Malagò Interviene sul caso Parma: ora cambiamo le regole

Il numero uno del CONI Giovanni Malagò è intervenuto con alcune dichiarazioni in merito al caos che sta attraversando il calcio dopo la vicenda Parma. A margine di un convegno tenutosi in mattinata all’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport all’Acqua Acetosa, il presidente dello sport italiano ha messo in chiaro le cose: “Sul Parma aspettiamo l’assemblea di Lega venerdì, poi mi confronterò col sottosegretario Delrio, anche ufficialmente”.

Ed ha aggiunto per sottolineare la necessità di un intervento drastico:, “Noi per 300mila euro non abbiamo dato la licenza Uefa in Inghilterra hanno messo il signor Cellino, per Iva evasa per l’acquisto di una barca a vela, credo che parliamo di 30-40mila euro, dopo avere rilevato il Leeds, in condizione di dimettersi dalla carica. Mi dovete spiegare perché in Italia chiunque può comprare una società di calcio. Se tutto questo sembra normale, a me non lo sembra. Di conseguenza, tireremo le somme”.

Malagò: Bravo Rocchi a chiedere scusa

Il numero uno del CONI Giovanni Malagò ha apprezzato le parole di “scusa” dell’arbitro Rocchi in merito al big match Juventus – Roma. Il direttore di gara fiorentino aveva rilasciato un’intervista nel corso dell’ultima puntata de “Il Processo del Lunedì in cui dichiarava :”Dispiace che la mia prestazione non sia stata ottimale, da questo punto di vista potevo fare meglio”.

A queste parole hanno fatto seguito oggi quelle di Malagò che, a margine del consiglio dei ministri europei dello sport alla Farnesina si è complimentato per l’onestà intellettuale: “Complimenti a Rocchi per le sue dichiarazioni, gli fanno veramente molto onore. Gli arbitri che hanno riconosciuto delle responsabilità su alcune decisioni negli ultimi trent’anni sono stati quattro-cinque, e ho la sensazione che gli sbagli siano stati un po’ più di quattro o cinque… E poi ha concluso facendo i complimenti a Pallotta, che è la cosa che ho detto io subito dopo la partita”.

Malagò: cambiamo la tessera del tifoso

Il numero uno del CONI Malagò, intervenuto nel corso del convegno “Giochi di squadra. Un cantiere aperto per un calcio migliore” ha lanciato un paio di ipotesi per prevenire la violenza negli stadi. Pubblicata sulla rivista Polizia moderna, il mensile della polizia, Malagò ha dichiarato:”Penso che la tessera del tifoso abbia fatto il suo tempo. Occorre rivisitare completamente i rapporti tra calcio e tifosi”, e sempre in maniera critica , ha aggiunto:  “La tessera identifica, il vero problema però non verte sulla schedatura. Credo non sia possibile accettare che per colpa di poche persone ci sia una forte penalizzazione, in termini di complessità procedurali e burocratiche, a danno di un’intera comunità. Servono stadi nuovi e regole nuove. Le forze dell’ordine devono essere in condizione di agire nell’immediato, dentro lo stesso impianto, come avviene in Inghilterra. Con le nuove strutture attraverso un sistema avanzato di controllo tecnologico, si possono identificare gli autori di atti violenti, che vengono poi trasferiti in un luogo all’interno dello stadio dove vengono trattenuti in attesa del processo per direttissima, che si celebra entro due giorni dall’accaduto. E, in caso di conferma delle accuse, scatta la condanna per due anni, l’automatico divieto di accesso agli impianti e la perdita del posto di lavoro”.

Malagò da ragione a Garcia: Olimpico rovinato dal rugby

Polemica avviata ieri dal tecnico romanista Garcia che, seppure francese e forse, appassionato  dello sport della palla ovale, sì è lamentato per il calendario che ha costretto, causa il test match di rugby fra Italia ed Argentina, a posticipare a lunedì sera la partita Roma – Cagliari, si era lamentato in conferenza stampa per le possibili condizioni del prato dell’Olimpico.

Oggi il numero uno del CONI Giovanni Malagò ha ammesso che forse non tutto sarà in ordine per lunedì sera:  “Probabilmente Garcia ha ragione e io non so perché è successo questo. L’unica cosa che posso dire è che il Coni su questa partita non c’entra nulla e non perchè ce ne vogliamo lavare le mani ma perché è un dato di fatto”.

Presidente CONI Malagò: Curve come la mafia

In un’intervista concessa a Tuttosport, il numero uno del massimo organismo sportivo italiano, Giovanni Malagò , ha voluto sottolineare l’aspetto negativo delle curve degli stadi italiani chiusi per episodi di cori razzisti: «Questi provvedimenti sono un danno alle società e ai tifosi per bene, ma tutti si devono mettere insieme per isolare coloro che fanno fare brutta figura al mondo dello sport italiano. Per colpire pochi, pagano tutti e questo non va bene, ma è un po’ come il discorso che riguarda i problemi di mafia o camorra: se a un certo momento la gente accetta passivamente lo stato delle cose, automaticamente con questo nuovo sistema è come se diventasse complice. Siamo in una fase di tolleranza zero».

Anche Malagò appoggia Pozzo per il nuovo stadio di Udine

Parole confortanti sono giunte in mattinata dal numero uno del CONI Giovanni Malagò che ha espresso solidarietà ed appoggio alla famiglia Pozzo impegnata nel progetto di ristrutturazione dello stadio Friuli.

“Non ci può essere nessun futuro dello sport in Italia senza territorio, società, associazioni sportive, dirigenti e imprenditori che investono e senza impianti soprattutto. Le nostre case sono gli stadi, i palazzetti, le palestre. Presidente dell’Udinese Pozzo, sono con te al 100%. So cosa significano questi progetti. Ero molto indignato di quello che è successo nella passata legislatura, per la legge sugli stadi, che in realtà era la legge sugli impianti. Sono un nemico assoluto della burocrazia legata a questo tipo di sviluppo, nel rispetto delle regole, ovviamente”, la dichiarazione di Malagò.

Il Presidente del CONI dice basta ai biglietti gratis

Giovanni Malagò, nuovo presidente del CONI da circa un mese, intende dare una ventata seria di cambiamento ed attacca uno dei favoritismi più sgraditi, ovvero l’elargizione a pioggia degli ingressi omaggi per la tribuna dello stadio Olimpico, di proprietà del massimo organismo sportivo italiano.

Ed il comunicato con cui rende pubblica la decisione è molto secco: “al fine di evitare strumentalizzazioni su favori e privilegi riservati ai Parlamentari della Repubblica.Il Coni comunica che, al fine di evitare strumentalizzazioni su favori e privilegi riservati ai Parlamentari della Repubblica, ha deciso di non rilasciare più la concessione della tessera riservata ad onorevoli e senatori per l’accesso alle manifestazioni sportive che si svolgono sul territorio nazionale”.