Calciopoli: prescrizione per Moggi e Giraudo

Dopo una notte in camera di consiglio, è arrivata la sentenza da parte dei giudici: per Moggi il reato è prescritto, ovvero che non è stato assolto dalle accuse di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, come richiesto dal pubblico ministero. A margine, per l’ex dg bianconero arriva l’assoluzione per due frodi sportive perchè il fatto non sussiste. Anche per Giraudo, l’altro dirigente ex Juventus, è giunta la sentenza di prescrizione, così come per l’ex designatore Pairetto e per l’ex vice presidente della Federcalcio, Mazzini.

Sul fronte degli arbitri, per De Santis (che aveva rinunciato alla prescrizione)  è stata confermata la condanna in secondo grado di un anno mentre per Dattilo e Bertini è giunta l’assoluzione “perchè il fatto non sussiste”.

In merito ai risarcimenti richiesti dalle società che si erano costituite parte civile, ovvero Bologna, Brescia, Atalanta, Lecce, Victoria 2000 (la società allora presieduta da Gazzoni e unica azionista del Bologna), è stato riconosciuto il diritto alla richiesta di risarcimento, ma spetterà ai giudici civili d’Appello competenti per territorio determinare l’importo.

Zeman accende già Cagliari – Juventus

Cagliari – Juventus non sarà la madre di tutte le partite, ma quando mister Zeman affronta i bianconeri, non è mai un match “normale”. Le accuse sul doping di un decennio fa sono ancora fresche nelle menti dei dirigenti juventini e stavolta, la partita, di giovedì a causa dell’impegno di Supercoppa Italiana della Juve, potrebbe essere decisiva per il tecnico boemo.

E nella conferenza stampa odierna Zeman ha risposto alla domanda precisa: “Per me una partita speciale? Come sempre e come da vent’anni a questa parte: dà sempre molti stimoli”. Quale giocatore Zeman vorrebbe togliere alla Juve? “Tutti, sono tutti bravi. È forte la squadra con il suo collettivo. Differenze tra Conte e Allegri? Questione di ritmi. Più alti con Conte, più possesso palla con Allegri”.

 

Ex arbitro Bertini: non avevo schede svizzere

Intervistato nel corso del programma Mattina Sport sul canale Raisport, l’ex arbitro Paolo Bertini ha voluto rilasciare alcune brevi dichiarazioni quando mancano poche ore alla sentenza per il processo penale con rito abbreviato in svolgimento a Napoli.

“Dire che mi è piaciuto bene poco di quello che è successo fin qui è naturale. Cosa mi aspetto? Mi aspetto dal processo di appello che vengano esaminate le carte che già sono a disposizione con maggiore serenità, in un processo con ventiquattro imputati non è semplice dare giusta attenzione ad ogni imputato”.

L’ex arbitro internazionale è imputato per associazione a delinquere, le accuse formulate nei suoi confronti sostengono che sarebbe stato in contatto con Luciano Moggi, a ridosso delle partite, attraverso dei cellulari forniti di schede telefoniche svizzere non intercettabili nel contenuto. “Con quei carteggi dimostrerò che non facevo parte di nessuna organizzazione e sinceramente sarebbe già sufficiente che la mia figura venga estrapolata da questa situazione. Le sentenze dicono qualcosa, dicono che ci sono state delle condanne. Sui presupposti nei quali sono state prese avrei anch’io molto da dire, lascio a persone più competenti di me di parlare di queste questioni. Schede svizzere? Non ho mai posseduto nessuna scheda svizzera” ha concluso Bertini.

 

Torna a parlare Moggi e a proposito di Catania – Juve dice….

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss nella giornata di ieri l’ex dg della Juventus Luciano Moggi commenta, quasi fosse un segno del destino , gli episodi accaduti al Massimino in occasione della partita ormai diventata “storica” Catania – Juventus e  come se citasse quello che le cronache (non confermate) raccontano di quel Reggina – Juventus dice : “Se Pulvirenti avrebbe dovuto chiudere Rizzoli nello spogliatoio? Viste le cose, penso proprio di sì. È un caso più unico che raro”.

Commentando poi il comportamento degli addetti ai lavori, sempre più propensi alla tensione che alla calma spiega così il suo atteggiamento : “siamo in tanti a non capire più niente. Nel 2006 dicevano che gli errori degli arbitri si sarebbero dovuti prendere tutti in buona fede, mentre oggi tutti sbraitano. Io dico che gli arbitri sono in buona fede, semplicemente sbagliano”. ed aggiunge “con più arbitri c’è più confusione perché ognuno recita una parte che non dovrebbe. Malafede? No, solo errori”.

Zeman “La scelta di Thiago Silva e Ibrahimovic di andare al Psg? Vanno dove ci sono i soldi

Seppure in ritiro con la squadra giallorossa, il mister boemo appare sempre pronto e sagace nelle interviste con concede. Gli argomenti spaziano dai colpi di  mercato del PSG, al sostituto di Borini, fino all’immancabile Moggi e la Juventus.

Intervistato da ‘Studio Sport’, anche Zeman ha detto la sua in merito… “La scelta di Thiago Silva e Ibrahimovic di andare al Psg? Vanno dove ci sono i soldi – ha detto il tecnico giallorosso – Fino a quando i pozzi di petrolio durano è una scelta giusta…”.

“Quando è arrivato in Italia, Thiago non era il difensore numero uno al mondo, così come Ibra non era l’attaccante numero uno al mondo quando arrivò in Italia – ha proseguito Zeman – Il fatto che i grossi stranieri vadano via può essere utile per lanciare giovani talenti”.

E su Borini… “A me piaceva, ma riusciremo a sostituirlo – ha detto il tecnico boemo – Abbiamo tanti attaccanti e tutti all’altezza. Destro? Mi piace, è un bel giovane e di talento. Thiago Motta, ad esempio, non è sempre stato il numero uno, lo è diventato dopo. Il nostro compito è fare arrivare i nostri giovani a quei livelli. Dove giocherebbe Destro? E’ un attaccante, e il cognome è quello…”.

Zeman ha poi commentato il perchè di una preparazione fisica che, secondo tutti, è ‘durissima’… “La preparazione serve a preparare la stagione – ha spiegato – Si sta ponendo la base per la stagione. Per formare il carattere dei giocatori e del gruppo serve anche stancarsi, imparare a soffrire come succederà in campionato”.

Dopo 13 anni Zeman è tornato alla Roma, dove aveva già allenato… “Per me non è una scommessa, non ho mai fatto scommesse – ha detto – Sono tornato nella mia città e sono contento, mi piace lavorare qui. Voglio vincere e dare soddisfazioni ai tifosi e alla fine vincerà chi avrà più voglia e chi sarà più preparato”.

Una domanda sugli scudetti della Juventus, poi, è inevitabile quando. Secondo Moggi io non sono l’essenza del calcio? Se l’essenza del calcio sono doping e corruzione allora è vero, ne sono lontano…”.

Nuova maglia Juve: 0 2 oppure 3 stelle


E venne il giorno atteso da milioni di juventini: la nuova maglia per la stagione 2012/13 presentata ieri che si dimostra buona per tutte le occasioni. Svelata la divisa da trasferta si può osservare che i bianconeri giocheranno con una maglia senza stelle – prontamente coperte – e la scritta “30 sul campo” sotto lo stemma.

Ma nei negozi sarà possibile modificare la propria casacca acquistando una speciale patch con la scritta “30 sul campo“. La maglia da trasferta presenta un modello girocollo che s’ispira all’edizione 1941-42, quando la Juve vinse la Coppa Italia.
All’interno è ricamata la frase di Boniperti “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.Non è stato sottovalutato in casa Nike la volontà di assecondare lo spirito eco-compatibile, ovvero la maglia è stata realizzata riciclando 13 bottiglie di plastica.

Ma prima di giungere a questa nuova camiseta, si è dovuti arrivare ad un compromessso con la casa americana che pretendeva il rispetto del contratto, ovvero che le divise da gioco e quelle per i tifosi fossero le medesime.

Per cui nelle foto ufficiali di presentazioni non appaiono stelle mentre nei negozi sarà possibile personalizzare con questa patch particolare, soddisfando l’orgoglio di chi rivendica le vittorie tolte dalla giustizia sportiva.

Le parole che non ti aspetti : Moggi loda Zeman!


Anni di battaglie verbali: il doping, il potere mediatico, i favori arbitrali, il controllo del mercato e poi mentre Big Luciano si trova a dover scontare una condanna calcistica, ecco le parole che sono più rumorose di un tuono.

“Zeman ha fatto davvero vedere un bel calcio, gli faccio i miei più sinceri complimenti”. Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus, elogia il lavoro svolto da Zdenek Zeman nell’eccellente stagione del Pescara. Il tecnico boemo ha guidato la formazione abruzzese fino alla promozione in Serie A.

«Zeman ha fatto un ottimo lavoro a Pescara facendo cose eccellenti e regalando alla Nazionale anche un giocatore come Verratti, senza contare anche giocatori importanti come Insigne, Immobile e Capuano», dice Moggi, a dimostrazione che di calcio si parla e non di inimicizie o rivalità.

«Verratti, Insigne e Immobile dovrebbero fare ancora un anno con Zeman e acquisire l’esperienza necessaria. I tre ragazzi hanno qualità – continua Moggi a Radio Manà Manà Sport – e personalità per giocare in qualsiasi club. Tanto di cappello a Zeman. Verratti credo che alla fine andrà alla Juve».

L’ex dg bianconero incorona anche il Torino: «La promozione in Serie A è meritatissima ma per il prossimo anno servono investimenti. Sono sicuro che il presidente Cairo non si tirerà indietro e farà acquisti importanti. Ogbonna, secondo me, rimarrà al Torino e farà benissimo».

Moggi posa la prima pietra a Dubai: la Gea avra’ una nuova casa

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Moggi è tornato. La Gea, anche. Anzi, non se ne sono mai andati davvero. A sei anni dall’inizio del vortice che ha trascinato Lucky Luciano e la sua società nel fango, tra aule giudiziarie e condanne, l’araba fenice risorge dalle proprie ceneri.

Luogo: Dubai. Obbiettivo: riprendersi il mondo del calcio, questa volta però con altre spoglie.

Vero è che il telefonino dell’ex eminenza bianconera non è stato mai spento, perché molti hanno continuato a chiamarlo per chiedere consigli, specialmente tecnici che grazie a lui hanno trovato panchine stabili. Quindi è rimasto allenato, come del resto suo figlio Alessandro, il quale tutt’oggi è procuratore di vari giocatori (vedi Nocerino del Milan); e proprio Moggi Junior è stato invitato dal padre a rimettere in piedi la Gea – finita in liquidazione nel 2006 – e a tessere rapporti con Khalifa Bin Zayed Al Nahayan, sceicco di Dubai.

Da poche settimane è quindi nata la nuova Gea World Middle East, con la mission dichiarata di creare un ponte con l’Europa (Italia esclusa, si dice) per proporre i talenti che via via verranno scovati negli Emirati e non solo. Per questo forse entreranno a far parte della “famiglia” Zenga e Cannavaro, che quelle parti di mondo le conoscono bene, e Maradona, attuale tecnico dell’Al Wasl, tutti con compiti di Scouting. Ufficialmente la società non avrà la procura di alcun atleta, ma soltanto la gestione della loro immagine, sul modello di molti agenti Fifa.

Ad oggi è certo che la struttura della nuova creatura dei Moggi comprende anche Riccardo Calleri (agente esperto di Sud America e assistente di Zuniga e Barreto, tra gli altri), Tommaso Bendoni e soprattutto Mino Raiola, legato a Luciano da amicizia e rapporti di lavoro che risalgono a più di dieci anni fa.

Sicuramente il fatto che Moggi Senior sia considerato negli Emirati Arabi come una sorta di icona, deve aver aiutato il lavoro diplomatico per arrivare alla posa del primo mattone; basti pensare che il presidente dell’Al Wasl, lo sceicco Marvan Bin Bayat, pare abbia sul proprio telefonino la scritta: “Io sono il Moggi di Dubai”. Sembra non sia leggenda.

Viene da pensare che non proprio tutto il mondo è paese.

confermate le radiazioni per calciopoli

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Nel pieno della bufera che sta scuotendo il pallone di casa nostra a causa dell’enorme giro di scommesse illecite, la ormai “vecchia” Calciopoli si avvia a conclusione.

Dopo 6 anni dall’esplosione della vicenda che ha generato le ben note conseguenze, l’Alta Corte di Giustizia del Coni ha convalidato il verdetto con cui si attesta la radiazione di Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Innocenzo Mazzini;  la coppia di ex dirigenti bianconeri e l’ex vicepresidente della Figc avevano presentato ricorso contro le decisioni dei primi due organi di giustizia sportiva.

Calciomercato Palermo, obiettivo Gimenez


Dopo l’acquisto di Mantovani proveniente dal Chievo, l’obiettivo attuale del nuovo direttore sportivo Sean Sogliano è Henry Damian Gimenez (24). Il giocatore uruguagio del Bologna, prelevato dal River Plate nel 2009 dalla famiglia Menarini sotto consiglio di Moggi, si appresta a cambiare casacca dopo due campionati ricordati più per le risse (Bologna-Lazio di quest’anno) che per i gol (6). La prima offerta del Palermo è di 2 milioni di euro più i cartellini del centrocampista Munari e del difensore Goian. Il Bologna, al momento, non pare intenzionato ad accettare l’offerta poichè vorrebbe Bovo come contropartita tecnica o solamente soldi. L’affare verrà concluso sicuramente la settimana prossima.