Rooney: amichevole con vecchie glorie per beneficenza

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Manchester United vuole ringraziare Wayne Rooney, campione e bandiera dei Red Devils, per “aver sposato” la mitica squadra inglese. E Rooney giocherà con le vecchie glorie ribattezzate Manchester United XI contro una squadra ancora da designare nella prossima estate, più precisamente il 3 agosto 2016.

Il 30enne attaccante inglese ha già comunque deciso di destinare l’intero incasso in beneficenza, mediante la neonata  Wayne Rooney Foundation.

All’annuncio dell’incontro amichevole, Ronney, ormai alla sua 11-esima stagione con lo United ha voluto ringraziare innanzitutto i tifosi per l’affetto dimostrato nel corso della sua carriera all’Old Trafford.. Arrivato nel 2004 dall’Everton, Rooney finora ha vinto ben 5 Premier League, 2 Coppe di Lega ed una Champions League. Inoltre si trova a soli 13 reti dal top scorer di tutti i tempi del club, ovvero Sir Bobby Charlton. “Sono contentissimo che i fans dello United potranno celebrare questi meravigliosi anni trascorsi in questo modo da Wayne qui con noi”, ha dichiarato il vice presidente esecutivo Woodward.

L’agente del giocatore, Paul Stretford, ha voluto evidenziare il gesto benefico del suo assitito: ” non sono sorpreso perchè è tipico di Wayne come  uomo e padre. In seguito alla decisione di Wyane, stiamo lavorando affinche l’evento diventi imperdibile e memorabile per i fans che vorranno essere presenti”.

Chelsea conferma Mourinho come allenatore dei Blues

File photo dated 26-09-2015 of Chelsea manager Jose Mourinho before the Barclays Premier League match at St James' Park, Newcastle. PRESS ASSOCIATION Photo. Issue date: Sunday October 4, 2015. Chelsea manager Jose Mourinho is anticipating a Football Association summons after Saturday's loss to Southampton, whether he is sacked or not. See PA story SOCCER Chelsea. Photo credit should read Owen Humphreys/PA Wire.

Altra sconfitta per il Chelsea di Mourinho nel week end di Premier League contro il Southampton, che segue al rovescio per 2-1 in Portogallo contro il Porto in Champions League. E la dirigenza dei Blues ha voluto diramare un comunicato ufficiale pubblicandolo sul sito del club per allontanare ogni ipotesi (temporanea?) di allontanamento di Mou dalla panchina della squadra campione in carica., un comportamento decisamente inusuale per una squadra di spessore come il club guidato da Abramovich.

Ecco il testo: “Il club intende rendere noto che Josè continua avendo tutto il nostro appoggio. Come Josè ha dichiarato, i risultati non sono stati sufficientemente buoni e le prestazioni della squadra devono migliorare. Senza dubbio, crediamo che abbiamo l’allenatore adeguato per voltare l’andamento della situazione della stagione ed ha a disposizione la squadra per farlo”.

 

I soprannomi delle squadre in Inghilterra

Il culto dei soprannomi delle squadre di calcio, una tradizione tipicamente inglese

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In Inghilterra i tifosi, e non solo, sono soliti chiamare la propria squadra non con il nome della ragione sociale nota a noi tutti, ma con soprannomi che caratterizzano in modo specifico la squadra. Questi soprannomi sono entrati fin da subito nella storia di ogni società e sono considerati al pari dei colori sociali o dello stemma.
Alcuni sottolineano i forti legami con la città di appartenenza e lo stadio dove ogni settimana si gioca, altri sono veramente divertenti, altri ancora invece riguardano direttamente le origini di questo o quell’altro club.

Oggi vogliamo analizzare nello specifico quello di quattro compagini inglesi tutte con sede nella capitale inglese.
Come non iniziare con i campioni in carica del Chelsea proseguendo poi con i rivali cittadini del Fulham, quest’anno purtroppo in Premiership, e sempre restando a Londra esamineremo i soprannomi del Crystal Palace e del QPR.
I giocatori di Mourinho, vincitori di ben quattro titoli nell’ultimo decennio, vengono soprannominati “The Blues” per il colore che ha sempre caratterizzato il club di Stamford Bridge fin dalla fondazione, avvenuta nel 1905. La scelta del blu è dovuta al colore di scuderia del primo presidente del Chelsea.

La squadra più antica di Londra invece è il Fulham, che dal 1896 gioca nello storico stadio di Craven Cottage, ed è proprio dal nome del famosissimo stadio che è nato il soprannome “The Cottagers”. Il terreno, su cui fu costruito lo stadio, apparteneva al barone William Craven, che nel 1780 fece edificare il proprio cottage. Un secolo dopo circa, i dirigenti del club londinese visitarono il luogo con l’intenzione di acquisirlo per stabilirne la casa sportiva dei bianconeri. Si arrivò ad un accordo, che prevedeva la cessione dei terreni in cambio di una percentuale sui prezzi dei biglietti.

A pochi passi dalla sede del Chelsea e del Fulham si trova lo stadio del QPR: la squadra dell’ovest di Londra è soprannominata “Hoops” (cerchi), conseguenza delle strisce orizzontali di colore blu che caratterizzano la divisa sociale e che somigliano sempre meno nel tempo a cerchi, usati in passato per distinguere le maglie del QPR da quelle del Tottenham.
Per chiudere vogliamo prendere in esame la squadra del Crystal Palace, “The Glaziers” (i vetrai). La sede della squadra del Sud di Londra è molto vicina al luogo dove era stato costruito il Palazzo di Cristallo, struttura in vetro progettata per l’Esposizione Universale che si è tenuta a Londra nel 1851.
Siamo disponibili ad assecondare le vostre richieste sui soprannomi delle squadre inglesi e non solo nel nostro prossimo appuntamento con la rubrica “Il culto dei soprannomi”.

Autore: Alessandro Borre

La Favola Leicester: Ranieri profeta in Premier League?

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In Inghilterra oramai non si parla d’altro, il Leicester dopo sei partite di Premier League sta stupendo tutti, compagine delle Midlands orientali dell’Inghilterra, terza in campionato, è guidata in panchina da un allenatore italiano che il calcio inglese lo conosce molto bene, Sir Claudio Ranieri.

In sei partite di campionato ha racimolato 12 punti ed è l’unica squadra imbattuta facendo meglio di squadre molto più blasonate come Liverpool o Chelsea. Questi dodici punti sono stati raggiunti grazie alla vittorie contro Sunderland, West Ham e Aston Villa e ai pareggi con Tottenham, Bournemouth e Stoke City (ultimo in ordine cronologico).
Alla squadra di Ranieri deve anche essere riconosciuto il merito di essere il miglior attacco con all’attivo 13 goal segnati , 5 dei quali sono opera dell’attaccante esterno di origine algerina Riyad Mahrez, che guida la classifica marcatori del campionato.
Il giocatore classe 91 è stato prelevato dal Le Havre nel 2014 e dopo una stagione in chiaroscuro con la maglia delle “Foxes” (2014-2015) sembra pronto al salto di qualità e a sbocciare definitivamente.

Scorrendo la rosa del Leicester troviamo due conoscenze del campionato italiano, il difensore ex-atalantino Yohan Benalouane e il centrocampista svizzero con grande esperienza Gokhan Inler prelevato dal Napoli, i due non stanno trovando molto spazio, ma siamo sicuri ne troveranno in futuro.
Fino ad ora la squadra delle Midlands non si è imbattuta nei top club inglesi, ma già sabato ospiterà l’Arsenal e avrà davanti a sé la prima prova del nove.
Solo il tempo ci potrà dire se la favola del Leicester rimarrà tale o diventerà solida realtà.

Autore: Alessandro Borre

Chelsea: offerta shock per usare Wembley

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Il Chelsea ha presentato un offerta pari a 11 milioni di sterline (circa 15 milioni euro) all’anno per utilizzare il Wembley Stadium, come casa temporanea in sostituzione di Stamford Bridge, sottoposto a lavori di ammodernamento. L’offerta dei Blues supera quella dei rivali del Tottenham, fissata a soli 8 milioni che avrebbero bisogno di uno stadio alternativo a partire dal 2017, quando daranno il via alla ristrutturazione di White Hart Lane.

Secondo il Times, il Chelsea avrebbero sparato subito alto, in modo da avere una sede fissa per il triennio che partirà dalla stagione 2017-18.
E bene ricordare che nessuno dei clubs di Premier League potrebbe utilizzare la piena capienza di 90.000 posti a causa del limite del numero di eventi che possono essere tenuti preso il mitico stadio londinese.. Ma come rivela il portale inglese Sportsmail, le restrizioni possono essere aggirate limitando a 50.000 posti la capienza, ottenibile chiudendo l’accesso all’anello superiore.

Nelle scorse settimane Roman Abramovich aveva presentato la nuova casa dei Blues, un vecchio pallino del magnate russo: sulle ceneri di Stamford Bridge sorgerebbe un’arena di 60.000 posti (adesso sono 41.000) ad immagine e  somiglianza della Cattedrale di Westminster, con un costo impressionante stimato in circa 700 milioni di euro!

I campionati in Europa: quale il più bello?

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Quale è il campionato di calcio migliore di sempre?

Le risposte arrivano dalle statistiche, oppure dai tifosi

Più reti in Germania, più competitività e maggiori possibilità economiche in Inghilterra. Poca attenzione ai talenti nazionali e stadi mezzi vuoti in Italia. Grande varietà di squadre vincitrici in Francia. Pochissimi pareggi in Spagna.

Se volete l’emozione dei goal il vostro campionato preferito è di certo quello tedesco. Se preferite le competizioni combattute che non si decidono fino all’ultima partita non potete perdervi la Premier League. Se odiate i pareggi scegliete La Liga.

Sono queste solo alcune delle evidenze che emergono dall’animazione grafica delle statistiche dei campionati di calcio dell’ultimo secolo realizzata da Bwin che ha messo a confronto Premier League, La Liga, Bundesliga, Serie A e Ligue 1.

Obiettivo dell’indagine? Scoprire il miglior campionato di calcio di sempre.

E se pensate, forse giustamente, che spetti agli spettatori decidere qual è il campionato più bello, un dato su tutti vi può dare la risposta: l’Italia è il paese con gli stadi più grandi, ma anche con gli stadi più vuoti (mediamente sono occupati il 54% dei posti contro il 95% della Premier League e il 91% della Bundesliga).

E quali sono i campionati dove si spende di più? Quali quelli che valorizzano meglio i vivai? Chi vuole può scoprilo da solo all’indirizzo http://greatestleagueintheworld.com/it.

 

La Bundesliga è il campionato più spettacolare.

Per quanto personaggi come Jose Mourinho possano far sembrare uno 0-0 qualcosa di epico, c’è chi pensa che nulla possa emozionare più di vedere la rete “gonfiarsi”. Se sei in cerca di reti, è la Bundesliga tedesca che regna sovrana perché può contare su una media di 2,77 gol a partita, sul 51% delle partite che metà terminano con oltre 2,5 gol. La Ligue 1 francese porta a casa il punteggio più deprimente, con 2,44 gol e solo il 43% di partite che si concludono con tre o più reti. Sorprendentemente il campionato inglese, con 2,55 gol a partita, è al penultimo posto tra le “big 5” e ha una media inferiore al campionato italiano (2,57 reti a partita) e alla La Liga (2,61 reti a partita).

Tuttavia, la Premier League, insieme a La Liga, si portano a casa la vittoria per la minor frequenza di partite terminate con un punteggio di 0-0. Solo l’8% degli incontri dei campionati inglese e spagnolo terminano con dei pareggi senza reti, contro il 10% della Bundesliga e della Ligue 1.

Quando si tratta invece di vittorie, troviamo La Liga in testa alla classifica con il 77% degli incontri conclusi con un vincitore. Quelli a cui piace scommettere sui pareggi dovrebbero, invece, considerare i risultati della Serie A: il 33% delle partite della scorsa stagione sono terminate con un pareggio.

 

Premier League un campionato da godere fino all’ultima partita.

Uno dei principali punti di forza della Premier League è la competitività tra i club più forti che rende assai difficile prevedere il vincitore del campionato: possiede la più bassa differenza punti media tra il primo e il secondo posto in classifica. Solamente 6 punti separano i vincitori dai secondi classificati del campionato inglese. Non così la Bundesliga, che a causa alla recente supremazia del Bayern Monaco, è di gran lunga la meno competitiva con una differenza di ben 10 punti tra il primo e il secondo in classifica.

Diversa è la storia quando si confrontano i punteggi dei primi classificati rispetto a quelli degli altri partecipanti. Nella Premier League, una media di 63 punti separa i primi dagli ultimi: si tratta del gap maggiore tra tutte le leghe, il che dimostra una sostanziale differenza tra i club più competitivi (ed economicamente più forti) e quelli meno competitivi. In confronto la Bundesliga, ha solo una differenza di 52 punti tra i primi e gli ultimi. I critici della Liga, spesso fanno notare la mancanza di capovolgimenti nell’arco del campionato, ma solo 61 punti (2 meno della Premier League) separano i campioni dalle squadre in retrocessione. La Liga ha il maggior numero di punti (40) richiesti per garantire la sopravvivenza nella divisione. Mentre la Bundesliga e la Premier League ne richiedono rispettivamente 33 e 36.

La forte disparità di spesa tra i club della Premier League è evidenziata anche da un altro dato: nell’ultima decade solo 7 delle 24 partecipanti si sono classificate ai primi posti e 3 di loro sono sempre risultate vincitrici. Al contrario la Ligue 1 ha generato 6 differenti squadre vincenti e ben 14 squadre si sono avvicendate ai primi 4 posti della classifica. Ne consegue che verso fine campionato i primi tre in classifica nella Premier League hanno tutti un punteggio molto simile.

 

Calcio mercato, dove si spende di più?

Parlando di potenza economica, la premier League è quasi senza rivali. Osservando gli investimenti effettuati nella stagione 2014/15, le squadre inglesi sono i top spender sul mercato con 529,9 milioni di Euro spesi quest’anno. A seguire la Bundesliga con quasi 147 milioni di Euro, e la Serie A italiana con 38,8 milioni.

Il 60% dei club in Spagna ha effettuato trasferimenti profittevoli, così come il 65% di quelli francesi. In confronto solo 4 squadre (25%) della Premier League hanno realizzato profitti netti grazie ai trasferimenti, nella stagione 2014/2015.

E a livello di singoli giocatori? Il record assoluto è del Real Madrid che ha speso per il campione Gareth Bale 100 milioni di Euro, nel 2013. A seguire, lo United che per assicurarsi il talento di Angel Di Maria ha speso 80 milioni di Euro, nel 2014. Più parsimoniose sembrano essere, invece, le squadre della Bundesliga: Javi Martnez è costato al Bayern Monaco “solo” 40 milioni di Euro.

 

Valorizzazione dei vivai locali.

Le statistiche sembrano inoltre evidenziare un fatto di cui spesso si discute, soprattutto quando si avvicinano Europei o Mondiali: il vivaio di giocatori italiani sembra non essere valorizzato nel modo corretto. Sono infatti solo le squadre più piccole – Sassuolo, Cesena, Empoli, Parma, Sampdoria e Cagliari – a inserire, tra gli 11 titolari, un numero consistente di giocatori italiani.

Italia e Inghilterra – che schierano rispettivamente il 45% e il 35% di giocatori locali nei rispettivi campionati – hanno ottenuti scarsi risultati durante gli ultimi campionati europei e mondiali. Dall’altro lato, invece, La Liga (58%), la Ligue 1 (52%) e la Bundesliga (48%) hanno dimostrato che favorire la crescita e valorizzare i talenti locali sono le chiavi giuste per il successo.

 

Il calcio come spettacolo, ma non in Italia

Gli stadi italiani sono tra i più capienti in Europa, insieme a quelli tedeschi (rispettivamente, in media, 41.052 e 42.270 posti a sedere), ma c’è una sostanziale differenza: a fronte di una percentuale pari al 91% di biglietti venduti, in media, durante la Bundesliga, si registra, in Italia, una media del 46% di posti occupati durante il campionato di Serie A.

 

Jay Dossetter di BWIN ha dichiarato: “Questo studio mostra come nonostante la relativa vicinanza tra i vari paesi europei, sia grande la differenza tra gli stessi. Da un lato la Premier League con la sua potenza economica dall’altro la Liga con le sue prodezze sono entrambi parte di un quadro che raffigura un continente europeo ricco di tradizione calcistica. Mentre ci avviciniamo alla conclusione di stagione abbiamo l’impressione che non vi sia un vero e proprio vincitore tra i diversi campionati, sono i tifosi a dover decidere.”

Infografica disponibile anche sul sito http://greatestleagueintheworld.com/it

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