Germania: obiettivo Mondiali 2026


Assegnate già le prossime due edizioni dei Mondiali, 2018 e 2022, la Germania punta decisa al terzo, non titolo ma volta in cui il paese teutonico abbia ospitato la massima rassegna calcistica. Il vicepresidente federale Kock, presente al Globe Soccer di Dubai,ha dichiarato le intenzioni del paese di tenere a battesimo il Mondiale, nel 2026 oppure 2030.

“Tutto è nato dalle sconfitte dei primi anni 2000, quando sono sorte le accademie per la preparazione dei giovani talenti. Noi oggi stiamo lavorando sul mondiale del 2030, perché sono già nati i giovani che saranno campioni del Mondo tra 15 anni, con un’età media di 25. Le sconfitte ci servirono per partire, con 56 scuole non collegate direttamente alle squadre ma alle leghe, distribuite in 21 regioni, con la possibilità di far giocare ogni bambino. Il risultato è stato che dal 2008 al 2013 queste accademie hanno formato 629 talenti per la Bundesliga. Per questo, con la felicità legata alla quarta stella, ci dedichiamo a migliorare ancora”. Ed Kock ha così rimarcato le serie intenzioni germaniche: “Ci vogliamo candidare ad organizzare la Coppa del Mondo 2026 o 2030 e questo per modernizzare i nostri stadi”.

Coppa d’Africa 2015: il Marocco rinuncia ad organizzarla

Il virus Ebola ha portato già delle modifiche nel mondo del calcio. Per timore nei confronti dell’epidemia, il Marocco, paese organizzatore, ha espresso la rinuncia ad essere la sede della prossima competizione continentale con un comunicato ufficiale diramato in serata.

La Coppa d’Africa dovrebbe celebrarsi nel periodo 17 gennaio – 8 febbraio prossimo, tuttavia la federazione del Marocco ha voluto proporre tre possibili soluzioni: rinviare al gennaio 2016, incaricarsi dell’organizzazione per l’edizione 2017 saltando il biennio oppure rinunciare completamente, lasciando così aperto il campo a possibili sanzioni.

L’organizzazione ha preferito anticipare i tempi, esprimendo il proprio parere, poichè le qualificazione avranno termine nel prossimo mese di novembre, con l’intenzione di evitare al popolo marocchino i rischi di un possibile contagio.