservata ai campioni nazionali di mezza Europa, siamo sicuri che i due sentiranno in testa il motivetto nerazzurro. Perché qualcosa nel loro DNA parla di genio e sregolatezza e li segue dai tempi della Pinetina.

Il Mancio è riuscito a vincere una Premier che mancava dal 1968, arrivando appaiato ai “cugini” (89 punti a testa) ma con il vantaggio del doppio derby vinto. Il Bad Boy di casa nostra è stato forse più determinante fuori dal campo, ma reti importanti ne ha fatte e la sua maturazione potrebbe anche arrivare, prima o poi. Un po’ come questo scudetto, che sembrava ormai cucito sulle maglie di Rooney & C.

A sottolineare l’andamento anomalo e folle della stagione, ci pensa lo stesso allenatore di Jesi: “E’ fantastico vincere un campionato inglese, il massimo per un allenatore. E’ un titolo strameritato, siamo stati in testa 28 giornate, poi lo United ha tenuto la vetta 7,8 domeniche, infine li abbiamo controsorpassati; che emozioni, mancava poco mi venisse un infarto.”

Sulla stessa linea Super Mario: “Siamo stati i più forti, abbiamo vinto perché siamo i migliori. Anche se qualcuno se la prende sempre e un po’ troppo con Balotelli, il mio futuro lo vedo solo qui. Sto bene al City.”

Parole che spengono le velleità del mercato estivo, che lo vorrebbe alla corte di Berlusconi. Ma è comunque presto, in tre mesi può succedere di tutto.

Mancini non perde tempo e manda un messaggio al proprietario del club: “Ora dobbiamo rinforzarci, per essere competitivi anche fuori dall’Inghilterra, vogliamo lottare per la Champions.” Chiarissimo, come sempre senza giri di parole.

La lista della spesa degli sceicchi è già ricca di possibili top player, da Cavani ad Hazard, passando per Van Persie (che sembra aver declinato definitivamente le offerte della Juventus).

Oggi però Manchester, sponda azzurra, penserà solo a godersi la festa del suo pazzo City.

Una Premier tutta italiana? Mancio ci prova


L’esperto Alex Ferguson non ha usato giri di parole per descrivere lo scontro al vertice che questa sera, in casa del City, probabilmente metterà una parola decisiva sulla vittoria della Premier.

Due rivali diventati acerrimi in questi ultimi anni, da quano gli sceicchi sono entrati in forze nel club dei citizens.”E’ il derby di Manchester più importante” lo ha definito Ferguson, che è al vertice dei Diavoli Rossi da poco più di un quarto di secolo. “Solo un masoschista potrebbe goderselo. Ed io sono un masochista convinto. Lo sono da 26 anni”, ha aggiunto.

Allo stesso tempo Roberto Mancini approfitta per passare il ruolo di favoriti a Rooney e compagni: “Noi non sentiamo la pressione, perchè non abbiamo nulla da perdere. Per loro il pareggio sarebbe già un buon risultato”.

Il City arriva in un buon momento all’incontro, grazie anche al ritorno in campo di Carlos Tevez. Nelle ultime tre partite il club ha segnato 12 goals, 9 dei quali grazie alla coppia argentina Carlitos e Aguero. Mancio avrà di nuovo a disposizione Mario Balotelli, che ha scontato i tre turni di squalifica che gli erano stati inflitti dopo l’espulsione dell’8 aprile nella partita persa per 1 a 0 contro l’Arsenal.

Il match verrà trasmesso in 203 paesi ed è annunciata sugli spalti la presenza del Presidente dell’UEFA Platini.