Berlusconi: tornerò presto ad occuparmi di MIlan

Vigilia difficile per il Milan che stasera sfiderà all’Olimpico un’altra compagine in difficoltà, la Lazio che con il cambio Petkovic – Reja ha cambiato passo in campionato a dispetto dei rossoneri.
Ed il numero uno del Milan Berlusconi, a margine di un impegno politico, ha dichiarato che le sue intenzioni prossime in materia di calcio sono quelle di tornare al timone del club: “Una delle cose di cui mi occuperò nella mia terza giovinezza sarà il Milan, specialmente in un momento come questo in cui ha bisogno”.

Reja chiede aiuto ai tifosi della Lazio

Match casalingo domani contro il Milan, e per la Lazio si prospetta un Olimpico in silenzio per almeno metà partita, sulla scia della protesta avviata negli ultimi mesi dalla tifoseria laziale. Ma per la partita che potrebbe rilanciare i colori biancocelesti in chiave Europa, il tecnico Edy Reja ha lanciato un appello nel corso dell’ultima conferenza stampa:”Abbiamo preso atto della situazione, ognuno fa quello che crede. Ho detto che questa squadra ha bisogno dell’affetto del pubblico e lo ribadisco. Se ci saranno vicino, avremo qualche chance in più”.

Il ritorno di Reja a Napoli? Possibile….

Edy Reja, ex allenatore del Napoli,è stato intervistato Radio Crc riguardo il suo futuro e di un possibile ritorno alle pendici del Vesuvio con un ruolo diverso da quello di tecnico: «Sento spesso il presidente De Laurentiis e mi ha proposto molte volte di tornare a Napoli ma sotto vesti diverse rispetto a quelle dell’allenatore. Ho sempre rifiutato: finchè potrò allenare, voglio lasciare queste proposte nel cassetto. Ho ricevuto altre offerte da club italiani, ma non voglio allenare qui, mi piacerebbe molto vivere un’esperienza all’estero. Se riuscirò a trovare una squadra sarò contento di tornare in panchina, altrimenti prenderò in considerazione la proposta di De Laurentiis».

Toto- allenatori in serie A: ancora molte X


Ancora in alto mare molte panchine della ex serie A 2011-12. Nella capitale ancora tutto da decidere o quasi, sebbene forse manchino più le firme sui contratti (vedi Roma); a Napoli dovrà passare la notte di Coppa per capire l’aria che tirerà a livvelo di mercato giocatori.

In Sicilia c’è il solito tormentone Palermo mentre a Catania aspettano di definire il ds per iniziare la caccia al trainer.
Manca solo di sciogliere eventuali dubbi invece ad Udine, nell’attesa che Gudolin si “riprenda”. Nell’attesa di defnire le promosse dalla B, abbiamo ancora inserito le tre squadre retrocesse nella serie cadetta.

Squadra               2011-12                2012-13
ATALANTA            Colantuono           COLANTUONO
BOLOGNA             Pioli                     Pioli ?
CAGLIARI             Ficcadenti             ?
CATANIA              Montella               ?
CESENA                Beretta                ?
CHIEVO                Di Carlo               DI CARLO
FIORENTINA          Rossi                   Ranieri, Zeman
GENOA                 De Canio              De Canio, Zeman, Delneri
INTER                   Stramaccioni        STRAMACCIONI
JUVENTUS             Conte                  CONTE
LAZIO · · · · · · · · · Reja · · · · · · · · · ·Reja, Zola, Di Matteo, Pioli, Gasperini
LECCE                  Cosmi                  Cosmi ?
MILAN                  Allegri                  ALLEGRI
NAPOLI                Mazzarri                Mazzarri, Pioli
NOVARA               Tesser                  TESSER
ROMA                   Luis Enrique          Montella, Pioli
PALERMO              Mutti                    Sannino ?
PARMA                  Donadoni             DONADONI
SIENA                  Sannino                Pea ?
UDINESE              Guidolin                Guidolin ?

Un matrimonio “consumato”: Reja via dalla Lazio nel week end?


Perchè il matrimonio funziona bisogna essere in due e questo lo sanno anche i bambini. Ebbene l’unione “forzata” tra Edy Reja e la Lazio sembra davvero al capolinea e stavolta a voler scendere dal bus è proprio il tecnico friulano che ha portato la squadra ad un passo dalla Champions League nelle ultime due stagioni .

“Sembra che non abbiamo fatto nulla in questi due anni, in cui siamo arrivati per due volte in Europa League – avrebbe detto a Cittaceleste.it -. Certo, se quest’anno avessimo centrato l’obiettivo Champions, le considerazioni sarebbero state diverse. Siamo andati incontro a diversi infortuni, che hanno reso la stagione difficile. Inoltre la campagna di rafforzamento, a gennaio, è andata male. Dopo il calciomercato mi sono ritrovato senza 5-6 titolari per colpa di estenuanti trattative, troppo lunghe, che alla fine non si sono concluse. Questo di Roma è un ambiente negativo, da tutte e due le parti. Reja, Lotito, giocatori, è stata una critica continua. Qualcuno mi ha anche dato del vigliacco perché ho ripensato alle mie dimissioni prima della gara contro l’Atletico Madrid. I ragazzi mi hanno chiesto di rimanere vicino alla squadra, ed allora sono rimasto. Fa male pensare che un quarto posto sembra che non valga nulla. Successore? Non so chi verrà dopo di me”.

I margini perchè tutto si ricomponga ci sono sempre, già in stagione il mister tornò sui suoi passi nella notte di Madrid quando i giocatori, in toto, lo trattennero sulla panchina, anche se Stefano De Martino, responsabile della comunicazione della Lazio, fa capire che Reja la sua decisione potrebbe averla già presa: “Ho chiamato subito il mister ed ha confermato quanto riportato dagli organi di informazione. Adesso sarà lui a dover confermare ufficialmente questo pensiero e spiegare ai tifosi il motivo per il quale non intende proseguire sulla panchina della Lazio”. 

E ciò che pare è che il presidente Lotito non abbia aspettato molto in quanto seppure Zola sia ancora in pole position per la successione, dall’Inghilterra il Daily Mirror dichiara che Di Matteo, bandiera biancoceleste negli anni novanta, avrebbe già intrattenuto una discussione con i vertici capitolini.

La notte delle lacrime e dei sorrisi (prima parte)


Finisce un altro campionato, vittorie e sconfitte portano ad un bilancio di un torneo che ha portato con sè parecchie tensioni, belle partite, addii colmi di lacrime e sorrisi per chi ha raggiunto risultati insperati. Partiamo dalla Juventus che dopo Calciopoli, la B, settimi posti in sequenza e spese folli torna al successo dopo 9 anni (o 6 secondo altri).

Conte dimostra tutto il suo valore, partito con l’intento di migliorare i pessimi risultati degli ultimi due campionati, arriva sul gradino più alto grazie ad una difesa impenetrabile e ad un centrocampo granitico con Pirlo dei tempi migliori. Nella festa di ieri pomeriggio sul terreno dello Juventus Stadium (altra novità gradita, lo stadio di proprietà), le lacrime dei presenti per il capitano Del Piero, che lascia dopo 19 anni di successi la squadra della sua vita (calcistica) e dice addio ala società che ha avuto l’onore di averlo tra le sue fila.

A San Siro, un gruppo nutrito di rossoneri saluta il Milan. Nesta, Gattuso, Zambrotta, Seedorf e Inzaghi abbandonano dopo una decade di successi. Pippo ha anche il merito di cercare il goal della liberazione, per la vittoria e per sè e le lacrime non possono che scendere sulle guance di tanti.
A Catania Guidolin porta l’Udinese per il secondo anno consecutivo ai preliminari di Champions. Il tecnico veneto dichiara di essere molto stanco, ma la realtà che sta vivendo in Friuli lo ossigenerà prima di agosto. Di Natale si conferma bomber micidiale ed i suoi goals sono poesia, sperando che anche la Nazionale a giugno possa goderne. La società di Pozzo è da esempio, gestione attenta al bilancio, osservatori abili di fiutare il talento in giro per il mondo e la serenità di poter lavorare senza pressioni inutili. Nella Capitale le lacrime virtuali sono per la Lazio, che un finale di torneo disastroso causa infortuni ha posizionato solo in Europa League dopo che per molto mesi Reja aveva accarezzato il sogno di entrare nel torneo maggiore.

L’Inter invece doveva sperare in troppe combinazioni per arrivare al terzo posto; la sconfitta la costringe ai preliminari della coppa minore e Stramaccioni si ritrova subito a dover partire forte, avendo pero’ la possibilità di dimostrare il suo valore di tecnico. L’elenco della spesa da portare a Moratti può già essere consegnato.
Il Napoli batte il Siena, ma anch’esso si deve accontentare; la squadra sembra un cantiere aperto, il duo Cavani-Lavezzi è dato in partenza, Mazzarri teme ridimensionamenti ed il Presidente De Laurentiis non ha ancora indicato la strada che vuole seguire. Ma domenica sera a Roma ci si gioca la Coppa Italia ed una vittoria potrebbe riportare entusiasmo.

Lazio K.O. anche di fronte alla Giustizia Sportiva


Neanche 24 ore sono passate dal match contro i bianconeri ed il Giudice Sportivo ha deciso per la stangata in casa Lazio dopo la gazzarra di ieri sera allo Stadio Friuli di Udine. Quattro giornate di squalifica al portiere Federico Marchetti e 3 turni di stop a Dias.

Marchetti è stato punito “per avere, al termine della gara, sul terreno di giuoco, posto da tergo le mani sulla spalla dell’arbitro, spingendolo con veemenza”. Dias è stato sanzionato “per avere, al termine della gara, nel recinto di giuoco, assunto un atteggiamento aggressivo e gravemente intimidatorio nei confronti del quarto ufficiale venendo trattenuto con la forza dai presenti”. Per entrambi il campionato è già finito e le speranze di mantenere il terzo posto rischiano di andare in frantumi.

Reja ed i suoi rischiano di perdere un obiettivo che fino a poche settimane fa sembrava raggiunto, complice anche la prolungata assenza di Klose per infortunio che forse potrebbe farcela per il big -match dell’ultima giornata contro l’Inter. Chissà se i suoi compagni saranno stati in grado di mantenere la posizione. E per Stramaccioni, trainer nerazzurro , è un derby.

Avranno ragione i nostri lettori? E stasera che classifica avremo?


Juve favorita non solo dagli scommettitori ma anche dai partecipanti al sondaggio di calciomercato 24.
Gli uomini di Conte per riprendendersi la vetta in solitaria, dopo la vittoria rossonera di ieri sera in quel di Verona contro il Chievo, affronteranno e dovranno battere i ragazzi di Reja, sempre più a furor di popolo allenatore della Lazio.

Motivazioni per entrambe le squadre in questa sfida allo Juventus Stadium, gremito in ogni ordine di posto come tutte le partite dei bianconeri quest’anno.
La vittoria nel campionato dopo 9 (o 6?) anni per Pirlo e compagni rappresenterebbe un successo al di là delle aspettative, altrettanto dicasi per un eventuale ingresso fra le magnifiche tre di Champions per la squadra biancoceleste, il cui mercato era stato pesantemente contestato dalla tifoseria in quanto ritenuto troppo parsimonioso.

Alle 20.45 la zebra bianconera riuscirà a non farsi avvinghiare dall’aquila laziale ed a fuggire?

La favola di Reja


In tribuna domenica pomeriggio a causa di una squalifica , e seduto a fianco dei “nemici” Tare e Lotito, l’allenatore goriziano Edy Reja sta prendendosi in questi mesi delle bellissime rivincite.
Partito sulla panchina della Lazio fra molte insicurezze dell’ambiente, sta trascinando un gruppo senza stelle ad un traguardo sorprendente alla vigilia come quello del possibile ingresso nella Champions League.

Senza il centravanti Klose infortunato e che salterà ancora almeno 15 giorni di campionato, Reja, alla tenera età di 70 anni, si trova al terzo posto solitario in classifica, tenendosi alla spalle la rivale cittadina della Roma, sconfitta per ben due volte quest’anno, l’Inter, il Napoli e pure l’Udinese dei miracoli.

Contestato dalla curva a settembre, ha saputo conquistare il pubblico a suon di risultati e quando alla vigilia del ritorno di Europa League contro l’Atletico Madrid annunciò di voler lasciare, l’affetto dei tifosi lo riportò sulla panca biancazzurra, bloccando qualunque iniziativa del presidente Lotito che non aspettava altro che questo.

La vittoria ottenuta all’88° con un colpo di testa di Diakitè ed il contemporaneo pareggio del Napoli, raggiunto dal Catania in extremis, permette ai biancazzurri di guardare all’Europa che conta, perchè sognare non costa nulla.