Luis Silvio, uno dei primi stranieri degli anni 80

Le frontiere per i calciatori stranieri riaprono nella stagione 1980-81, l’Italia calcistica arriva dall’insuccesso tecnico degli Europei organizzati in casa che vedono gli azzurri di Bearzot giungere quarti, sconfitti nella finalina del terzo posto ai rigori dalla Cecoslovacchia mentre la rassegna continentale viene vinta dalla Germania Ovest. Giungono appunto calciatori da oltre frontiera, dopo 14 anni di totale autarchia e sbarcano nel nostro campionato, uno solo per squadra, con la motivazione di alzare il tasso tecnico del torneo.
Ma accanto a diversi campioni quali Brady, Falcao, Krol, arrivano anche diversi oggetti misteriosi. Ed uno di essi è Luis Silvio, che oggi compie gli anni essendo nato il 28 gennaio 1960.
Firma per la Pistoiese, squadra neopromossa ed esordiente in Serie A,  in cui milita anche un certo Marcello Lippi che farà le fortune poi in panchina di Juventus ed Italia. Quando i dirigenti del club toscano vanno ad accoglierlo all’aeroporto di Roma, nasce un primo equivoco che diventerà leggenda. Gli venne chiesto se lui fosse una punta ma Luis Silvio capì male: in portoghese ponta, con la o, significa ala, ed il brasiliano rispose affermativamente, perchè proprio quello di ala, era il suo ruolo.

E per il giocatore fu l’inizio del disastro perchè giocare nei pressi della porta avversaria non era per nulla il suo mestiere: fece soltanto sei apparizione e nessuna rete. La Pistoiese lo spedì addirittura in tribuna ed a metà stagione il calciatore se ne tornò in Brasile, lasciando la società senza avvertire. Quel torneo terminò male per la Pistoiese, retrocessione all’ultimo posto con soli 16 punti e mesto ritorno nella serie cadetta. Luis Silvio si ripresentò allora in Toscana, in forza del contratto biennale siglato l’anno prima. Ma i dirigenti non ne vollero proprio sapere e dopo aver provato a piazzarlo inutilmente durante il mercato estivo, ci fu la rescissione ed il giocatore se ne tornò in Brasile.

Qualche anno fa la Gazzetta dello Sport lo ha rintracciato a Marilia, la città in cui ora vive, distante 450 chilometri da San Paolo: ha investito i suoi guadagni nella “Maripeças”, rivendita di ricambi per macchine industriali e sono lontane anni luce le leggende che venivano tramandate dagli sportivi che lo volevano venditore di gelati allo stadio, pizzaiolo, proprietario di un bar o addirittura, attore di film porno.

Lazio si riveste con lo stile anni 80: l’Aquila torna sulla maglia

Torna la maglia del -9: così è stata subito ribattezzata la nuova casacca che la Lazio indosserà per tutto il girone di ritorno, a partire dalla gara casalinga di sabato sera all’Olimpico contro il Milan. La maglia nacque da un’idea di Gian Chiarion Casoni, che fu per tanti anni dirigente e poi presidente stesso del club biancoceleste negli anni Ottanta.

Con un comunicato ufficiale apparso sul sito, Lazio e Macron vogliono così celebrare i 115 anni di vita del club. L’ultimo match in cui i laziali scesero in campo con questa divisa fu lo spareggio salvezza a Napoli il 5 luglio 1987 contro il Campobasso, quando un goal di Poli diede la vittoria e la permanenza in Serie B al club allenato da Eugenio Fascetti. In quel torneo la Lazio era partita con una penalizzazione di ben nove punti in seguito allo scandalo del calcioscommesse della stagione precedente.

Anche Pirlo si muove per salvare il Brescia

Dal Brescia ha iniziato la sua scalata al calcio che conta ed il primo amore non si scorda mai: Andrea Pirlo, bresciano doc ed uscito dal settore giovanile delle Rondinelle, che in questo momento stanno attraversando una   grossa crisi finanziaria che ne sta mettendo a repentaglio la prosecuzione nel torneo cadetto, ha voluto sollecitare l’impegno della città lombarda per salvare una squadra storica del calcio italiano. Ed ieri , prima del match casalingo che il Brescia ha vinto contro una big come il Frosinone, ha dichiarato all’ANSA: «Soffro anche io nel vedere la squadra per la quale faccio il tifo e nella quale sono cresciuto in queste pessime condizioni. Ho parlato con gente importante, gente che conta, spero di poter fare qualcosa. Ho fatto tutto quello che era nelle mie possibilità, spero possa bastare. Nei prossimi giorni cercherò altri contatti, di sicuro non ho intenzione di mollare la presa. Intanto però cerchiamo di battere il Frosinone nel prossimo turno di Serie B».

Bari – Lecce fu truccata? Tifosi risarciti

Il derby di Puglia del maggio 2011, che permise al Lecce con i tre punti strappati al Bari di salvarsi dalla retrocessione in serie B fu truccato. Se la sentenza sul piano sportivo è stata emessa già da tempo, con l’autorete del difensore barese Masiello che è diventata l’icone della corruzione calcistica, sul piano giuridico la sentenza emessa dal giudice del Tribunale di Bari Valeria Spagnoletti ha condannato ad 1 anno e 6 mesi l’ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro, Carlo Quarta e a 9 mesi Marcello Di Lorenzo, ex amico del giocatore.

Ma ciò che fa più notizia è che il giudice ha riconosciuto un indennizzo pari a 400 euro a ciascuno dei 200 tifosi che hanno fatto ricorso, fra cui anche alcuni supporter del Bari,  per il danno da passione subito. Inoltre Semeraro e Quarta sono stati interdetti per sei mesi da qualunque incarico dirigenziale, con il divieto di assistere a manifestazioni sportive.

Palle da tennis per protesta in campo

Al 53° minuto scattò la protesa dei tifosi del Blackpool. Così si potrebbe riassumere la bizzarra manifestazione effettuata dai tifosi della squadra di casa nei confronti del proprietario del club Karl Oyston. La scelta del minuto non è casuale, perchè nel 1953 il club arancione trionfò nella FA Cup.Ora la squadra rischia la retrocessione in League One, la nostra Lega Pro.

Ufficiale: Moriero rescinde con il Grosseto

Stavolta non sono i demeriti dell’allenatore ad aver lasciato il segno fra le parti, quanto la volontà di Francesco Moriero, tecnico del Grosseto in questa stagione partita male con la forte penalizzazione e terminata senza gloria al’ultimo posto, di voler tentare miglior sorte altrove.

Il comunicato del club maremmano recita quanto segue: “Mercoledì sera ha cenato insieme agli amici più stretti, poi ha salutato tutti per tornare nella sua Lecce. Moriero ha deciso così di rescindere il contratto che lo legava al Grosseto fino al 30 giugno. Questa mattina, prima di prendere la direzione per Lecce, si è recato dal Presidente Piero Camilli, a Grotte di Castro. La squadra è stata nuovamente affidata a Lamberto Magrini, ancora sotto contratto, il quale avrà il compito di dirigere gli allenamenti fino al “rompete le righe””

Zamparini: dopo la la retrocessione, la lettera ai tifosi

Con una lettera apparsa sul sito ufficiale del club, Maurizio Zamparini ha voluto chiedere scusa per la retrocessione del club rosanero dopo una decade passata nella massima serie. Ma al tempo stesso ha voluto mettere la sua firma in calce al massimo impegno per una pronta risalita.

È successo.

È successo quello che temevo per questa annata calcistica disgraziata.

Disgraziata per alcune mie decisioni sbagliate (Lo Monaco, Gasperini) che il senno di poi ha evidenziato.

Disgraziata per innummerevoli errori arbitrali sempre a nostro sfavore.

Disgraziata perchè la Dea Fortuna ci ha tradito e la sfortuna più nera ci ha perseguitato.

Gli episodi delle ultime tre partite sono esemplari come rara continuità di sfiga:

Juventus – rigore contro – oggi un fallo di Terzi ben più grave su Cavani è stato ignorato.

Udinese: il terzo gol dell’Udinese è stato il solito flipper contro (vedere gara andata);

Fiorentina: è continuato il flipper a nostro sfavore (deprimente l’esultanza di Toni per un gol non suo).

Disgraziata anche perchè nessuno ha dato fiducia ad una squadra che il lavoro di Sannino ha rivalutato nel finale di campionato.

Certo, col senno di poi, la costruzione della squadra non è stata delle migliori: la colpa è anche mia e di Perinetti.

Ma basta piangere sul latte versato.

É mio carattere quando avviene una situazione negativa reagire con forza per ripartire e ricostruire quello che si è distrutto. E questo è quello che chiedo a voi palermitani.

Palermo è una città che amo come la sua gente che è entrata nel mio cuore.

Palermo è una città di serie A perchè la sua gente è di serie A.

Anche nel calcio ritornerà una città di serie A.

Credeteci tutti insieme con la stessa forza che io ci metterò per risalire la china: sarà dura, ma ce la faremo.

Ripartiremo tutti insieme per nuove vittorie.

Forza Palermo, un abbraccio.

Maurizio Zamparini

Kalac dichiara: preferirono salvare la Fiorentina

Zeljko Kalac, portiere di stazza gigantesca, oltre due metri e che militò anche  nel Milan, ha rilasciato al sito australiano Sportfan commenti dai toni accesi. Estremo difensore del club del Grifone nella stagione 2003-04, retrocesse con la sua squadra in Serie B dopo uno spareggio disputato con andata e ritorno contro la Fiorentina.

Ma ora, a distanza di anni, confessa, a suo dire, come andarono le cose:«Sono retrocesso con il Perugia, mentre la Fiorentina si è salvata. I Viola sono un grande club, noi eravamo meno importanti. Sarebbe giusto dire che è stato scandaloso il modo in cui siamo finiti in B. L’arbitro non ci ha dato la possibilità di vincere il match, appena superavamo la metà campo fischiava contro di noi».

Leeds: per salvarsi si affida a McDermott

Dopo la sconfitta di settimana scorsa per 2-1 contro il Derby County (la terza consecutiva) Neil Warnock aveva lasciato la panchina del Leeds, club storico che millita in Championship, l’equivalente della nostra serie B.

Oggi è arrivata la notizia che il club, vice – campione d’Europa nell’ormai lontano 1975, ha deciso di affidarsi a Brian McDermott, dopo la firma di un contratto triennale. .”Abbiamo ingaggiato McDermott per ritrovare la massima serie rapidamente – ha spiegato un dirigente del club retrocesso nel 2004 -. Il lavoro fatto da Brian con il Reading nella passata stagione è stato un fattore determinante per la nostra scelta“, si legge sul sito dei Peacocks.

Clamoroso: il Brindisi dichiara di non voler giocare domenica

Serie Dilettanti in alto mare per la questione Brindisi calcio. Infatti le vecchie pendenze con gli ex tesserati del club pugliese hanno portato alla decisione , apparsa nel pomeriggio sul sito  ufficiale del club, di non voler giocare domenica prossima il derby contro il Foggia per richiamare l’attenzione sulle mancate promesse in merito alla risoluzione dei problemi economici del club. La squadra si trova al momento al 12° posto, l’ultimo utile per non incorrere nella roulette dei play-out.

“Dopo un incontro tra la dirigenza tutta, i tecnici ed i calciatori, ha preso atto della decisione degli atleti di non scendere in campo nella gara col Foggia in programma domenica prossima in virtù della grave incertezza societaria che ha trovato conferma in queste ore. In particolare i calciatori sono preoccupati per i sempre più probabili punti di penalizzazione che potrebbero arrivare tra qualche giorno se non dovessero essere risolte le vertenze con i tesserati della passata stagione. Gli stessi giocatori del Brindisi hanno sottolineato che in questo momento per loro é secondario anche il problema degli stipendi arretrati ma giudicano inutile l’impegno tecnico domenicale in virtù del totale disinteresse sulla questione vertenze da parte dei vecchi soci e degli amministratori politici. In altre parole temono che i loro sforzi possano essere vanificati dalle promesse non mantenute da questi soggetti. Vale la pena ricordare che, domani, venerdì 23 marzo, é l’ultimo giorno utile per trovare l’accordo con i vecchi calciatori. In caso contrario, il Brindisi avrà almeno sette punti di penalizzazione che rischierebbero seriamente di fare retrocedere la squadra in Eccellenza aumentando anche il debito, e di conseguenza, il pericolo di radiazione totale dal mondo calcistico”.