Nedved: il futuro di Conte? Aspettiamo a fine anno

Pavel Nedved è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Sky Sport per provare a fare chiarezza sul tecnico juventino Antonio Conte, dopo una settimana in cui il calciomercato ha portato l’allenatore di Lecce a fare alcune considerazioni che potevano indurre i tifosi bianconeri a temere una conclusione del rapporto con la dirigenza con il termine della stagione in corso.

“Credo che ogni tanto ci stia che qualcuno sbuffi e dica delle cose. Però, credo che ci sia grandissima sintonia tra Antonio e la società, non vedo nessun problema”. C’è una paura, magari piccola, di perderlo a fine stagione? “Antonio? No, perché non è giusto affrontare una stagione calcistica dove ti aspettano impegni importanti come campionato e Champions League pensando che l’allenatore potrebbe andare via. Noi dobbiamo esser concentrati sul lavoro che dobbiamo fare durante l’anno, poi è normale che a fine anno, sempre a fine anno, ci si sieda a un tavolo. Lo abbiamo fatto l’anno scorso e lo faremo di nuovo. E poi faremo le nostre valutazioni, cosa vorrà il mister e cosa vorrà la società. Nessuna paura, assoluta tranquillità, consapevoli che siamo davvero forti e possiamo fare davvero molto bene su tutti i fronti”.

Juventus-Genoa: Conte e Marotta nel mirino della giustizia sportiva

Con tutta probabilità Antonio Conte si dovrà accomodare di nuovo nel suo box in tribuna. Viene da pensare che lo abbia persino arredato. Dopo la squalifica di quattro mesi già scontata infatti, è pronto un nuovo stop per il tecnico della Juventus. Le ragioni sono soltanto legate al campo questa volta e sono ancora calde. Dopo il rigore non dato dall’arbitro Guida in Juventus-Genoa (giocata sabato, ndr), l’allenatore pugliese ha alzato un pò troppo i toni delle proteste, ripetendo più volte “vergogna” all’indirizzo del direttore di gara. Probabile una sanzione di due turni per il mister.

Potrebbe andare peggio all’a.d. Marotta, reo di aver affermato che “Guida viene da Napoli, non poteva dirigere la Juve”. Frase ingiuriosa che presumibilmente gli costerà un deferimento. Gli animi si sono surriscaldati al punto che anche altri protagonisti del match potrebbero finire dietro la lavagna. Bonucci, Storari e Vucinic sono stati i più tarantolati al fischio finale, addirittura Chiellini è sceso dalle tribune per dare man forte ai suoi compagni.

Clima sereno. Alla faccia del fair play.

 

Steckelenburg ne ha per tutti: via dalla Roma entro gennaio?

Non bastano novanta minuti per rasserenare l’animo ferito di un portiere. Una lunga esclusione, per un ruolo così delicato, può far saltare i nervi. E’ quello che pare sia accaduto a Steckelenburg, ex numero uno della Roma, che pur con toni pacati ha iniziato a levarsi qualche sassolino dalla scarpa. Pardon, dai guanti.

Innanzitutto non le ha mandate a dire al suo allenatore, Zeman. Attraverso il sito del suo Paese sport-promotion.zl ha fatto sapere la propria verità: “Non ho mai capito perché non sia più titolare. Non so su cosa dovrei lavorare per migliorare, anzi credo sia il mister a dovermi dire qualcosa.” Poi rincara la dose: “Non so perché ho perso la sua fiducia e non sono mai andato a parlare da lui. Certe situazioni non possono cambiare così in fretta.”

Il caso nasce tutto da un banale infortunio; il 31 ottobre scorso l’estremo difensore olandese si fa male a Parma, un problema al nervo di uno stinco non gli permette di spingere. Così nell’intervallo entra Goicoechea che, da quel momento, non lascerà i più i pali dei giallorossi (esclusa la Coppa Italia). Anche sul suo sostituto non è tenero: “Ho trovato inutile l’acquisto di Goicoechea ad agosto. Con Lobont e io c’era bisogno di un terzo?”.

Parliamoci chiaro: non stiamo disquisendo sul dualismo storico tra due leggende nel proprio ruolo. Questa è una normale rivalità che brucia sempre quello più vicino alla miccia (la panchina). Ma Steke stia pur tranquillo, il suo vice non è esattamente un fenomeno (vedi la rete subita nel derby da Candreva), perciò il posto da titolare lo potrebbe riconquistare in fretta. A meno di una clamorosa partenza dalla capitale. Destianzione: ignota.

Moratti spegne le polemiche: Arbitro bravo

Riunione di mercato negli uffici della Saras a Milano e Massimo Moratti, all’uscita, intervistato dal folto gruppo di cronisti che lo attendevano all’uscita, è voluto ritornare sulla partita di ieri al Friuli, persa in maniera netta per il punteggio, ma che ha acceso le polemiche dopo il match quando il tecnico Stramaccioni non si è mostrato concorde con le decisioni del direttore di gara Giannoccaro.

Il patron nerazzurro ha infatti espresso parere diverso e spiega: “L’arbitro è stato bravo”.
La sconfitta, per il numero uno dell’Inter dipende da altro: “La scelta sul rigore non concesso ieri ci sta e la gara non è finita così per colpa dell’arbitro. Siamo andati bene fino ad un certo punto, sembrava potessimo portare a casa la partita senza grandi difficoltà, invece si è trasformata e questo non deve succedere. Abbiamo beccato tre gol, il commento non può essere positivo”.

 

Abete in difesa degli arbitri: anche i calciatori sbagliano

A margine della cerimonia per l’assegnazione del “Premio Gemelli”, il presidente della FIGC Abete ha voluto provare ad abbassare i toni delle polemiche che stanno investendo il mondo dei fischietti: “Ci sono stati degli errori arbitrali, ma è normale che ciò accada, soprattutto in partite che hanno un’attenzione mediatica forte. Si notato di più in partite come Juventus-Inter, ma sono una realtà fisiologica. Però anche i giocatori sbagliano ad un metro dalla porta, fa parte del gioco”.

Galliani interviene nella polemica arbitrale: L’Inter si ricordi del derby

Prima di entrare in Lega Calcio peer la riunione dei presidenti come è solito fare ogni lunedì mattina, l’amministratore delegato del Milan è entrato con decisione nelle polemiche arbitrali che hanno investito il fischietto Giacomelli per il rigore non concesso all’Inter.

La polemica fra Juventus e Inter? Non voglio commentare. Posso solo dire che nel derby quelli sfavoriti siamo stati noi e nessuno si è lamentato. Non ci è stato dato un rigore e ci hanno annullato un gol regolare”. «Qual è la soluzione? Nessuna soluzione – ha chiarito Galliani -, gli arbitri sbagliano. Visto che tutti si lamentano, ricordo che contro l’Inter i danneggiati siamo stati noi. Non voglio fare il professore, io sono come gli altri, né meglio né peggio. L’anno scorso abbiamo avuto contro il più eclatante errore arbitrale e abbiamo fatto un po’ di casino, ma non più di tanto. E ripeto che nel derby la squadra danneggiata è stata il Milan».

L’ira funesta di Moratti (video)

Ha usato l’istinto. Con la consueta educazione, va detto. Ed anche con la sincerità di chi ammette di essere di parte, a suo dire la parte lesa. Massimo Moratti, patron dell’Inter, non ha usato giri di parole al termine della gara pareggiata dai suoi contro il Cagliari. Com’è ormai noto, il motivo dell’ira presidenziale e del silenzio stampa nerazzurro è stato il rigore non concesso per un fallo su Ranocchia, negli ultimi spiccioli di partita. Moratti ha parlato chiaramente di incapacità della classe arbitrale, non prendendo nemmeno in considerazione l’idea di un disegno occulto, atto a sfavorire il suo club. Nella speranza che il clima si possa presto rasserenare, vi proponiano le dichiarazioni a caldo del Numero Uno del Biscione.

Mazzarri non spegne le polemiche: “E’ una vergogna, chi ha potere lo usi e chi ha sbagliato paghi”

Tra Juventus e Napoli la tensione non cala mai. Anche se questa volta la polemica ha fondamenta valide per essere eviscerata come merita.

Quel fumantino di Walter Mazzarri, intervenendo a Radio Marte, non si è lasciato scappare l’occasione per puntualizzare su ciò che è accaduto sabato; si è infatti espresso a proposito del giornalista del Tgr Piemonte che in un servizio ha chiesto ad un tifoso della Juve: “I napoletani li distinguete dalla puzza?”.
”Chi ha sbagliato deve pagare” ha detto il tecnico partenopeo. Nel suo mirino ci sono anche alcuni tifosi bianconeri: ”E’ una vergogna che la giustizia permetta che si sentano i cori che ho sentito io. Gli organi competenti facciano quel che si deve”.

A onor del vero il giornalista, reo della frase a sfondo palesemente discriminatorio, è stato in di fatto sospeso dalla Rai quando Mazzarri aveva già finito di parlare. Per ciò che riguarda i tifosi bisognerà invece attendere le decisioni del giudice sportivo, il quale sarà impegnato a valutare anche ciò che è accaduto durante Livorno-Verona, in cui una piccola parte di tifosi scaligeri ha scandito cori vergognosi all’indirizzo del defunto Morosini.

 

Buffon difende la categoria e getta acqua sul fuoco: “Ingiusta l’espulsione di Brkic, da rivedere la regola”

E’ il capitano bianconero, Gianluigi Buffon, a tentare di smorzare le polemiche che hanno seguito e che stanno seguendo come un’ombra la gara disputata al Friuli, vinta 4-1 dai campioni d’Italia sull’Udinese.

Com’è noto, la partita è stata viziata dalla svista dell’arbitro Valeri, che in occasione del rigore assegnato alla Juventus per fallo su Giovinco, è stato indotto dal giudice di porta ad espellere il portiere dei padroni di casa, Brkic, reo di aver effettuato un’uscita travolgente, ma nei limiti della regolarità; il rigore ci stava tutto, ma per il fallo di Danilo.

In ogni caso, ciò che ha spinto Buffon a dire la sua, dalla propria pagina facebook, è stata di fatto la decisione di penalizzare il dirimpettaio “collega”.

Gigi dice: “Alla fine rimane un briciolo d’amarezza, constatando che fra tutte le regole che hanno migliorato lo spettacolo calcistico, quella dell’espulsione dell’ultimo uomo rimane la più penalizzante e quella che rende una partita squilibrata a scapito dello spettacolo stesso, soprattutto se capita nei primi minuti di gioco […] il nostro intento, soprattutto in uscita, è quello di cercare di prendere la palla e non creare un danno all’avversario o di abbatterlo; per cui in molte situazioni il dazio che paghiamo è spropositato e snatura le nostre caratteristiche di coraggio, costringendoci ad essere ostaggi della paura di essere cacciati prematuramente dal campo”

Infine sentenzia: “Mi ritengo un riformista in tutti gli ambiti, ma quando una regola fa acqua e ci si accorge che non ha apportato una miglioria all’esibizione di turno sarebbe corretto tornare indietro sui propri passi e ripristinare la regola precedente, per il bene e la tutela del giocatore, del tifoso e in primis del valore-concetto che la sfida è bella e gratificante vincerla ad armi pari possibilmente“.

 

Le parole che non ti aspetti : Moggi loda Zeman!


Anni di battaglie verbali: il doping, il potere mediatico, i favori arbitrali, il controllo del mercato e poi mentre Big Luciano si trova a dover scontare una condanna calcistica, ecco le parole che sono più rumorose di un tuono.

“Zeman ha fatto davvero vedere un bel calcio, gli faccio i miei più sinceri complimenti”. Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus, elogia il lavoro svolto da Zdenek Zeman nell’eccellente stagione del Pescara. Il tecnico boemo ha guidato la formazione abruzzese fino alla promozione in Serie A.

«Zeman ha fatto un ottimo lavoro a Pescara facendo cose eccellenti e regalando alla Nazionale anche un giocatore come Verratti, senza contare anche giocatori importanti come Insigne, Immobile e Capuano», dice Moggi, a dimostrazione che di calcio si parla e non di inimicizie o rivalità.

«Verratti, Insigne e Immobile dovrebbero fare ancora un anno con Zeman e acquisire l’esperienza necessaria. I tre ragazzi hanno qualità – continua Moggi a Radio Manà Manà Sport – e personalità per giocare in qualsiasi club. Tanto di cappello a Zeman. Verratti credo che alla fine andrà alla Juve».

L’ex dg bianconero incorona anche il Torino: «La promozione in Serie A è meritatissima ma per il prossimo anno servono investimenti. Sono sicuro che il presidente Cairo non si tirerà indietro e farà acquisti importanti. Ogbonna, secondo me, rimarrà al Torino e farà benissimo».