Pozzo: il nuovo stadio vale per l’Udinese quanto uno scudetto

Tutto il Friuli ha ora una grande occasione, sentendo lle parole pronunciate dal patron dell’Udinese Giampaolo Pozzo che, a Roma per la firma del mutuo con il Credito Sportivo insieme al Direttore Amministrativo Alberto Rigotto, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Udinese Channel, per celebrare l’accordo di finanziamento: «Il Nuovo Stadio è il nostro scudetto. Ringrazio il Credito Sportivo per averci concesso una formula di pagamento agevolata. Devo riconoscere che l’Istituto di Credito ci ha accompagnato in questo percorso aiutandoci a sviluppare il progetto.  Con il Nuovo Stadio Friuli porteremo in provincia una struttura importantissima per il calcio italiano. Sono molto soddisfatto di come si sono sviluppati questi rapporti, insieme siamo riusciti ad abbattere l’ostacolo più difficile, la burocrazia. E’ stato uno sforzo comune».

Anche Malagò appoggia Pozzo per il nuovo stadio di Udine

Parole confortanti sono giunte in mattinata dal numero uno del CONI Giovanni Malagò che ha espresso solidarietà ed appoggio alla famiglia Pozzo impegnata nel progetto di ristrutturazione dello stadio Friuli.

“Non ci può essere nessun futuro dello sport in Italia senza territorio, società, associazioni sportive, dirigenti e imprenditori che investono e senza impianti soprattutto. Le nostre case sono gli stadi, i palazzetti, le palestre. Presidente dell’Udinese Pozzo, sono con te al 100%. So cosa significano questi progetti. Ero molto indignato di quello che è successo nella passata legislatura, per la legge sugli stadi, che in realtà era la legge sugli impianti. Sono un nemico assoluto della burocrazia legata a questo tipo di sviluppo, nel rispetto delle regole, ovviamente”, la dichiarazione di Malagò.

Pozzo: primo obbiettivo il nuovo stadio per l’Udinese

Raggiunta l’ennesima salvezza tranquilla, senza però stavolta il dolce traguardo dell’Europa, il presidente dei friulani Giampaolo Pozzo può rilassarsi e pensare ai traguardi societari che si stanno delineando.

A proposito del nuovo stadio che intende realizzare, lo considera come il pass-partout per far riavvicinare i tifosi alle “zebrette”:  «Ci siamo resi conto che era assolutamente obbligatorio fare uno stadio, perché nelle condizioni in cui si trova attualmente lo stadio, ogni anno si perdono spettatori. Le televisioni hanno dato risorse importanti alle società, ma hanno portato via diversi tifosi dagli stadi, cosa che non è accaduta in Paesi, che ora sono più evoluti del nostro nel calcio.»

La rabbia di Pozzo: Valeri è stato una sciagura

Dopo la sconfitta al 95° per mano di un penalty trasformato da Balotelli e concesso con molta generosità, il patron friulano Pozzo, dalle pagine del sito  ufficiale del club, ha esposto tutta la sua rabbia per una decisione, a suo parere, del tutto fuori luogo.

“Siamo sfortunati, inizialmente avevano designato un altro arbitro per questo incontro. Questo fischietto fa parte di quei due-tre arbitri che sono tecnicamente inadeguati a fare i direttori di gara. Già in passato mi ero espresso sul suo operato: Valeri non ha equilibrio per arbitrare in Serie A. Con lui è sempre una lotteria e in questa lotteria noi siamo sempre perdenti.  Ricordo, a memoria, gli episodi negli anni precedenti con Parma, lo stesso Milan e all’andata nella gara con la Juventus. E’ stata una sciagura, non ha equilibrio nelle decisioni fondamentali. Anche oggi ha fatto un regalo alla squadra avversaria decisivo per le sorti dell’incontro. Se la classe arbitrale escludesse fischietti come questo sicuramente migliorerebbe la situazione di tutta la categoria perché i nostri arbitri, tranne in alcuni casi, sono i migliori al mondo”.

Buffon difende la categoria e getta acqua sul fuoco: “Ingiusta l’espulsione di Brkic, da rivedere la regola”

E’ il capitano bianconero, Gianluigi Buffon, a tentare di smorzare le polemiche che hanno seguito e che stanno seguendo come un’ombra la gara disputata al Friuli, vinta 4-1 dai campioni d’Italia sull’Udinese.

Com’è noto, la partita è stata viziata dalla svista dell’arbitro Valeri, che in occasione del rigore assegnato alla Juventus per fallo su Giovinco, è stato indotto dal giudice di porta ad espellere il portiere dei padroni di casa, Brkic, reo di aver effettuato un’uscita travolgente, ma nei limiti della regolarità; il rigore ci stava tutto, ma per il fallo di Danilo.

In ogni caso, ciò che ha spinto Buffon a dire la sua, dalla propria pagina facebook, è stata di fatto la decisione di penalizzare il dirimpettaio “collega”.

Gigi dice: “Alla fine rimane un briciolo d’amarezza, constatando che fra tutte le regole che hanno migliorato lo spettacolo calcistico, quella dell’espulsione dell’ultimo uomo rimane la più penalizzante e quella che rende una partita squilibrata a scapito dello spettacolo stesso, soprattutto se capita nei primi minuti di gioco […] il nostro intento, soprattutto in uscita, è quello di cercare di prendere la palla e non creare un danno all’avversario o di abbatterlo; per cui in molte situazioni il dazio che paghiamo è spropositato e snatura le nostre caratteristiche di coraggio, costringendoci ad essere ostaggi della paura di essere cacciati prematuramente dal campo”

Infine sentenzia: “Mi ritengo un riformista in tutti gli ambiti, ma quando una regola fa acqua e ci si accorge che non ha apportato una miglioria all’esibizione di turno sarebbe corretto tornare indietro sui propri passi e ripristinare la regola precedente, per il bene e la tutela del giocatore, del tifoso e in primis del valore-concetto che la sfida è bella e gratificante vincerla ad armi pari possibilmente“.

 

Pozzo: “Guidolin non si muove dalla mia Udinese”

Squadra che vince (anche se non sempre) non si cambia. Allenatore incluso.

Questo il pensiero del patron dell’Udinese, Giampaolo Pozzo, che ha confermato il tecnico Francesco Guidolin davanti ai microfoni di Udinese Channel: “E’ e resta l’allenatore dell’Udinese – ha dichiarato il presidente dei friulani – questa mattina ho parlato con lui: come tutti noi soffre per il risultato di ieri sera”. E’ noto come al termine della sfida di Champions persa poche ore fa contro lo Sporting Braga, il mister veneto si fosse preso le responsabilità per l’eliminazione, ventilando possibili dimissioni.

Juventus e Udinese: braccio di ferro per Armero, il Napoli pronto ad inserirsi

 

Si sa, si è sempre saputo: Pozzo non ha mai fatto sconti e favori a nessuno, per i pezzi pregiati della sua Udinese. La sua politica ha fruttato bene, ottimi affari e una squadra competitiva ad ogni annata. Perché cambiare? Se ne sta rendendo conto anche la Vecchia Signora:  l’affare Armero-Juventus, dato in dirittura d’arrivo meno di due settimane fa, è al momento in fase di stallo. Il club friulano considera il terzino colombiano un giocatore importante e non intende accettare la proposta bianconera del prestito, prendendo in considerazione solo la formula della compropietà (come nel caso delle cessioni di Isla e Asamoah). Marotta da parte sua, deve ora guardarsi le spalle, essendo tornato forte sul giocatore l’interessamento del Napoli di De Laurentiis.

 

 

Guidolin, Pozzo e il matrimonio perfetto: l’Udinese continua a sognare

 

 

Arta Terme, ritiro estivo dell’Udinese: Guidolin si presenta alle telecamere di Udinese Channel e parla a trecentosessanta gradi, come piace a lui. Dopo le prime considerazioni sulla nuova stagione, il mister pone l’accento su questo inizio della preparazione: “Va tutto bene, la squadra lavora duro da 10 giorni. Tutto procede come deve e pian piano ci conosceremo, capiremo le qualità e le forze dei nostri giocatori”.

Il tecnico dei friulani sembra il lontano parente di quello stanco e a fine corsa (di nervi) visto e sentito nelle ultime battute del campionato scorso: “Dopo due mesi mi sono riposato, ricaricato e sono pronto a ricominciare il mio lavoro. Sono un privilegiato, faccio un mestiere bellissimo che tutti vorrebbero fare e che a me mette tanta tensione. Questo è il destino che mi sono cercato e sono fortunato, faccio quello che amo in un posto che amo.  L’Udinese è pronta per ripartire. Dobbiamo pensare che quando arriviamo quarti o terzi è normale che i club importanti cerchino i nostri giocatori: trattenerli sarebbe difficile, si rischia anche di tenere gente controvoglia,  sarebbe la cosa peggiore. Adesso ci dobbiamo dimenticare di quanto fatto e ripartire con i nuovi”.

Sulla filosofia di Pozzo e sul rapporto che li lega l’allenatore veneto non ha dubbi: “Il presidente è per me una sorta di fratello maggiore o di padre. Lo stimo tanto e provo grande affetto per lui e la sua famiglia. Abbiamo un feeling particolare, si vede che ci dovevamo ritrovare. Tra noi ci saranno sempre stima e amicizia.  Sa scegliere calciatori giovani ma già con esperienza. Bisogna far loro conoscere il nostro modo di lavorare, farli ambientare. Noi pensiamo che la nostra società punta giocatori di valore, quindi credo che anche i nuovi arrivati potranno fare bene nella prossima stagione”. 

Guidolin non dimentica la scaramantica umiltà pre-campionato e il suo bomber di fiducia: “Innanzitutto dobbiamo pensare a fare i 40 punti, questo deve essere il nostro obiettivo. In più ci sono le nostre ambizioni, l’entusiasmo per fare bene. Ripartiamo da Di Natale: sono sicuro che sta già lavorando per farsi trovare pronto per il preliminare di Champions.

In bocca al lupo alla piccola famiglia felice dell’Udinese.

 

I Pozzo fanno shopping a Londra: e’ loro il Watford!!


Dopo l’Udinese ed il Granada, la famiglia Pozzo acquisisce la proprietà OltreManica del club londinese di seconda divisione del Watford, che in passato fu anche nelle mani del cantante pop Elton John.

L’affare si è concluso per la cifra di circa 25 milioni di euro, dopo che negli ultimi giorni sembrava che tutto sfumasse, ma in giornata è arrivato il comunicato ufficiale pubblicato sul sito dei friulani.Il progetto tecnico è stato affidato a Gianluca Nani, affiancato da Scott Duxbury. Il nuovo allenatore sarà Gianfranco Zola, il cui nome verrà ufficializzato settimana prossima.
I Pozzo hanno voluto sottolineare che l’Udinese “resta il modello a cui ispirarsi” e che il club friulano “resterà al centro del progetto”.

Diventa probabile che alcuni giocatori in forza ai bianconeri vengano girati in Inghilterra: si parla di Ekstrand e Battocchio.

Di Natale, friulano vero: Udinese fino al 2014

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Antonio Di Natale e l’Udinese andranno avanti insieme, fino a giugno 2014. Oggi la Gazzetta dello Sport conferma che il presidente Pozzo e l’attaccante trentaquattrenne hanno un accordo verbale – ma tra gentiluomini basta e avanza –  e che la punta metterà nero su bianco alla fine dell’Europeo, quando si unirà ai compagni in ritiro. Tante le offerte piovute intorno a “totò” nelle ultime settimane: dal Milan allo Zenith di Spalletti, passando per gli Emirati Arabi. Tuttavia Di Natale ha declinato ogni possibile trasferimento, confermando una volta di più il suo attaccamento al club e, soprattutto, alla città friulana, nella quale ha da tempo deciso di vivere insieme alla famiglia, sposandone la mentalità e la tranquillità. “I soldi non sono tutto”, ebbe a dire a suo tempo, in una intervista rilasciata a SKY.

L’ennesima dimostrazione della dimensione umana di questo atleta, dopo la promessa di accudire la sorella di Piermario Morosini (sue ex compagno di squadra).