Strootman: grazie Roma, sono tornato per merito vostro

Il centrocampista della Roma e della nazionale olandese Kevin Strootman, tornato al calcio giocato dopo un infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per bene 8 mesi, facendogli saltare i Mondiali in Brasile, ha voluto ringraziare pubblicamente la società giallorossa ed in particolar modo lo staffa medico per le preziosi cure ed attenzioni prestategli in questo periodo della sua carriera.

Attraverso il profilo personale Facebook, Strootman ha dichiarato quanto segue: “Negli ultimi 8 mesi ho dovuto svolgere degli esercizi, per via del mio infortunio che mi ha costretto a operarmi, per rendere il mio ginocchio più forte di quanto fosse prima. Questa era la parte più importante della mia riabilitazione. Sono contento di essere tornato nel rettangolo di gioco e ringrazio tutto lo staff medico della Roma.“

Il calciatore si era infortunato il 9 marzo 2014, in occasione del match con il Napoli, subendo la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro con interessamento meniscale.

Abidal: ufficiale il suo ritorno al calcio giocato

Éric Abidal si è potuto mettere a disposizione dello staff tecnico del Barcellona già a partire da ieri pomeriggio.

Il laterale francese ha infatti ricevuto nella mattinata di ieri il permesso dai medici per tornare a tutti gli effetti sui campi da gioco se il corpo tecnico lo riterrà opportuno.

Il giocatore è davvero ad un passo dal rientrare nelle competizioni, anche se nel caso specifico il “via libera” medico non comporterà automaticamente l’utilizzo, fino a che Abi non sia in grado di raggiungere un livello minimo di condizione atletica, dunque è già da scartarsi l’ipotesi che possa essere convocato per il match di sabato al Nou Camp contro il Siviglia.

Il 15 marzi del 2011, il Barcellona aveva comunicato che al giocatore era stato riscontrato in tumore al fegato, che lo avrebbe reso indisponibile per il resto del campionato, anche se era riuscito ad entrare nella finale di Champions League nell’ultimo minuto quando i suoi compagni conducevano per 4-1 contro lo United la partita.Giusto un anno dopo, il francese era stato sottoposto ad un trapianto di fegato, la cui convalescenza si è protratta appunto fino a ieri.

Perche’ non rimanga solo cenere

Ventiquattro ore senza calcio, senza il passatempo preferito degli italiani, che fa disperare o sorridere milioni di tifosi, esperti, qualunquisti, commissari tecnici improvvisati.

La morte di un ragazzo, 25 anni come il suo numero di maglia ci ha senza dubbio colpiti, e polemiche si sono scatenate nell’immediato: soccorsi non immediati a causa di un parcheggio errato, la mancanza di un defribillatore (che bisogna comunque saper usare) e subito una miriade di osservatori che davanti alla TV, vedendo le immagini, si sono trasformati in cardiologi, giudici o infermieri arrivando a sentenze definitive, senza nulla conoscere della realtà.

Poi la vita di questo sfortunato Uomo, e solo dopo giocatore, una volta diventata pubblica, ci ha fatto sentire genitori o fratelli, pensando a quella povera persona che rimarrà sola per il resto dei suoi giorni, oltre modo appesantiti dalla condizione sfortunata in cui vive. Perchè le parole spese abbiano un senso, ed il silenzio del pallone non costituisca unicamente un intralcio, come le vicende di stamattina in Lega fanno pensare, si attivino Federazione e società perchè il calcio minore, quello dei giovani e dei dilettanti puri, sia sempre disputato nelle migliori condizioni di sicurezza possibili.

Solo allora sabato pomeriggio sarà stato l’inizio di qualcosa di nuovo e non un semplice fatto di cronaca.