Mercato italiano al ribasso: derby milanese anche per Schelotto

Senza nulla togliere al talento dei calciatori che animano i nostri campionati, basta uscire dai confini nazionali per capire qual’è la realtà. E la verità che ci si para innanzi è triste. Sappiamo bene quanto la legge sugli stadi di proprietà, se approvata, darebbe nel tempo linfa nuova alle casse dei club e la Juventus insegna. Soprattutto, questa linfa attirerebbe nuovamente i top player: ora come ora l’appeal della Serie A è pari a quella di un usato da rottamare. Ecco perché squadre blasonate come Inter, Milan e la stessa Juve si trovano quotidianamente a litigarsi gli “avanzi”.

Diavolo e Biscione, dopo essersi dati battaglia per l’ingaggio di Lodi (Catania) e Bellomo (Bari), tornano sul ring anche per Ezequiel Schelotto, esterno atalantino poco utilizzato ultimamente da Colantuono. Nelle scorse settimane era stata l’Inter la più vicina al giocatore argentino, ma la trattativa è stata frenata per diverse ragioni, una delle quali è sicuramente l’interesse del Milan. Galliani infatti si starebbe tutelando nel caso Abate partisse, destinazione lo Zenith di Spalletti. Ausilio e Branca hanno già masticato amaro per Saponara, promettente attaccante dell’Empoli, appena rilevato dai cugini e in arrivo a Milanello in estate. E’ perciò plausibile che Moratti farà fare i salti mortali ai suoi emissari, pur di battere la concorrenza sull’altra sponda del naviglio.

A parte la baby punta della squadra toscana, che giustifica la corsa per arrivare ad investire sul futuro, le lotte che riguardano gli altri giocatori sin qui elencati appaiono come l’accanimento per arrivare alla merce rimasta invenduta, dopo i saldi di stagione. Ripetiamo: senza nulla togliere al valore di questi atleti, il paragone con Drogba, Lampard e Balotelli (che se ne guardano bene dall’accasarsi nel Belpaese) restituisce l’immagine reale di quello che il nostro calcio è in questo momento storico. A voi la scelta degli aggettivi adeguati.

Le decisioni del Giudice Sportivo

Il Giudice Unico Tosel ha reso pubblico il comunicato relativo alle sanzioni per giocatori e società dopo il 19° turno, ultima del girone di andata, del campionato di serie A.

Tre giornate di squalifica sono state inflitte al catanese Lodi per la manata rifilata a Meggiorini durante la sfida contro il Torino. Due giornate al cagliaritano Cossu, mentre un turno è stato inflitto a Guarente, Agazzi, Berardi, Juan Jesus, Pjanic, Benalouane, Dainelli, Darmian, Angelo, Gazzi, Glik, Ilicic, Immobile, Lucarelli, S.Masiello, Morleo, Pazzini, Togni  e Vives.

Sanzionato anche Pavel Nedved, sospeso fino al prossimo 31 gennaio per aver insultato il direttore di gara della sfida contro la Sampdoria, dopo il triplice fischio.

In merito alle società, ammenda di 15.000 euro alla Lazio per cori razzisti nel corso del match di sabato contro il Cagliari indirizzati contro il colombiano Ibarbo. La società del presidente Lotito paga “per avere suoi sostenitori, al 24′, 26′ e 36′ del primo tempo, indirizzato ad un calciatore della squadra avversaria cori costituenti espressione di discriminazione razziale”. Stesso importo anche al Napoli “per avere suoi sostenitori, nel corso del primo tempo, indirizzato più volte un fascio di luce laser verso l’Arbitro e verso alcuni calciatori della squadra avversaria; per avere inoltre, al 6′ del secondo tempo, lanciato un bengala nel recinto di giuoco”. Ammenda, infine, di 3.000 euro per il Catania.

Mercato Inter: Forse Lodi il vice Cambiasso

L’Inter ha fatto la sua scelta: per il ruolo di vice-Cambiasso vuole Francesco Lodi. Il centrocampista del Catania ha sicuramente dimostrato grande continuità in queste ultime stagioni, oltre ad avere un sinistro fatato sui calci piazzati. La società nerazzurra ha recapitato un’offerta all’agente del giocatore, Alessandro Moggi:1,5 milioni di euro annui fino al 2016. Il secondo passo è quello di convincere il club siciliano, che valuta Lodi circa 6 milioni; le parti potrebbero incontrarsi a metà strada, magari con la complicità di una contropartita tecnica.

Tuttavia l’operazione potrebbe essere ostacolata da un uomo in particolare: Francesco Lodi. No, non si tratta di un errore di battitura. Il calciatore ha recentemente rinnovato con gli etnei fino al 2016 (con un ingaggio di 600.000 euro a stagione) ed è perfettamente integrato nella realtà catanese. I bene informati sostengono che il ragazzo non sia ancora così convinto di fare il grande passo per la propria carriera.

Il Palermo risorge grazie a Ilicic e al “centenario” Miccoli. L’operazione salvezza può iniziare

E’ inutile nascondersi: una vittoria nel derby vale sempre per due. Anzi, per tre, perché tante sono state le reti, una più bella dell’altra, che hanno permesso al Palermo di battere i cugini del Catania e dare nuovamente un senso al  campionato. A nulla è valsa la perla nel finale di Ciccio Lodi, direttamente da calcio di punizione. Il fantasma della  retrocessione non ha abbandonato gli uffici di viale del Fante, ma la vittoria contro il piccolo Barcellona (come lo ha definito ironicamente Pietro Lo Monaco) è senza dubbio il carburante migliore per mettere il turbo al motore rosanero.

Il Palermo ha vinto nettamente e sotto tutti i fronti. Ha vinto grazie alla carica data dal suo a.d. in settimana, nel corso di una conferenza stampa che ha provocato una reazione stizzita da parte dell’ambiente catanese, e che in realtà ha causato proprio l’effetto desiderato: spostare tutta l’attenzione mediatica sulla persona di Lo Monaco, lasciando Gasperini e i suoi giocatori liberi di preparare la partita in santa pace. Il tecnico rosanero, poi, ci ha messo del suo, studiando minuziosamente tutti i possibili accorgimenti tattici per limitare il gioco del Catania, che scherzi a parte non sarà il Barcellona, ma se occupa il settimo posto in classifica un motivo ci sarà. Un piazzamento raggiunto grazie al filotto di risultati utili ottenuti tra le mura amiche, dato che dopo la sconfitta di ieri sera il report esterno è di soli tre punti in sette gare.

La squadra di Gasperini, come si diceva, è stata perfetta nel collettivo grazie anche alle prove staordinarie di alcuni singoli. A partire da Francesco Benussi, chiamato in causa per la squalifica di Samir Ujkani, che con ogni probabilità si accomoderà in panchina anche nella prossima di campionato contro l’Inter. Sarebbe un harakiri clamoroso, a nostro avviso, un nuovo avvincendamento tra i pali dopo la prova più che ottima da parte dell’ex estremo difensore del Torino, che ha risposto colpo su colpo alle conclusioni, più che altro da calci piazzati, di Lodi e compagni. Ha giocato benissimo tutta la difesa capitanata da Massimo Donati, chiamato al riscatto dopo i disastri di Bologna. Il fu centrocampista rosanero è stato sempre puntuale in marcatura su Morimoto (chi?), bravo a raddoppiare e ripartire l’azione da dietro, sgravando Rios e Kurtic dagli ingrati compiti di impostazione.
A proposito, una nota di merito va data proprio al mediano uruguaiano, che ieri per la prima volta ha fatto intendere perché venga considerato un titolare inamovibile della sua Nazionale. Accanto a lui, Kurtic ha mostrato ulteriori passi avanti sul piano della personalità, tanto da meritarsi al termine della gara il pubblico elogio da parte del suo allenatore. Buona prova, inoltre, degli esterni Morganella e Garcia. Il primo, soprattutto, si è mostrato prezioso dal punto di vista tattico, andando a stringere la posizione per pressare Almiron, uno dei cervelli del Catania.

Quando si parla dell’attacco, poi, si può solo sorridere. Bisognerebbe fare delle verifiche per sincerarsi che la carta d’identità di Franco Brienza non sia un falso d’autore. A nostro avviso infatti è impossibile che un giocatore di 33 anni riesca a correre incessantemente per tutta la partita mantenendo un livello straordinariamente costante di lucidità. Josip Ilicic ha alternato un primo tempo di sacrificio a una ripresa d’alta classe, perfezionando la doppietta che ha permesso al Palermo di vincere. Su Fabrizio Miccoli, poi, è inutile sprecare aggettivi. Il capitano rosanero ha deciso di segnare la rete numero 100 in serie A nel giorno migliore. Nel derby, quella partita che mai e poi mai si sarebbe sognato di saltare. “Ho visto Miccoli lavorare in questi 10 giorni come forse non ha
mai fatto – ha dichiarato Gasperini in mixed zone -. Voleva giocare a tutti i costi”. Non si è fatta attendere la risposta del capitano: “Ho fatto più punture  nell’ultima settimana di quante non ne abbia fatte in tutta la mia vita – ha scherzato -. Non mi interessa il centesimo gol in A, sono molto più felice per la vittoria nel derby”. Peccato per l’ammonizione rimediata dopo la sostituzione con Dybala che gli costerà la squalifica (insieme a Donati, ndc) nel prossimo impegno in casa dell’Inter: “Solo io potevo essere capace di farmi ammonire in panchina!”, ha risposto sorridendo ai giornalisti nel postpartita. Ma si sa, al capitano tutto è permesso.

Lodi ed il Catania: rinnovo con premio Nazionale

Francesco “Ciccio” Lodi ha da poco rinnovato il suo contratto con il Catania. Il centrocampista ha rivelato alcuni particolari in un intervista concessa a SkySport: “C’è un bonus legato alla nazionale, è vero. Io ho giocato in Under 21 ed è logico che mi piacerebbe essere chiamato dalla nazionale A. Sto bene a Catania e ho sempre desiderato questo rinnovo, è stato un atto riguardoso della società nei miei confronti”.