Muntari, il goal no-goal in Milan-Juventus

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Sulley Muntari saluta l’Italia e vola in Arabia Saudita: è notizia di oggi cche il calciatore ghanese, che aveva risolto il contratto con il Milan a campionato ancora in corso è da oggi un tesserato dell‘Al Ittihad, club della città di Gedda, la seconda più grande del paese  arabo dopo la capitale Ryad.

E l’ingaggio non sarà certamente ai minimi sindacali: il biennale siglato dall’ex di Milan, Inter ed Udinese prevede un ingaggio di 14 milioni di euro da qui all’estate 2017. Arrivato giovanissimo nel 2012, indossando la maglia dei bianconeri friulani, Muntari, eccetto due parentesi in Inghilterra con Sunderland e Portsmouth, ha disputato ben 12 campionati di Serie A.

Muntari: Essien sarà fondamentale per il Milan

Fra connazionali ci si intende meglio: così è il messaggio che Muntari ha voluto far passare attraverso i microfoni di Milan Channel in merito allo sbarco a Milanello del ghanese Essien, proveniente dal Chelsea. “Noi lo aiuteremo ad adattarsi subito e sono dell’idea che il suo apporto sarà fondamentale. Col nuovo corso di Seedorf siamo sicuri di volere fare bene. Non è facile diventare allenatori, l’importante è fare tutto con il gruppo compatto. Le cose stanno andando bene e vogliamo seguire questa strada. Noi ci aiutiamo molto l’uno con l’altro e vogliamo continuare così”.

Muntari: l’era del Barcellona non è ancora finita

Il centrocampista ghanese del Milan, Sulley Muntari, ai microfoni di Sportmediaset intervista da Carlo Pellegatti, ritiene che i blaugrana sia ancora temibilissimi e guai a ritiene che il ciclo sia alla fase finale: “Penso ancora alla sfida di San Siro con il Barcellona. Ora pensiamo al campionato e poi andiamo in Spagna per passare il turno. Non credo sia finita l’era del Barça: hanno ancora tanti campioni. Vincere la Champions? Tutto è possibile. Noi vogliamo provarci, vogliamo farlo, tutto è possibile”.

Giaccherini deferito: paga le colpe per uno striscione nella festa scudetto

Dopo 5 mesi è arrivato il deferimento da parte della Procura, che ha rinviato al giudizio della Commissione Disciplinare Nazionale Emanuele Giaccherini “per avere, in occasione dei festeggiamenti seguiti alla conquista dello scudetto 2011/2012 da parte della Juventus, esposto su un autobus uno striscione dal contenuto offensivo nei confronti di un tesserato della società A.C Milan”.

La motivazione è data dal fatto che durante la festa per il 28° scudetto bianconero, con i giocatori sul pullman e ali di tifosi lungo la strada, a Giaccherini fu passato uno striscione che recitava “Il gol di Muntari mettilo nel c…”, con tanto di censura incorporata. Sventolato per mezzo minuto, fu lasciato cadere dal giocatore dopo che Barzagli gli aveva fatto notare la cosa.

Muntari è solo del Milan

Nonostante il recente infortunio patito in Africa durante una partitella fra amici costringa il giocatore ai box per circa sei mesi, la società rossonera di Via Turati non ha apportato a nessuna modifica al legame precedentemente stipulato e da domenica Sulley Muntari è interamente un giocatore del Milan. Il 1 luglio, infatti, è scaduto il contratto che lo legava all’ Inter ed è subentrato il contratto che il ghanese aveva stipulato già in inverno col Milan (3 milioni di euro l’ anno, senza considerare la recente multa) e che lo lega ai rossoneri fino al 30 giugno 2014.

Buffon sbaglia, sorride il Milan

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“Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”, cantava De Gregori nella sua Leva calcistica del ’68. Gianluigi Buffon è nato giusto dieci anni dopo e non tira i calci di rigore, li para. Ieri sera il suo errore con i piedi, per eccesso di sicurezza nel controllo di palla su retropassaggio, ha riaperto virtualmente la corsa scudetto, ma non lo si può condannare per questo.

Se la Juventus a 180 minuti dalla fine del campionato si trova in vetta contro ogni pronostico, certamente lo si deve anche a lui, che da vero uomo si è preso sulle spalle la responsabilità del goal chiedendo scusa allo stadio intero ed al popolo juventino tutto.

Gli Dèi del calcio hanno il senso dell’umorismo: fu proprio Gigi ad essere protagonista in negativo nell’episodio della rete fantasma di Muntari durante la gara di ritorno contro il Milan, negando di aver visto la palla entrare e affermando candidamente che se anche fosse stato, non lo avrebbe detto. Forse, da Juve-Lecce in poi, i conti torneranno un po’ di più. Con buona pace di Massimiliano Allegri.

E’ SUCCESSO L’IMPONDERABILE – Conte è incredulo: “E’ capitato qualcosa di inimmaginabile, un errore di un portiere come Buffon contro un avversario in 10. C’è rammarico ma il calcio è fatto così.” Poi riprende il solito piglio: “Questo è il momento di crescere ancora: se saremo bravi a fare 6 punti lo scudetto sarà meritato, altrimenti faremo i complimenti a chi ci insegue.” Certo è che i bianconeri hanno mostrato la solita supremazia di condizione atletica e di gioco, ma hanno fatto un passo indietro sul piano della realizzazione; troppe le occasioni sprecate (due volte Vidal, Quagliarella e Matri) come accadde nei momenti della “pareggite”, quando il Milan era ancora davanti e ringraziava.

Il Lecce da parte sua non ha rubato niente, ha saputo approfittare di uno svarione a fine gara pareggiando l’iniziale vantaggio di Marchisio, ha sempre tenuto la testa fredda (Cuadrado a parte, giustamente espulso per somma di ammonizioni) e si è confermata squadra ben allenata e ben messa in campo. La salvezza è più lontana – il Genoa che rialza la testa battendo 2-1 il Cagliari complica il cammino dei salentini – ma la matematica tiene vive le speranze.

IL DIAVOLO RINGRAZIA – Allegri e la sua banda sorridono e fanno l’inchino: “Siamo pronti, ci crediamo ancora, in fondo sapevamo che poteva accadere.” Così Ambrosini e lo stesso tecnico commentano i 2 punti rosicchiati alla Vecchia Signora, glissando un po’ sulla prestazione della squadra. Già, perché la vittoria contro l’Atalanta non è una dichiarazione di guerra a distanza, anzi, fino al pareggio di Bertolacci a Torino i rossoneri hanno confermato la svagatezza delle ultime gare: a parte i primi 8 minuti impreziositi dal goal di Muntari, sono apparsi prevedibili, indolenti, poco reattivi (Ibra su tutti). I bergamaschi dal canto loro si sono presentati a San Siro con la pancia giustamente piena, non dovendo chiedere niente di più a questa stagione.

Come detto, le buone notizie dallo Juventus Stadium hanno riacceso l’agonismo e negli ultimi scampoli di partita il Milan ha trovato il raddoppio di Robinho.

E ADESSO VIENE IL BELLO – Gli Dèi del calcio non smetteranno di farci qualche sorpresa, proprio adesso che la trama s’infittisce con un copione degno di un thriller: in questa lotta senza respiro s’inserisce la terza incomoda, l’Inter, che dopo lo scivolone di Parma (sconfitta 3-1) affronterà il derby con la consapevolezza di dover fare bottino pieno se non vuole salutare il sogno Champions.

In caso di trionfo, vedrebbe festeggiare gli odiati e storici rivali piemontesi; inchinandosi al Milan, potrebbe contribuire attivamente al  19° scudetto dei cugini. Dilemma amletico e scomodo per il popolo nerazzurro.

il milan ce la fa a ri-muntari

Muntari

Il Milan supera l’esame Chievo, ma con una sufficienza stiracchiata. Gli uomini di Allegri, seppur rattoppati, riescono a cavarsi d’impiccio con il minimo scarto, grazie all’1-0 firmato Muntari.

Gioca meglio la squadra scaligera, che spreca più volte davanti alla porta rossonera, confermando un discreto impianto di gioco ma una cronica difficoltà a trovare la via del goal.

Ora il diavolo aspetta la Juventus, che in serata affronta tra le mura amiche la Lazio, rivitalizzata dal netto successo dell’ultimo turno a spese del Napoli.

Il campionato, c’è da giurarci, è soltanto al principio del proprio epilogo.