Fidel Castro pubblica il carteggio con Maradona

L’ex presidente di Cuba Fidel Castro ha reso note oggi le ultime  lettere scambiate con l’amico Diego Armando Maradona. Il Comandante cubano ha infatti incluso in un articolo pubblicato sul quotidiano ufficiale dell’isola Granma  l’ultima corrispondenza scambiata con il Pibe de Oro riguardante la morte del presidente venezuelano Chavez. A metà gennaio infatti si erano diffuse voci circa lo stato di salute di Castro tendenti al peggio, motivate anche dall’assenza in pubblico da circa un anno, fino a quando non intervenne durante una cerimonia di inaugurazione di una galleria d’arte nella capitale l’Avana

Già lo stesso Maradona a febbraio aveva annunciato che l’amico cubano stava bene, parlando in pubblico della presenza di alcune lettere ma senza mostrarle. Oggi invece Castro ha voluto togliere evidentemente da ogni imbarazzo l’ex calciatore, indicando che  “Grazie alle nostre conversazione negli anni più belli riguardanti il nostro indimenticabile amico Hugo Chavez, deduco che  il nostro incontro in Mar del Plata non potrà essere dimenticato. Hugo ricordò agli Stati Uniti (d’America) che esiste un’altra America”.

 

Udo Lattek: un mito del calcio saluta il mondo

La Germania calcistica piange la morte di Udo Lattek , tecnico super vincente, il primo ad ave trionfato in tutte e tre le competizioni europee, ossia Coppa dei Campioni, Coppa delle Coppe e Coppa Uefa, record raggiunto dal nostro Giovanni Trapattoni. Lattek aveva compiuto 80 anni il 16 gennaio scorso ed era affetto da tempo dal morbo di Parkinson.

Nel corso della sua lunga carriera ha diretto fra le altre Bayern Monaco, Borussia Dortmund, Barcellona e Colonia, potendo allenare campioni come Matthaus, Maradona e Beckenbauer, conquistando complessivamente 15 trofei.

Supercoppa Italiana: Juve – Napoli garantisce tante reti

Due i precedenti in Supercoppa Italiana fra Juventus e Napoli: in entrambi in matches il totale delle reti segnate è stato di 6, con le vittorie divise una per parte.

Il primo settembre del 1990 allo stadio San Paolo di Napoli, gli azzurri guidati da Maradona e con Alberto Bigon in panchina, travolsero i bianconeri del neo acquisto Roberto Baggio, fresco reduce dalle notti mondiali assieme a Totò Schillaci e con il bresciano Maifredi come tecnico, per 5-1.

Ventidue anni più tardi ( 2012), nello scenario di Pechino dello stadio Nido d’Uccello, sede dei Giochi Olimpici, la Juventus si prese la rivincita sconfiggendo dopo i tempi supplementari il Napoli per 4-2.

I due tabellini

1° settembre 1990, Napoli                                                                                             NAPOLI-JUVENTUS 5-1                                                                                                   NAPOLI: Galli G., Ferrara, Francini, Crippa (80′ Rizzardi), Baroni, Corradini, De Napoli, Alemao, Careca, Maradona, Silenzi (80′Mauro). Allenatore Bigon                           JUVENTUS: Tacconi, Napoli, Bonetti (46′ De Marchi), Galia, Julio Cesar, De Agostini, Haessler (46′ Fortunato), Marocchi, Casiraghi, Baggio, Schillaci. Allenatore Maifredi MARCATORI: 9′ Silenzi, 21′ Careca, 39′ R. Baggio (J), 43′ Crippa, 45′ Silenzi, 72′ Careca ARBITRO: Longhi

11 agosto 2012 , Pechino                                                                                                 JUVENTUS-NAPOLI 4-2  d.t.s.
JUVENTUS: Buffon; Barzagli, Bonucci, Lucio; Lichtsteiner (89′ Padoin), Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Matri (46′ Vucinic), Giovinco (113′ Giaccherini) (a disp. Storari, Marrone, De Ceglie, Quagliarella). All. Conte (Carrera in panchina)                               NAPOLI: De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro (62′ Fernández), Britos; Maggio, Behrami, Inler (106′ Dossena), Hamsik (67′ Gargano), Zuniga; Pandev; Cavani (a disp. Rosati, Aronica, Insigne, Vargas). All. Mazzarri

Arbitro Mazzoleni di Bergamo; assistenti Faverani e Stefani, quarto uomo Bergonzi, arbitri d’area Rizzoli e Tagliavento)
Marcatori: 27′ Cavani (N), 37′ Asamoah (N), 41′ Pandev (N), 73′ rig. Vidal (J), 97′ aut. Maggio (N), 101′ Vucinic (J)                                                                                     Ammoniti: Britos, Cannavaro, Behrami, Cavani, Zuñiga (N), Giovinco, Bonucci (J)
Espulsi: 85′ Pandev (N), 90’+3′ Zuñiga (N)

Napoli – Juventus atto primo: 1990

Napoli, sabato 1 settembre 1990

NAPOLI-JUVENTUS 5-1 

NAPOLI: Galli G., Ferrara, Francini, Crippa (80′ Rizzardi), Baroni, Corradini, De Napoli, Alemao, Careca, Maradona, Silenzi (80’Mauro). Allenatore Bigon

JUVENTUS: Tacconi, Napoli, Bonetti (46′ De Marchi), Galia, Julio Cesar, De Agostini, Haessler (46′ Fortunato), Marocchi, Casiraghi, Baggio, Schillaci. Allenatore Maifredi

MARCATORI: 9′ Silenzi, 21′ Careca, 39′ R. Baggio (J), 43′ Crippa, 45′ Silenzi, 72′ Careca

ARBITRO: Longhi

Amarcord: Milan – Napoli 1987-88

Stagione 1987/88, è la stagione del primo grande trionfo del Milan del presidente Berlusconi. Alla ripresa del campionato dopo le festività natalizie il 3 gennaio 1988, Milan e Napoli si incontrano a San Siro con i partenopei in testa con 21 punti mentre i rossoneri si trovano a 5 lunghezze.

MILAN – NAPOLI 4-1 
Reti: 10′ Careca, 19′ An. Colombo, 24′ Virdis, 73′ Gullit, 78′ Donadoni

MILAN: G. Galli, Tassotti, P. Maldini, An. Colombo, F. Galli, Baresi II, Donadoni, Ancelotti, Virdis, Gullit (82′ Massaro), Evani (85′ Bortolazzi) – All.: Sacchi
NAPOLI: Garella, Ferrara, Francini, Bagni, M. Ferrario (75′ Bigliardi), Renica, Careca, De Napoli, Giordano, Maradona, Filardi (75′ Sola) – All.: O. Bianchi
Arbitro: Agnolin

Goal maradoniano in Spagna

Il livello tecnico non sarà altissimo, ma si tratta comunque di calcio professionistico e per Quique Cubas Gago, scartare ben 5 difensori e lasciare a bocca asciutta il portiere avversario non deve essere stato un gioco da ragazzi. I tifosi accorsi allo stadio della Lomba, nel vedere vincere la loro squadra, i biancorossi dell’Arosa, nel match valido per la quarta divisione spagnola, si sono goduti anche questa perla.

Maradona: la mia foto non è un bluff

Dopo le foto di Diego Maradona apparse in Internet per merito della figlia Dalma , che mostravano un fisico impeccabile nonostante l’età (53 anni) ed i vizi avuti  nel corso della sua vita, molti erano stati i dubbi sorti in merito alla veridicità del fisico incredibile e che hanno portato a pensare che si trattasse di un foto ritocco grazie a Photoshop.

Ma lo stesso Pibe de Oro, in un messaggio postato da New York per fare gli auguri di Buon Anno, ha voluto chiarire: “E la verità è: per tutti quelli che parlano di me, voglio mostrarvi che non c’è alcun effetto Photoshop. Non c’è Photoshop, OK? a quelle che dicono c………., io gli rispondo …… “, dando ancora prova che la grinta non sente il peso degli anni.

 

 

 

 

 

Maradona si giudica: non sono l’uomo perfetto

Ospite speciale alla trasmissione su Rai 3, Diego Armando Maradona si è aperto alle domande del conduttore Fabio Fazio e con la sua non-comune sincerità si è confessato: Tu sai che ho disputato l’80% della mia carriera in Italia, per tutto quello che ho fatto, grazie a Dio, non sarò mai un uomo comune. Vado in vacanza nei Paesi in cui il calcio non è seguito, altrimenti non riuscirei a rilassarmi. Nella mia vita mi è capitato di incontrare delle gente secondo cui avessi salvato loro la vita. Non ho mai voluto essere un esempio, perché dovrebbero esserlo i genitori. Un esempio sportivo? Sì, mi sta bene, ma non altro», ha dichiarato El Pibe de Oro.

E poi ha voluto fare mea culpa sul suo consumo di sostanze stupefacenti che lo hanno portato nel baratro , da cui è riuscito a riemergere: «Per quello che ho vissuto ho molti più anni sulle spalle. Sono stato malato per droga tanti anni. Il mio rimpianto è non aver visto crescere i miei figli, è un rammarico che ho dentro. Ho fatto male a me stesso: prendevo la droga e mi nascondevo, avevo paura per i miei figli. L’ultimo giorno che ero in coma, quando sono rinato, perché Dio mi ha dato un’altra opportunità, ho capito che non ci sarebbe stato più spazio per la droga, perché le mie figlie mi sono state sempre accanto».

La cosa che però ha creato più scandalo è stato il “gesto dell’ombrello” che Diego ha fatto nei confronti di Equitalia, che nei giorni scorsi gli ha notificato una cartella esattoriale da 39 milioni di euro

http://youtu.be/LYmlb0IL2O8?t=28m13s