Pedro out: salta l’andata di Champions contro il PSG

Nulla da fare per l’attaccante del Barcellona e dea nazionale iberica Pedro. dovrà rimanere fermo ai box per almeno due settimane a causa di un infortunio accusato nel corso del match di qualificazione contro la Francia di martedì sera.Si tratta di una lesione al bicipite femorale della gamba sinistra che lo costringerà a saltare le sfide con Celta e Maiorca in Liga e l’incontro di andata di Champions League contro il PSG.

La Liga alza il sipario: il Barcellona piazza la prima “manita”, Mou impatta con il Valencia

 

 

Via Guardiola, dentro Vilanova: cambia il direttore, ma l’orchestra blaugrana conosce lo spartito a memoria.

La Real Sociedad è spettatore non pagante, si accomoda sul terreno di gioco e riesce anche a strimpellare un accordo (la rete di Castro al minuto 9) che sembra tenere a galla i baschi, dopo l’acuto di Puyol al 4′.

Ma, signore e signori, sale in cattedra il Primo Violino: Lionel Messi, tra l’11’ ed il 16′, piazza la sua prima doppietta stagionale e archivia la partita.

Saranno poi Pedro e Villa (di nuovo a segno dopo l’infortunio che gli ha fatto saltare la rassegna europea per Nazioni) a chiudere uno spettacolo che, nella sua anteprima, rischia di sembrare un film già visto.

Real Madrid permettendo, ovviamente: gli uomini di Mourinho, campioni di Spagna in carica, pareggiano nella gara d’apertura disputata contro il Valencia (test quindi non facile di fronte alla terza forza dello scorso torneo) tra le mura amiche del Bernabeu.

Higuain regala l’illusione della passeggiata, dopo 10 minuti appena, ma Jonas, prima del riposo, marca l’1-1 che non cambierà nel corso della ripresa.

Fiesta e sorrisi, il Barcellona si gode Milano

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Il day after di Messi e compagni è un tuffo nell’entusiasmo primaverile della periferia meneghina. Sotto gli occhi attenti e pazienti di un nutrito gruppo di tifosi e curiosi, perlopiù ragazzi con il sogno di un autografo sulla maglia blaugrana, i campioni d’Europa e del Mondo effettuano il consueto allenamento di scarico all’inconsueto centro Facchetti, quartier generale della Primavera dell’Inter.

Ma facciamo un passo indietro: Guardiola & C. decidono per un rientro posticipato in patria, causa sciopero generale iberico che paralizza anche gli aeroporti;  così la società di Massimo Moratti mette a disposizione del Barcellona i propri campi per una sgambata.

La cronaca di oggi racconta di appassionati presenti davanti ai cancelli di Interello già dalle prime ore del mattino, complice una gustosa temperatura frizzante ed un sole quasi estivo; come fossimo ancora fuori dal Meazza, vediamo stazionare una bancarella di souvenir e bandiere, dove un baffo brizzolato che la sa lunga fa gli ultimi affari con le maglie della Pulce e le sciarpe commemorative del match contro il Milan (una l’abbiamo acquistata anche noi, ndr).

Verso le 11 e 30, con la proverbiale calma spagnola, appare il futuristico pullman griffato della società catalana, anticipato dalle sirene della Polizia Locale e seguito dalle grida dei quasi cinquecento affezionati calciofili.

Nemmeno dieci minuti dopo, alla spicciolata i giocatori fanno il loro ingresso sul terreno di gioco del campo principale, a ridosso della strada che si snoda dentro il parco di Niguarda; quasi a voler sottolineare una volta di più il disappunto per la negata irrigazione del prato di San Siro, il manto verde viene accarezzato dallo spruzzo di quattro getti d’acqua. I cancelli restano chiusi ed i tifosi devono accontentarsi di guardare attraverso le reti, i fotografi e la stampa (compresa quella internazionale) hanno a disposizione una decina di minuti per scattare e filmare, poi devono defilarsi: insomma, ci viene sussurrato che oggi i padroni di casa sono Pep e soci, hanno carta bianca e così hanno deciso.

Qualche mugugno, qualche coro che inneggia a Mourinho – dopotutto, siamo dentro la sua ex casa – e intanto il blando allenamento prende il via; Messi è il più richiesto, Pique il più beccato, Xavi e Iniesta i più ammirati.

Chi ha giocato ieri sera effettua principalmente un lavoro atletico ai margini del campo, fatto di corsa leggera sul lato lungo, stretching ed un po’ di torello; gli altri invece effettuano attività anaerobiche e più finalizzate ad una serie di conclusioni in porta che strappano applausi. Anche le riserve e i giovani sembrano avere un telecomando tra i piedi, chiedere per conferma ai due portieri Valdes e Pinto.

Un pallone finisce tra la gente – rinviato forse apposta da Pedro per fare un piccolo regalo – e si scatena una bagarre tra qualche ragazzino di cui uno, più lesto ed in tuffo, agguanta lo sferico cimelio. Sorrisi anche sul volto dei calciatori.

In tutto un’ora e un quarto che lascia un sapore dolce nella bocca degli intenditori: non è cosa di tutti i giorni poter vedere i marziani allenarsi sotto casa.

Nel pomeriggio libera uscita, domani il rientro in aereo per preparare la prossima gara di Liga, in programma sabato sera.

Nota a margine della mattinata: Duncan, talentuoso centrocampista della Primavera interista fresca campione d’Europa, era presente ed ha concesso foto e autografi ad adolescenti con l’occhio lungo e sognante. Il futuro è già qui.