Beretta: cambiamo il concetto di discriminazione territoriale

La sanzione che ha colpito il Milan, punito con la chiusura dello stadio per un turno ha fatto sicuramente effetto, tanto che i massimi organismi sportivi italiani si stanno muovendo per capire fino a dove sia giusto sanzionare anche la parte sana ed innocente del tifo. A tal proposito oggi la Lega di serie A ha “spedito formalmente alla Federcalcio la lettera per modificare la norma sulla discriminazione territoriale”. L’annuncio è stato fatto dallo stesso presidente Maurizio Beretta durante un evento con Panini. “Il problema è già stato posto in Consiglio federale, la questione è capire come si ottiene il risultato facendo l’interesse dei valori che si affermano e della stragrande maggioranza dei tifosi: bisogna riflettere molto in fretta ma in maniera laica altrimenti rischiamo di consegnare le chiavi degli stadi e del campionato a una minoranza”. La paura di Beretta è che “la chiusura completa di uno stadio è molto grave per l’immagine del calcio e per le persone perbene che sono il 99,9% di chi frequenta gli stadi. Le disposizioni sanzionatorie in atto portano a risultati che nessuno voleva all’inizio”. La situazione è complicata nei rapporti troppo spesso ambigui fra società e ultrà? “Nel complesso è molto netto il percorso di affrancamento del calcio italiano da qualunque tipo di rapporto. Ci sono momenti in cui servono prese di posizione nette ma bisogna valorizzare gli aspetti positivi e ridurre al minimo gli effetti degenerativi”.

Presidente CONI Malagò: Curve come la mafia

In un’intervista concessa a Tuttosport, il numero uno del massimo organismo sportivo italiano, Giovanni Malagò , ha voluto sottolineare l’aspetto negativo delle curve degli stadi italiani chiusi per episodi di cori razzisti: «Questi provvedimenti sono un danno alle società e ai tifosi per bene, ma tutti si devono mettere insieme per isolare coloro che fanno fare brutta figura al mondo dello sport italiano. Per colpire pochi, pagano tutti e questo non va bene, ma è un po’ come il discorso che riguarda i problemi di mafia o camorra: se a un certo momento la gente accetta passivamente lo stato delle cose, automaticamente con questo nuovo sistema è come se diventasse complice. Siamo in una fase di tolleranza zero».

Tommie Smith: Balotelli dimostri di essere più forte contro il razzismo

Balotelli probabilmente è il migliore al mondo. Deve continuare a fare quello che fa e mostrare più amore. Alle persone che gli fanno i buu, non per ignoranza ma per gelosia, lui deve restituire amore e dimostrare la sua forza”. Questo è il parere in materia di razzismo al centravanti della nazionale e del Milan fatto da Tommie Smith, medaglia d’oro nei 200 alle Olimpiadi di Città del Messico nel 1968 e che si rese celebre al mondo per essere salito sul podio con il pugno alzato e il guanto nero.

Inoltre il campione americano, che ha partecipato alla presentazione del Mennea day, ha aggiunto: “Non è da attribuire solo all‘Italia o all’atletica. La tendenza delle persone che pensano che il colore faccia una persona è soltanto dovuta all’ignoranza. Ma il sangue è rosso per tutti. Dobbiamo alzare il livello della conoscenza per togliere l’ignoranza e l’odio”.

 

Balotelli: per lui la copertina di Sports Illustrated

E’ iniziato con un tweet rabbioso il giorno odierno per Mario Balotelli che in merito al pareggio ottenuto sul campo del PSV nel match di andata dei preliminari di Champions League, ha espresso risentimento per il risultato a suo avviso bugiardo: “Buon giorno a tutti…Sono molto arrabbiato per ieri. Ma avremo un’altra chance. Forza Milan”.

Ma il fatto più importante è stato aver ottenuto addirittura la copertina di uno dei magazine più famosi al mondo, Sports Illustrated, che lo ritrae a petto nudo e con i calzoncini del Milan, quasi stesse camminando sull’acqua.

Nell’intervista rilasciata sono stati due i punti chiave, Obama ed il razzismo. Si dice ammirato dalla figura del presidente Usa Barack Obama: “Non mi sono mai interessato alla politica, ma penso che lui sia un grande uomo e che possa rappresentare per tutti noi un nuovo inizio”. Mentre sul razzismo non lascia scampo all’ignoranza: “Non è qualcosa che si può cancellare, il razzismo è come una sigaretta. La gente non riesce a smettere se non vuole veramente. Farò qualsiasi cosa affinché le persone ci riescano”.

L’arbitro Gervasoni: in Sassuolo – Milan è andata così

Mentre  la Procura federale ha aperto un’inchiesta sull’episodio di razzismo con ululati giunti sul campo all’indirizzo del milanista Constant, l’arbitro Gervasoni al Corriere dello Sport ha voluto spiegare l’evolversi della situazione: «Ho sentito i “buu” del pubblico e ho fatto immediatamente dare l’annuncio dallo speaker. Constant ha chiesto subito la sostituzione e, quando è avvenuta, la partita è ripresa. Le cose sono andate così», ha dichiarato, come riportato dal “Corriere dello Sport”, il direttore di gara.

Il Consiglio Federale: arrivano le prima leggi in materia di razzismo

Il Consiglio Federale ha recepito le direttive Uefa in materia di razzismo ed ha addirittura inasprito le sanzioni con il nuovo testo dell’articolo 11 riguardante appunto la materia.

Ecco il comunicato pubblicato sul sito della FIGC: «L’approvazione della nuova normativa in materia di razzismo e il rinnovo della delibera già in vigore sul tesseramento dei calciatori extracomunitari in ambito professionistico per la stagione sportiva 2013/2014 sono alcune delle decisioni più importanti adottate dal Consiglio Federale riunito oggi a Roma. Come già anticipato nei giorni scorsi, prima e nel corso della riunione del Comitato Esecutivo a Londra, la Figc ha fatto proprie le norme Uefa inserendole nel codice di Giustizia Sportiva, rinforzando la propria posizione di contrasto al razzismo. Il Consiglio federale, dopo aver ascoltato una relazione del presidente Abete sui lavori del Comitato Esecutivo, ha approvato il nuovo testo del’art.11 del Codice di Giustizia Sportiva, con un forte e significativo inasprimento delle sanzioni a carico di calciatori, dirigenti, tesserati (e dei rispettivi club), responsabili di comportamenti discriminatori».

Balotelli:anche io in campo contro il razzismo

Mario Balotelli è d’accordo sulla proposta ricevuta dalla ministra per l’Integrazione Cecile Kyenge per svolgere un ruolo da testimonial di una campagna in favore dello ius soli. ”Sono disponibile ad ogni iniziativa o proposta che provenga dalle istituzioni nella lotta al razzismo e alle discriminazioni”, ha dichiarato l’attaccante del Milan. Oggi la Kyenge aveva parlato in tv dell’idea di un eventuale ruolo di Balotelli. Il giocatore è nato a Palermo da genitori ghanesi e ha ricevuto la cittadinanza italiana solo con la maggiore età.

L’UEFA garantisce: d’ora in avanti pugno duro contro il razzismo

Come riportato BBC, Gianni Infantino, segretario generale dell’UEFA nel corso del suo intervento alla manifestazione Soccerex che si sta svolgendo a Manchester , ha voluto evidenziare la linea che il massimo organismo calcistico europeo intende adottare per eliminare la piaga del razzismo.

«Dobbiamo adottare sanzioni visto che è una piaga ancora attuale. Noi proponiamo una squalifica di 10 giornate per i tesserati che verranno riconosciuti colpevoli. Se la responsabilità è dei tifosi, ci sarà la chiusura parziale dello stadio: con un secondo episodio verrà chiuso tutto lo stadio più un’ammenda di 50000 euro» .

Procedimento UEFA contro l’Inter

Potrebbero esserci condanne sportive o pecuniarie contro l’Inter dopo che  l’UEFA ha annunciato di aprire un procedimento disciplinare in seguito agli insulti razzisti rivolti ad Emmaneul Adebayor dai tifosi nerazzurri durante la gara di Europa League di giovedì scorso a San Siro contro il Tottenham.

Infatti erano chiaramente udibili contro il giocatore del Togo continui ululati, seguiti anche dall’esposizione di una banana gonfiabile. Dopo il match il tecnico degli Spurs, Andre Villas-Boas, aveva dichiarato: “Era molto facile sentire gli ululati e quindi sono sicuro che la UEFA interverrà. E’ un qualcosa che dovrebbe essere vietato”.

Analogo intervento era avvenuto da parte del direttore sportivo degli inglesi, Darren Eales, che aveva richiesto un intervento in materia del massimo organismo europeo: “E’ una cosa terribile che non dovrebbe avere posto nel mondo del calcio”.

La risposta della Lazio alla stangata UEFA

Ecco il comunicato pubblicato nella serata di ieri  dopo la decisione del massimo organismo calcistico europeo di infliggere alla società capitolina una pesante condanna: “La S.S.Lazio S.p.A., in riferimento alla sanzione inflitta dagli organi della Uefa per la partita Lazio-Borussia Monchengladbach, pur nel rispetto delle decisioni assunte, conferma l’eccessività della pena irrogata in riferimento alla reale ricostruzione di quanto avvenuto nel corso della gara. Confida nel fatto che gli organi di appello potranno ricostruire in modo più puntuale gli avvenimenti accaduti, anche alla luce della documentazione proveniente dagli organi preposti alla tutela della sicurezza dello stadio”.