Ultras Atalanta vs Masiello: non lo vogliamo a Bergamo

Andrea Masiello è tornato a calcare i terreni di gioco dopo una squalifica di tre anni per lo scandalo scommesse quando militava con la maglia del Bari. E’ rimasto nella mente di tanti il ricordo del’autorete creata apposta nel derby di Puglia contro il Lecce che ha fatto il giro del mondo, ma ora, scontata la pena, sembrano già esserci i primii problemi in seno all’Atalanta, la sua nuova squadra.

Gli ultras della Dea infatti hanno già manifestato il proprio dissenso attraverso la rivista ufficiale dei tifosi ed i canali social: “Masiello ha pagato il conto con la giustizia e riteniamo corretto (oltre che legittimo) possa tornare a fare il calciatore professionista. Che possa tornare a farlo nell’Atalanta, invece, riteniamo non sia proprio il caso”.

Bari – Lecce fu truccata? Tifosi risarciti

Il derby di Puglia del maggio 2011, che permise al Lecce con i tre punti strappati al Bari di salvarsi dalla retrocessione in serie B fu truccato. Se la sentenza sul piano sportivo è stata emessa già da tempo, con l’autorete del difensore barese Masiello che è diventata l’icone della corruzione calcistica, sul piano giuridico la sentenza emessa dal giudice del Tribunale di Bari Valeria Spagnoletti ha condannato ad 1 anno e 6 mesi l’ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro, Carlo Quarta e a 9 mesi Marcello Di Lorenzo, ex amico del giocatore.

Ma ciò che fa più notizia è che il giudice ha riconosciuto un indennizzo pari a 400 euro a ciascuno dei 200 tifosi che hanno fatto ricorso, fra cui anche alcuni supporter del Bari,  per il danno da passione subito. Inoltre Semeraro e Quarta sono stati interdetti per sei mesi da qualunque incarico dirigenziale, con il divieto di assistere a manifestazioni sportive.

E Masiello patteggia: 22 mesi per la giustizia ordinaria

L’ex difensore dell’Atalanta, Andrea Masiello, ha patteggiato la pena ad un anno e 10 mesi per associazione per delinquere e frode sportiva al termine di una delle inchieste baresi sul calcioscommesse. Le partite contestate in relazione alla frode sportiva sono quattro: Palermo-Bari, Bari-Sampdoria, Bari-Lecce e Bologna-Bari.

I fatti risalgono a quando Masiello militava nel Bari. I suoi due amici-scommettitori, Gianni Carella e Fabio Giacobbe, hanno patteggiato un anno e 5 mesi ciascuno. Il gip del tribunale di Bari ha concesso il beneficio della pena sospesa per l’ormai ex calciatore.

si allarga l’ombra delle scommesse, la serie A scricchiola

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Ad oggi non è venuto nulla a galla, ma Masiello ha fatto delle ammissioni, segnalate in una lettera ai magistrati pugliesi e a quelli di Cremona (su Bari-Roma): “Iacovelli mi suggeriva di agire”. E c’è un’intercettazione in cui si parla di pilotare Milan-Bari.

La stagione in questione è quella conclusasi neanche un anno fa, il 2010-2011: dalle carte sotto la lente d’ingrandimento nell’inchiesta che ha portato in carcere Andrea Masiello, si evidenziano molte novità. L’ex capitano del Bari, ora all’Atalanta, ha parlato di altre tre partite della passata Serie A che sarebbero state oggetto del tentativo di manipolazione da parte dell’ex capitano del Bari e del suo entourage di presunti amici, in aggiunta alle sei già inquadrate. E ci sarebbero anche Milan e Roma fra le squadre chiamate in causa, tuttavia si parla per ora solo di ipotesi. Gli investigatori e gli inquirenti baresi che indagano sul calcioscommesse hanno parecchia carne al fuoco e sono alla ricerca di riscontri concreti.

LA LETTERA — I dubbi emergono da una lettera che il Procuratore di Bari Antonio Laudati ha trasmesso al capo della Procura di Cremona Roberto Di Martino, il 9 febbraio, richiedendo il fascicolo che riguarda il tuttofare del Bari Angelo Iacovelli, sul quale stava già indagando la procura pugliese prima dell’arresto avvenuto proprio nella città lombarda. Il testo recita: “Questo ufficio sta procedendo nei confronti di Iacovelli Angelo, Masiello Andrea, Rossi Marco, Parisi Alessandro e Bentivoglio Simone per il reato di associazione a delinquere finalizzata a frodi sportive commesse in questo distretto e collegate alle partite di calcio di Serie A della stagione 2010-2011: Milan-Bari (1-1) del 13 marzo 2011, Bari-Chievo (1-2) del 20 marzo 2011, Bari-Sampdoria (0-1) del 23 aprile 2011; Bari-Roma (2-3) del 1 maggio 2011, Palermo-Bari (2-1) del 7 maggio 2011″.

GLI ATTI — Le partite del Bari con Palermo e Sampdoria erano già citate nell’ordinanza di custodia cautelare di Masiello e c’è anche un riferimento per Parma-Bari del 3 aprile 2011 che lo stesso Masiello fa, in un interrogatorio riportato nell’informativa dei carabinieri che completa gli atti: “C’è stato un episodio a fine partita, una rissa nel sottopassaggio, in pratica i giocatori del Parma, Morrone e Pavarini, accusarono Marco Rossi di non essere stato diciamo così… si sentiva accusato di non essere un professionista”. Gli accertamenti sono ancora in corso e negli allegati all’inchiesta sono in ogni caso diversi i riferimenti, come la telefonata tra l’ex calciatore Antonio Bellavista (arrestato dalla procura di Cremona e indagato a Bari) ed un uomo non meglio identificato, intercettata l’11 marzo 2011. Gli atti dicono che “i due si confrontano in merito alla loro attività già effettuata, avente ad oggetto l’aver contattato i giocatori del Bari per pilotare il risultato finale di Milan-Bari“.

Insomma, tra dubbi e loschi figuri del nostro calcio, lo sport cerca di sopravvivere cercando per se stesso una parvenza di candore che, forse, non è mai realmente esistita.

Calcioscommesse: arrestato ex Bari Masiello, 20 indagati

carceri

Nuovo terremoto nella vicenda calcioscommesse. I carabinieri del comando provinciale di Bari starebbero eseguendo alcuni provvedimenti restrittivi, tra cui uno nei confronti del calciatore Andrea Masiello, attualmente in forza all’Atalanta.

Complessivamente ci sarebbero 20 persone indagate: tra di loro 9 ex calciatori del Bari per presunte combine nello scorso campionato. Tra gli ex calciatori biancorossi indagati a Barie, oltre ad Andrea Masillo, ci sono Daniele Portanova (difensore del Bologna), Alessandro Parisi (difensore del Torino), Simone Bentivoglio, Marco Rossi, Abdelkader Ghezzal, Marco Esposito, Antonio Bellavista e Nicola Belmonte.