Sbagliare a porta vuota

L’amichevole Olanda – Messico è terminata con una vittoria per i centroamericani per 3-2, mettendo ancora più in difficoltà il neo tecnico degli orange Gus Hiddink. Ma a non facilitare le cose ci si mette anche il centravanti ben noto alle cronache italiane Huntelaar che da due passi, a rete sguarnita fallisce una delle più facili palle – goal.

Mandela: il suo saluto al mondo del calcio

La scorsa edizione dei Mondiali di calcio, per la prima volta tenutisi nel continente africano, videro a sorpresa la partecipazione alla cerimonia di chiusura di Nelson Mandela, il vero padre della patria sudafricana. Seppure avesse già ben 92 anni, percorse l’intero anello dello stadio di Johannesburg a bordo di un veicolo elettrico scoperto, per salutare la folla festante che aveva appena assistito alla finalissima fra Spagna ed Olanda.

Davids, colpito e affondato..il suo avversario

40 anni e non sentirli, ma darle, si potrebbe riassumere il motto di Edgar Davids, definito Pitbull nel corso della sua carriera per la grinta e la foga con cui ha rincorso decine e decine di avversari nel corso di una carriera che gli ha anche dato molte soddisfazioni. Ed alla tenera età di 40 anni l’olandese si diverte ancora a giocare nel Barnet, club che milita nella quarta divisione inglese. Nella squadra dei sobborghi di Londra svolge il ruolo doppio di allenatore – giocatore (capitano) e qualche volta perde ancora le staffe, come accaduto nel match casalingo dello scorso week end quando, in vantaggio per 1-0 a pochi minuti dal termine, cerca di ritardare una punizione dal limite dell’area di rigore e colpisce con il gomito un’avversario, Stephen Wright del Wrexham che ha la peggio. Espulsione diretta per entrambi, con la beffa però per l’ex di Juve, Milan ed Inter di subire il pareggio in pieno recupero al 93°!

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ARGENTINA – PERU’ e la partita dello scandalo!

I Mondiali del 78 si svolsero in Argentina in piena dittatura dei generali: il clima di terrore diffuso faceva calare il silenzio sulla moltitudine di persone che venivano rapite e fatte sparire ( da qui il termine desaparecido) ed il popolo veniva distratto dalla sua nazionale che, ancora a zero nei titoli mondiali vinti, sperava nel fattore campo. Ma all’ultima partita del girone di semifinale, solo una vittoria con almeno 4 goal di scarto le avrebbe aperto le porte della finale al Monumental di Buenos Aires.

A quel tempo non era stata ancora definita la regola della contemporaneità degli incontri e pertanto il Brasile, che nel pomeriggio aveva vinto contro la Polonia per 3-1, stava aspettando l’incontro della sera dei padroni di casa. Il portiere del Perù Quiroga era argentino, nato a Rosario, città dell’incontro e proprio nelle fila de Rosario Central si era fatto conoscere a livello calcistico. Tuttavia a 23 anni , nel 1973, i peruviani dello Sporting Cristal gli offrirono un contratto e decise di partire per un paio di stagioni quando rientrò in patria. Ma nel 1977 ancora un club peruviano, stavolta lo Sporting Cristal, gli offrì un altro contratto, con la prospettiva di naturalizzarsi e dunque di disputare il campionato mondiale del 1978. Quiroga accettò e la sera del 21 giungo 1978 scese quindi in campo con la sua nuova nazionale, nella sua città , nel suo stadio, di fronte a quello fu il suo pubblico. Il risultato finale di 6-0 portò l’Argentina alla finale ed accese le polemiche in Brasile per la presunta cattiva condotta del Perù che, di fatto, spinse i carioca a doversi accontentare della finalina del terzo posto.

Le accuse principali per la pesante sconfitta furono rivolte proprio nei confronti dell’estremo difensore peruviano e nel corso degli anni si diffusero le voci su presunti aiuti economici da parte dell’Argentina nei confronti del governo del Perù in segno di ringraziamento, come quelle di un comportamento poco sportivo dei componenti della nazionale andina, da qui venne coniato il termine marmellata peruviana.

Bojan , ciao Italia: firma con l’Ajax

Dopo un biennio italiano con le maglie di Roma e Milan per nulla soddisfacente, l’ancora giovane Bojan lascia l’Italia per accasarsi , solo a titolo temporaneo , con la maglia dei Lancieri di Amsterdam .L’accordo è stato raggiunto dal Barcellona, club titolare del suo cartellino, sulla base di un prestito di un anno con opzione per il secondo.

Riecco Sneijeder in nazionale: Van Gaal lo chiama

Il ct della nazionale Orange Louis Van Gaal ha deciso di richiamare per i prossimi due matches di qualificazioni ai Mondiali del 2014 l’ex interista ed ormai “turco”  Wesley Sneijder che vedrà la nazionale olandese affrontare Estonia e Romani. Assieme a Wes anche il romanista Stekelenburg.

Portieri: Kenneth Vermeer (Ajax), Michel Vorm (Swansea), Maarten Stekelenburg (Roma);

Difensori: Daley Blind (Ajax), Mike van der Hoorn (Utrecht), Daryl Janmaat (Feyenoord), Jetro Willems (PSV), Joris Mathijsen (Feyenoord), Ricardo van Rhijn (Ajax), Stefan de Vrij (Feyenoord);

Centrocampisti: Jordy Clasie (Feyenoord), Wesley Sneijder (Galatasaray), Jonathan de Guzman (Swansea), Adam Maher (AZ), Kevin Strootman (PSV), Rafael van der Vaart (Amburgo), Siem de Jong (Ajax), Tonny Vilhena (Feyenoord);

Attaccanti: Jean-Paul Boezio (Feyenoord), Klaas-Jan Huntelaar (Schalke), Dirk Kuyt (Fenerbahce), Ola John (Benfica), Robin van Persie (Manchester United), Bas Dost (Wolfsburg), Arjen Robben (Bayern Monaco), Ruben Schaken (Feyenoord).

Verratti con la prima rete in nazionale salva gli azzurri

Brutta prestazione quella degli azzurri, impalpabili fino agli ultimi dieci minuti della gara quando, con un attacco totalmente nuovo composto dalla torri  Osvaldo – Gilardino e da Verratti alle spalle pronto ad inventare, l’Italia prendeva coraggio e si affacciava alla porta olandese. Il regista del PSG duettava bene con Gilardino che gli forniva l’assist con cui Verratti inventava un dolce pallonetto che superava il numero uno di casa.

Gli orange erano passati meritatamente in vantaggio con Lens alla mezzora della prima frazione , con un’azione che mostrava l’impaccio della difesa, tagliata in due come la lama nel burro.

Ci vorrà ancora da lavorare per il tecnico Prandelli , anche se pare sempre più che le motivazioni, scarse per questo tipo d’incontri anche se con squadre blasonate, non sappia stimolare al meglio i ragazzi che indossano la casacca azzurra.

Olanda (4-3-3): Krul; Janmaat (40′ st van Rhijn), de Vrijm, Martins Indi, Blind; Strootman, Maher, Clasie (46′ De Guzman); Lens, Van Persie (46′ Robben), Ola John (15′ st Kuyt). A disp.: Vermeer, Mathijsen, Vlaar, Van Ginkel. All. Van Gaal

Italia (4-3-3): Buffon; Abate, Barzagli (74′ Ranocchia), Astori, Santon; De Rossi (62′ Verratti), Pirlo (46′ Florenzi), Montolivo, Candreva (46′ Diamanti), Balotelli (62′ Osvaldo), El Shaarawy (71′ Gilardino). A disp.: De Sanctis, Peluso, Gastaldello, Nocerino, Giaccherini, Sirigu. All. Prandelli

Arbitro: Cakir (Tur)

Marcatori: 33′ Lens (O), 47′ st Verratti (I)