Festeggiamento poco “virtuoso”

Dally Gbale è un attaccante del club portoghese Freamunde  di seconda divisione. Abituato dunque a segnare e magari può mancargli la fantasia in certi momenti, ma correre dall’altra parte dello stadio per provocare i tifosi avversari gli causa la giusta espulsione appena fa ritorno al centro del campo.

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Sporting Lisbona: una società angolana acquista il 30%

L’Africa comincia ad entrare nel mondo del calcio anche attraverso le partecipazioni in club di spessore. Dopo aver invaso il continente proponendo i migliori talenti calcistici, stanno facendo il loro ingresso anche i capitali. E’ notizia di oggi che un gruppo di nazionalità angolana Holdimo ha acquistato il 30% (precisamente il 29,85%) del club portoghese dello Sporting Lisbona dopo aver riconvertito un credito vantato nei confronti del club pari a 20 milioni di euro.

Secondo i media portoghese, Holdimo è associata all’impresario angolano Álvaro Sobrinho, antico gestore del fallito Banco di Santo Spirito nonché proprietario di Newshold,  a sua volta controllante il gruppo editoriale portoghese Cofina.

Tevez: dopo tre anni torna in nazionale

Per Carlitos Tevez torna il sorriso anche con la maglia albiceleste dell’Argentina: dopo la mancata convocazione per l’amichevole estiva contro il Brasile, il numero dieci della Juventus tornerà a vestire la casacca della madre patria.
Il ct Martino ha infatti diramato l’elenco dei giocatori per la mini tourneè in Inghilterra di metà novembre contro Croazia e Portogallo, inserendolo nei 25 assieme agli “italiani” Pereyra, Roncaglia, Romero, Biglia ed Higuain.

L’ultimo incontro disputato da Tevez in maglia a strisce biancoazzurre risale a tre anni fa quando nei quarti di finale della Coppa America l’Argentina fu eliminata ai rigori dall’Uruguay che poi vinse il trofeo. Il giocatore fallì il penalty decisivo, facendosi parare il tiro da Muslera.

Eusebio: le sue perle

Eusebio, la Perla Nera, eroe del Portogallo e del Benfica , ci ha lasciato oggi a 71 anni a causa di un arresto cardio-circolatorio. Ecco alcune immagini della sua luminosa carriera che lo ha visto vincere il Pallone d’Oro nel 1965 e per due volte la Scarpa d’Oro, Con la maglia rossa del Benfica può vantare nel 11 titoli nazionali ed una Coppa dei Campioni

Porto: arriva un nuovo tecnico per i campioni di Portogallo

E’ arrivata la notizia ufficiale che il club del Porto, da cui Mourinho partì con la sua serie di successi in campo internazionale, ha un nuovo allenatore. A succedere al bi-campione del Portogallo Vitor Pareira, che allenerà i sauditi dell’Al-Ahli, sarà l’ex tecnico del Pacos Ferreira brillantemente portato ai preliminari della Champions League, il 40enne Paulo Fonseca. L’accordo è stato raggiunto sulla base di un contratto biennale.

I sassolini dalla scarpa di Mourinho

L’addio fra Mourinho ed il Real Madrid non è stato affatto tenero: non per la destinazione scelta, ovvero quel Chelsea che da anni è avversario in Champions League, quanto per le polemiche che durante la stagione sono continuate fra alcuni giocatori ed il tecnico portoghese.

Ed oggi lo Special One ha aggiunto ancora qualcosa, soprattutto in riferimento alle polemiche con il pubblico di casa: “Sono fiero di essere stato al Real, sono arrivato nel miglior momento della mia carriera perché pensavo che la mia carriera non avrebbe avuto senso se non avessi allenato un club così grande. Per i giocatori la cosa migliore era che andassi via”.

Nell’intervista concessa al programma sportivo Punto Pelota ha poi aggiunto: “Gli altri se ci sono io non devono metterci la faccia, sono un allenatore ‘comodo’. Non devo dire grazie a nessuno, ci pagano per giocare, per allenare, per avere una vita sociale compatibile. I club che mi ingaggiano, mi pagano, assolvono ai loro doveri con me e io devo dare tutto, senza badare troppo a me. Ringrazio Karanka per il lavoro che ha svolto insieme a me. Spero che Ancelotti o chiunque arrivi a Madrid non venga definito un ‘pacificatore’, non se lo merita, spero anzi che abbia un appoggio totale e sia molto felice. I fischi che mi sono arrivati sono il frutto di una campagna ben preparata da parte dei media, che ha avuto successo grazie alla mancanza di etica. Sono comunque fiero del mio cammino al Real”.