Non c’è pace per Marchisio: creata un’App per picchiarlo

 

 

 

 

 

Ovviamente la foto non è reale. Amici e genitori di Claudio Marchisio, esterno della Juventus e della Nazionale, possono stare tranquilli. L’immagine arriva da un’app creata da alcuni tifosi del Napoli, che proprio non hanno digerito le recenti esternazioni del giocatore sul club del loro cuore.

Nonostante le rettifiche di Marchisio, che nel programma tv Le Iene ha ribadito il tono sportivo della frase “provo antipatia per il Napoli”, questi sostenitori azzurri non si sono rasserenati. Lo dimostra innanzitutto il nome dell’applicazione, “Picchiamo Marchisio”. La speranza è che i telefonini di mezza Italia non si riempiano del volto tumefatto del giocatore. Per una semplice antipatia sportiva, sembra un pochino troppo.

 

Conte rimette tutti al proprio posto, Quagliarella paga lo sfogo con Alessio

Di nuovo tutti in riga, altrimenti non si vince nulla. Antonio Conte, in attesa di riprendersi ciò che è suo (la panchina), striglia la squadra; la società lo appoggia e contestualmente infligge una multa a Fabio Quagliarella, reo di aver commentato la sostituzione di domenica sera, operata da Alessio. Insomma,  in casa Juve c’è voglia e bisogno di compattare uno spogliatoio che, in caso di altri risultati negativi, potrebbe anche surriscaldarsi ulteriormente. Se il buon senso ha portato Bonucci e Marchisio a sgonfiare il loro presunto battibecco, serviva una “mano dall’alto” per cancellare l’atteggiamento remissivo della squadra vista contro il Milan, nonché un segnale forte verso i “sovversivi”. Le scelte non devono essere discusse, questo il messaggio che passa. Nello specifico dell’attaccante napoletano, va detto che il diretto interessato ha avuto un colloquio con la società bianconera, dal quale ha appreso dell’ammenda subita. Ora dovrà vedersela con il tecnico pugliese, che potrebbe decidere di abbassare la scure sulla sua testa  lasciandolo fuori dal derby col Torino.

Lite Bonucci-Marchisio: una bufala, smascherata su Twitter

D’amore e d’accordo. Così va la vita per Claudio Marchisio e Leonardo Bonucci, protagonisti loro malgrado di una presunta lite durante Milan- Juventus di domenica. Presunta, appunto; i due hanno pensato bene di ironizzare attraverso uno scambio di tweet. Il difensore ed il centrocampista hanno voluto smentire così: “Leo, hai letto del nostro presunto litigio? Mah”, scrive Marchisio. “Sono rimasto stupito anch’io!!!..mah…ci vediamo al campo…”, la risposta di Bonucci.

Marchisio: Juve per sempre

In occasione della presentazione ufficiale di Fifa 13, noto gioco di simulazione del calcio per consolle, Claudio Marchisio ha rilasciato all’ANSA alcune dichiarazioni d’amore vero il club bianconero di appartenenza.

“Nella vita mai dire mai, ma la mia intenzione è giocare tanti anni con la Juventus, magari raggiungendo i record di Buffon e Del Piero e poi chiudere la mia carriera in bianconero”, ha spiegato il centrocampista. “Da noi c’è sempre stata una gerarchia fondata sulle presenze e l’anzianità. Ora la fascia ce l’ha Buffon e il suo vice è Chiellini, che è più grande e ha più partite di me con la Juventus. Non è una cosa a cui penso, il mio obiettivo è giocare e vincere altri trofei come l’anno scorso”.

Riguardo la sfida del 3 novembre contro l’Inter dichiara. “Ma assolutamente non sarà una sfida verità, lo si diceva già con il Napoli e probabilmente lo si dirà anche per la partita contro la Lazio, ma ci sono tanti appuntamenti importantissimi, a partire da quello con il Catania”.

Mentre il capitolo Champions lo vede così:  “Con il Nordsjaelland abbiamo giocato una buona partita ma la reazione è stata tardiva, solo dopo aver subito gol. Finché c’è la possibilità di passare il turno ci dobbiamo credere, senza fare calcoli su quello che succederà fra Chelsea e Shakhtar, pensiamo solo a vincere contro i danesi al ritorno”.

Juventus: Jovetic solo nel 2013. Maxi offerta per Marchisio e Vidal

 

30 milioni cash non bastano. La Fiorentina ha respinto l’ultimo generosissimo assalto della Juventus rimandando il trasferimento di Jovetic in bianconero alla prossima stagione.

Possono quindi rimanere tranquilli i tifosi viola che potranno godersi il loro asso per un’altra stagione a Firenze.

Chiuso il capitolo Jovetic, a Marotta & C. rimangono pochi giorni, anzi poche ore, per portare in bianconero il Top Player che tutti si attendono. Nessuna novità arriva dal fronte Llorente. L’attaccante non è stato schierato dall’Athletic Bilbao ma il divario tra offerta (20 milioni) e richiesta (36 milioni) rimane ancora troppo elevata.

Stesso discorso anche per Edin Dzeko che rischia di rimanere un’altra stagione a Manchester, maglia City.

Fa intanto specie la notizia riportata da Tuttosport secondo cui il Bayern Monaco avrebbe avanzato un’offerta monstre: 60 milioni di euro cash per strappare ai bianconeri i perni di centrocampo Vidal e Marchisio.

 

La dirigenza bianconera avrebbe già fatto capire che non verrà presa nemmeno in considerazione alcuna  proposta per i due giocatori. Fa comunque riflettere il fatto che per una cifra simile (65 milioni) il PSG solo alcune settimane or sono era riuscito a strappare al Milan altri due giocatori fondamentali: Ibrahimovic e T. Silva.

 

Italia-Spagna: le probabili formazioni della finalissima

 

Cresce la febbre per il match decisivo di Euro 2012.
A Kiev si respira già la tensione di quello che rappresenta il capitolo conclusivo del maggior evento legato al mondo del calcio dopo i mondiali.

Da una parte l’11 pluricampione iberico guidato da Vicente Del Bosque, favorito dalla striscia vincente inanellata negli ultimi anni e anche dai bookmaker.

Dall’altra gli azzurri guidati da Cesare Prandelli che arrivano all’incontro forti di uno stato di forma in crescendo.
Sarà una partita molto tattica che probabilmente verrà risolta da un episodio di un singolo. Da non scartare lo spauracchio rigori.

Unico dubbio legato alle formazioni è legato alla presenza o meno in campo di El Nino Torres: il centravanti mancato nelle ultime partite dovrebbe partire nuovamente dalla panchina anche se un suo schieramento a sorpresa non è da escludere completamente.

Ecco le probabili formazioni in campo, si gioca alle 20:45, arbitra il portoghese Proença.

 

Spagna (4-3-3): Casillas, Arbeloa, Piqué, Ramos, Alba, Xavi, Busquets, Xabi Alonso, Silva, Iniesta, Fabregas. All.: Del Bosque.


Italia (4-3-1-2): Buffon, Balzaretti, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Pirlo, De Rossi, Marchisio, Montolivo; Cassano, Balotelli. All.: Prandelli.

 

Ripercorriamo Juventus – Milan 2-0


Domenica 2 ottobre – Torino, Juventus Stadium, ore 20,45

JUVENTUS-MILAN 2-0
Marcatori: 86′ e 90’+3 Marchisio (J)

JUVENTUS (4-5-1): Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Krasic (54′ Giaccherini), Marchisio, Pirlo, Vidal (90’+4 Pazienza), Pepe; Vucinic (88′ Matri) (a disp. Storari, Grosso, Elia, Del Piero). All. Conte.

MILAN (4-3-1-2): Abbiati; Bonera, Nesta (71′ Antonini), Thiago Silva, Zambrotta; Nocerino (83′ Ambrosini), Van Bommel, Seedorf; Boateng; Ibrahimovic, Cassano (61′ Emanuelson) (a disp. Amelia, De Sciglio, Aquilani, Inzaghi) Allenatore: Allegri. 
Arbitro: Rizzoli di BolognaAmmnoniti: Pirlo (J). Boateng, Nesta (M)
Espulso: all’89’ Boateng (M) per doppia ammonizione

La cronaca -La Juventus resta in vetta alla classifica grazie a un successo prezioso contro un Milan grigio scuro, in grave debito di condizione, forse penalizzato dalle tante assenze. Una doppietta di Claudio Marchisio nel finale  regala ai bianconeri una vittoria ampiamente meritata: per tutta la gara la Juve si è fatta preferire per vigore, freschezza atletica e voglia di vincere contro un avversario irriconoscibile. Abulica, depressa, deprimente la squadra di Allegri; il due a zero finale va anche stretto ai padroni di casa e premia il coraggio di Antonio Conte, che lascia fuori Matri e Del Piero per prediligere una squadra quadrata e muscolare. Diversi grattacapi per il tecnico milanista, alle prese con i limiti di una rosa forse inadeguata ai tanti impegni.

Per venti minuti le due squadre giochicchiano. La Juve è più aggresiva, ma agisce d’impeto più che di testa: le incursioni bianconere e le rare ripartenze milaniste producono solo qualche corner. Il primo tiro in porta lo scocca Pirlo al 20′, un abbozzo di ‘maledetta’ neutralizzata facilmente da Abbiati. Il duello tra i due ex si rinnova al 27′: punizione dai venti metri, il Metronomo calcia teso sul secondo palo, Abbiati non si fa sorprendere e respinge di pugno. Al 33′ si vede per l prima volta Vucinic: l’ex romanista si gira in piena area – complice la marcatura disinvolta di Bonera e Nocerino – e ci prova con un destro forte ma centrale, facile preda di Abbiati. Ben più pericoloso il montenegrino al 36′ con una delizioso destro morbido dalla media distanza che si stampa sulla traversa con Abbiati fuori causa. La Juve insiste e in chiusura di frazione alza il ritmo: al 41′ Marchisio si esibisce in un pregevole controllo al volo, poi si fa tradire dalla fretta di battere a rete e calcia debolmente tra le braccia del portiere. Prima del riposo i riflettori sono ancora per Vucinic: il suo diagonale dal limite passa non lontano dal palo.

Meno di novanta secondi dopo l’inizio della ripresa Abbiati deve sfoderare istinto e riflessi per deviare oltre la traversa un tocco sporco ma ravvicinato di Bonucci, che raccoglie un cross di Pirlo. Poi Cassano dà l’unico segnale di vita della serata: al 6′ pesca in area Nocerino il cui piattone rasoterra è deviato in angolo da Buffon. Ma è ancora la Juve a fare la partita: Vucinic al 13′ prova il passaggio filtrante per Pepe ma Abbiati sventa uscendo con tempismo e coraggio sui piedi dell’esterno bianconero. Di qua in avanti il match si addormenta un po’: lo risvegliano i cambi (Giaccherini per Krasic, Emanuelson e Antonini per Cassano e Nesta) e un tiro di Vidal che al 31′  sfiora il palo dopo l’ennesima iniziativa di Vucinic. Il montenegrino è ispirato assai: al 35′ prova ancora la soluzione personale con un destro a giro che esce di pochi centimetri alla sinistra di Abbiati. Lo zero a zero sembra tenere, anche se il Milan in campo non c’è più. A 3′ dal termine ci pensa però Marchisio a sbloccare il punteggio grazie a un triangolo con Vucinic e a un rinvio maldestro di Bonera, da pocosubentrato a Nesta, che fa carambolare il pallone sullo stinco del bianconero e poi alle spalle di Abbiati.

Lo Juventus Stadium esplode; Boateng rimedia il secondo giallo e va sotto la doccia prima del tempo. Al terzo minuto di recupero il pubblico di casa va in delirio: Marchisio, sempre lui, calcia da lontano, Matri fa velo e Abbiati si lascia passare il pallone fra le gambe in un involontario ma significativo atto di resa.

Buffon sbaglia, sorride il Milan

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“Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”, cantava De Gregori nella sua Leva calcistica del ’68. Gianluigi Buffon è nato giusto dieci anni dopo e non tira i calci di rigore, li para. Ieri sera il suo errore con i piedi, per eccesso di sicurezza nel controllo di palla su retropassaggio, ha riaperto virtualmente la corsa scudetto, ma non lo si può condannare per questo.

Se la Juventus a 180 minuti dalla fine del campionato si trova in vetta contro ogni pronostico, certamente lo si deve anche a lui, che da vero uomo si è preso sulle spalle la responsabilità del goal chiedendo scusa allo stadio intero ed al popolo juventino tutto.

Gli Dèi del calcio hanno il senso dell’umorismo: fu proprio Gigi ad essere protagonista in negativo nell’episodio della rete fantasma di Muntari durante la gara di ritorno contro il Milan, negando di aver visto la palla entrare e affermando candidamente che se anche fosse stato, non lo avrebbe detto. Forse, da Juve-Lecce in poi, i conti torneranno un po’ di più. Con buona pace di Massimiliano Allegri.

E’ SUCCESSO L’IMPONDERABILE – Conte è incredulo: “E’ capitato qualcosa di inimmaginabile, un errore di un portiere come Buffon contro un avversario in 10. C’è rammarico ma il calcio è fatto così.” Poi riprende il solito piglio: “Questo è il momento di crescere ancora: se saremo bravi a fare 6 punti lo scudetto sarà meritato, altrimenti faremo i complimenti a chi ci insegue.” Certo è che i bianconeri hanno mostrato la solita supremazia di condizione atletica e di gioco, ma hanno fatto un passo indietro sul piano della realizzazione; troppe le occasioni sprecate (due volte Vidal, Quagliarella e Matri) come accadde nei momenti della “pareggite”, quando il Milan era ancora davanti e ringraziava.

Il Lecce da parte sua non ha rubato niente, ha saputo approfittare di uno svarione a fine gara pareggiando l’iniziale vantaggio di Marchisio, ha sempre tenuto la testa fredda (Cuadrado a parte, giustamente espulso per somma di ammonizioni) e si è confermata squadra ben allenata e ben messa in campo. La salvezza è più lontana – il Genoa che rialza la testa battendo 2-1 il Cagliari complica il cammino dei salentini – ma la matematica tiene vive le speranze.

IL DIAVOLO RINGRAZIA – Allegri e la sua banda sorridono e fanno l’inchino: “Siamo pronti, ci crediamo ancora, in fondo sapevamo che poteva accadere.” Così Ambrosini e lo stesso tecnico commentano i 2 punti rosicchiati alla Vecchia Signora, glissando un po’ sulla prestazione della squadra. Già, perché la vittoria contro l’Atalanta non è una dichiarazione di guerra a distanza, anzi, fino al pareggio di Bertolacci a Torino i rossoneri hanno confermato la svagatezza delle ultime gare: a parte i primi 8 minuti impreziositi dal goal di Muntari, sono apparsi prevedibili, indolenti, poco reattivi (Ibra su tutti). I bergamaschi dal canto loro si sono presentati a San Siro con la pancia giustamente piena, non dovendo chiedere niente di più a questa stagione.

Come detto, le buone notizie dallo Juventus Stadium hanno riacceso l’agonismo e negli ultimi scampoli di partita il Milan ha trovato il raddoppio di Robinho.

E ADESSO VIENE IL BELLO – Gli Dèi del calcio non smetteranno di farci qualche sorpresa, proprio adesso che la trama s’infittisce con un copione degno di un thriller: in questa lotta senza respiro s’inserisce la terza incomoda, l’Inter, che dopo lo scivolone di Parma (sconfitta 3-1) affronterà il derby con la consapevolezza di dover fare bottino pieno se non vuole salutare il sogno Champions.

In caso di trionfo, vedrebbe festeggiare gli odiati e storici rivali piemontesi; inchinandosi al Milan, potrebbe contribuire attivamente al  19° scudetto dei cugini. Dilemma amletico e scomodo per il popolo nerazzurro.

Conte come Allegri? Vittoria alla prima occasione?


Juve stratosferica ieri sera nel suo stadio, 4-0 risultato finale con l’ex Vucinic sugli scudi (3 assists) , tutti i goals provenienti dai centrocampisti, ed un dominio assoluto di gioco, corsa e grinta. Nulla possono i giallorossi di Luis Enrique, ancora sulla graticola dopo una partita in cui i romanisti sono parsi pulcini bagnati.

Totti rimane per 90 minuti seduto tranquillamente, e gli viene così risparmiata l’umiliazione in un match che dopo 8 minuti era già sul 2-0 (doppietta Vidal) ed alla fine del primo tempo , dopo la ribattuta di Pirlo sul rigore parato da Curci, era pressochè terminato. Nel pomeriggio il mezzo suicidio del Milan, che aveva raggiunto il Bologna solo allo scadere con il solito Ibrahimovic, dava inizio alla serata bianconera.
Il dubbio era se gli juventini avrebbero tratto vantaggio o meno dal posticipo, conoscendo il risultato, ma Conte aveva preparato i suoi ragazzi alla battaglia.

Pronti via e non c’era ragione di pensare che la partita sarebbe stata presa sotto gamba. Troppi anni senza vittorie, le polemiche sui presunti coinvolgimenti del mister nello scandalo scommesse, l’attacco avaro di goals, tutti elementi che hanno contribuito a mettere su un piano inclinato il risultato per la Juventus.
In più la difesa della Roma non è stata affatto granitica nel corso dei 90 minuti, ci aggiungiamo l’esplusione di Stekelenburg in occasione del rigore provocato con il netto atterramento di Marchisio ed ecco spiegato il roboante risultato finale.

Sesta vittoria consecutiva per i torinesi, mancano 5 incontri al termine e due di questi sono con Cesena e Novara, a cui manca solo l’aritmetica per essere in B, Allegri ci conta ancora….