Lo Monaco: voglio la Serie B in 4 anni con il Messina

Chiusa la scorsa stagione con la doppia infelice esperienza sia a Palermo sia a Genova sponda rossoblù, Lo Monaco è super impegnato nel progetto siciliano con il Messina calcio, tornato quest’anno in Lega Pro dopo diversi anni passati nelle serie dilettantistiche causa il fallimento.

Ma l’esperto di mercato che ha fatto tanto bene a Catania, non si ferma qui. Ai microfoni di Sportitalia, nel corso di Speciale Calciomercato ha voluto rilanciare: “Ci auguriamo che un’altra squadra siciliana possa tornare nel calcio che conta in tempi rapidi. Messina è una città che appena sette anni fa era in Serie A. La squadra ha inoltre un grande seguito da parte dei tifosi e vogliamo premiare questo. Vogliamo riportare la squadra in serie B nel giro di quattro anni”.

Lo Monaco contro il suo ex – Catania?

Dopo l’esperienza durata lo spazio di un’estate con il Genoa ed aver abbracciato Palermo per provare a diventare “grande”, Pietro Lo Monaco rischia di dover  tornare alla carica contro il suo passato, quel Catania che , a detta sua, dovrebbe ancora pagargli una parte dello stipendio, ovvero la quota spettante per il ruolo di a.d. Tramite l’avvocato Masullo Lo Monaco ha scritto una nota nel quale si fa presente il mancato pagamento e richiede sei milioni di euro, ma il club etneo ha immediatamente risposto  alle presunte accuse in maniera secca “Abbiamo preso atto di quanto contenuto nella citazione, che riteniamo totalmente infondata”.

Il Palermo lavora alla fase…amministrativa

Cambio della guardia in casa Palermo che, nonostante fatichi e non poco ad uscire dai bassifondi della classifica, opera in sede amministrativa. L’attuale d. s. del Palermo Giorgio Perinetti, che aveva iniziato la stagione e poi allontanato per fare posto all’a.d. Pietro Lo Monaco (poi dimissionario), entrerà ufficialmente nel consiglio di amministrazione.

Come pubblica oggi l’edizione siciliana de La Gazzetta dello Sport, il dirigente dovrebbe fare parte del c. d. a. della società siciliana già a partire da questo mese fino a giugno, quando finirà la stagione. Perinetti sarà consigliere fino ad allora, poi in estate lui ed il presidente Zamparini metteranno a punto nuove strategie societarie in vista della prossima stagione, qualunque sia l’esito finale.

A Palermo è rivoluzione completa: via anche Lo Monaco

Come dichiarato ai microfoni di Sky Sport nel primo pomeriggio, Pietro Lo Monaco non è più l’amministratore delegato, ruolo che ha mantenuto per pochi mesi, dopo che l’avventura al Genoa era durata un soffio di vento. E l’allontanamento ha portato l’ex dg del Catania a rivelare i motivi : “Dimissioni inevitabili, dovute alle divergenze con Zamparini. Le decisioni le ha prese tutte lui, posso solo dire che in questi mesi ho messo anima e cuore per i tifosi ai quali auguro la salvezza del loro Palermo. Da 1 a 10 sono dispiaciuto 11, ho parlato con Malesani, gli ho un po’ spiegato la situazione”.

E dopo Lo Monaco ritorna Giorgio Perinetti, arrivato nella scorsa estate da Siena assieme al tecnico Sannino, anche lui rimasto  ben poco al sole della Sicilia.

Palermo vicino al colpo invernale: Milan Baros per l’attacco

Considerato fra i migliori calciatori della Repubblica Ceca, Milan Baros sembra davvero molto vicino al Palermo. Infatti il ds Lo Monaco è pronto a partire per la Turchia, poiché l’attaccante attualmente milita nelle fila del Galatasaray. Per il club turco, come riporta Gianluca Di Marzio, non vi sarebbero problemi a liberare il giocatore 31enne pur di tagliare  uno degli stipendi più elevati per il club della capitale.

Aronica si sente già rosanero

Appena lasciato il Napoli, Salvatore Aronica è il primo rinforzo del Palermo nel mercato di gennaio. Nativo del capoluogo siciliano, il Palermo torna così ad avere un concittadino in rosa. “Aronica è il primo tassello di una campagna acquisti che sarà importante – ha dichiarato l’ad Pietro Lo Monaco presentando il giocatore . Lui darà esperienza a questo reparto. Aronica chiuderà qui la sua carriera. Confido che lui possa andare ben oltre questo legame contrattuale”.

Il giocatore ai microfoni di Sky si è mostrato molto lieto della scelta fatta, spiegando perchè indosserà la maglia numero tre dei rosanero: “Ho cominciato con questo numero e visto che il 6 non e’ disponibile sono tornato indietro . Ho lasciato una grande piazza come il Napoli, ma ora sono venuto qui per una maglia importante che sono orgoglioso di vestire. Il Palermo non sta attraversando un buon periodo, ma il mercato è aperto e la società sta lavorando su altre trattative per rinforzare l’organico, cercherò di dare il mio contributo, vedo grande entusiasmo tra i compagni”.

Il Palermo risorge grazie a Ilicic e al “centenario” Miccoli. L’operazione salvezza può iniziare

E’ inutile nascondersi: una vittoria nel derby vale sempre per due. Anzi, per tre, perché tante sono state le reti, una più bella dell’altra, che hanno permesso al Palermo di battere i cugini del Catania e dare nuovamente un senso al  campionato. A nulla è valsa la perla nel finale di Ciccio Lodi, direttamente da calcio di punizione. Il fantasma della  retrocessione non ha abbandonato gli uffici di viale del Fante, ma la vittoria contro il piccolo Barcellona (come lo ha definito ironicamente Pietro Lo Monaco) è senza dubbio il carburante migliore per mettere il turbo al motore rosanero.

Il Palermo ha vinto nettamente e sotto tutti i fronti. Ha vinto grazie alla carica data dal suo a.d. in settimana, nel corso di una conferenza stampa che ha provocato una reazione stizzita da parte dell’ambiente catanese, e che in realtà ha causato proprio l’effetto desiderato: spostare tutta l’attenzione mediatica sulla persona di Lo Monaco, lasciando Gasperini e i suoi giocatori liberi di preparare la partita in santa pace. Il tecnico rosanero, poi, ci ha messo del suo, studiando minuziosamente tutti i possibili accorgimenti tattici per limitare il gioco del Catania, che scherzi a parte non sarà il Barcellona, ma se occupa il settimo posto in classifica un motivo ci sarà. Un piazzamento raggiunto grazie al filotto di risultati utili ottenuti tra le mura amiche, dato che dopo la sconfitta di ieri sera il report esterno è di soli tre punti in sette gare.

La squadra di Gasperini, come si diceva, è stata perfetta nel collettivo grazie anche alle prove staordinarie di alcuni singoli. A partire da Francesco Benussi, chiamato in causa per la squalifica di Samir Ujkani, che con ogni probabilità si accomoderà in panchina anche nella prossima di campionato contro l’Inter. Sarebbe un harakiri clamoroso, a nostro avviso, un nuovo avvincendamento tra i pali dopo la prova più che ottima da parte dell’ex estremo difensore del Torino, che ha risposto colpo su colpo alle conclusioni, più che altro da calci piazzati, di Lodi e compagni. Ha giocato benissimo tutta la difesa capitanata da Massimo Donati, chiamato al riscatto dopo i disastri di Bologna. Il fu centrocampista rosanero è stato sempre puntuale in marcatura su Morimoto (chi?), bravo a raddoppiare e ripartire l’azione da dietro, sgravando Rios e Kurtic dagli ingrati compiti di impostazione.
A proposito, una nota di merito va data proprio al mediano uruguaiano, che ieri per la prima volta ha fatto intendere perché venga considerato un titolare inamovibile della sua Nazionale. Accanto a lui, Kurtic ha mostrato ulteriori passi avanti sul piano della personalità, tanto da meritarsi al termine della gara il pubblico elogio da parte del suo allenatore. Buona prova, inoltre, degli esterni Morganella e Garcia. Il primo, soprattutto, si è mostrato prezioso dal punto di vista tattico, andando a stringere la posizione per pressare Almiron, uno dei cervelli del Catania.

Quando si parla dell’attacco, poi, si può solo sorridere. Bisognerebbe fare delle verifiche per sincerarsi che la carta d’identità di Franco Brienza non sia un falso d’autore. A nostro avviso infatti è impossibile che un giocatore di 33 anni riesca a correre incessantemente per tutta la partita mantenendo un livello straordinariamente costante di lucidità. Josip Ilicic ha alternato un primo tempo di sacrificio a una ripresa d’alta classe, perfezionando la doppietta che ha permesso al Palermo di vincere. Su Fabrizio Miccoli, poi, è inutile sprecare aggettivi. Il capitano rosanero ha deciso di segnare la rete numero 100 in serie A nel giorno migliore. Nel derby, quella partita che mai e poi mai si sarebbe sognato di saltare. “Ho visto Miccoli lavorare in questi 10 giorni come forse non ha
mai fatto – ha dichiarato Gasperini in mixed zone -. Voleva giocare a tutti i costi”. Non si è fatta attendere la risposta del capitano: “Ho fatto più punture  nell’ultima settimana di quante non ne abbia fatte in tutta la mia vita – ha scherzato -. Non mi interessa il centesimo gol in A, sono molto più felice per la vittoria nel derby”. Peccato per l’ammonizione rimediata dopo la sostituzione con Dybala che gli costerà la squalifica (insieme a Donati, ndc) nel prossimo impegno in casa dell’Inter: “Solo io potevo essere capace di farmi ammonire in panchina!”, ha risposto sorridendo ai giornalisti nel postpartita. Ma si sa, al capitano tutto è permesso.

Lo Monaco inizia il derby: ho creato tutto io a Catania

Aria di derby in Sicilia e per Giuseppe Lo Monaco, amministratore delegato del Palermo che vanta una lunga militanza nella società catanese ha un sapore speciale: ”Ho lasciato tutto, ho costruito tutto quello che c’è li’. Non potrei mai rinnegare quello che è stato creato in 8 anni. Ora il Catania, dopo un percorso partito da zero, è una delle società migliori in Italia a livello tecnico e economico. Non hanno toccato niente dal punto di vista tecnico, da bravi soldatini adottano le tattiche che ho sempre seguito per un derby”, dice Lo Monaco. Il Palermo è nelle zone basse della classifica, mentre il Catania può aspirare ad una posizione decisamente più nobile.

Noi lottiamo per la permanenza in Serie A, il Catania deve per forza puntare all’Europa. Un altro traguardo, per le potenzialità della squadra, sarebbe un fallimento”, dice Lo Monaco. ”Si è ribaltato quello che succedeva in passato, con il Palermo in corsa per le Coppe e il Catania in lotta per salvarsi. Negli ultimi 10 anni, il Palermo non ha mai giocato per questi obiettivi. Ora si ritrova ad inseguire un traguardo inedito, tutto diventa più difficile perché non c’è l’abitudine a competere in questa situazione”, ha chiosato Lo Monaco.

Papu Gomez, adesso arrivano i sogni albicelesti

Poco più di due anni sono passati da quando Gomez detto El Papu è sbarcato in terra etnea e da li ha iniziato la sua cavalcata che lo ha portato ad essere obiettivo di mercato delle grandi. Ma l’orgoglio del giocatore si dimostra nell’affetto per i colori societari che lo hanno fatto conoscere al pubblico mentre il suo target è la maglia della sua Argentina: “Ho in testa solo il Catania e la sua crescita, non sto affatto pensando alle società che mi hanno cercato. Qui è nato mio figlio, io e la mia famiglia ci troviamo bene in questa città”. Poi parla del suo attuale momento di forma (4 reti in 12 partite da inizio stagione): “Sono contento della mia condizione e delle mie performance, ma devo ringraziare l’allenatore che mi ha fatto sentire importante e i compagni che esaltano le mie caratteristiche”.

Domenica arriverà un Chievo in Sicilia affamato di punti e Gómez avverte: “Sarà molto dura, questo è uno di quei match che ti mettono alla prova, dobbiamo dare continuità ai nostri risultati perciò dovremo sfruttare i nostri punti di forza: i calci da fermo e il contropiede”. E quando pensa ai colori albicelesti dice: “Nel mio ruolo ci sono tantissimi giocatori forti, ma un pensierino ce lo faccio sempre…”.

Trezeguet ancora in Italia? Caliendo non smentisce

Quasi pronto per il superclasico argentino fra Boca e River, David Trezeguet  è stato accostato dal quotidiano francese L’Equipe ad una prossima destinazione europea , causa i problemi famigliari che spesso lo stanno costringendo a viaggiare fra il Sudamerica ed il Vecchio Continente.

La società interessata alle sue prodezze sarebbe il Palermo che, attraverso Lo Monaco, avrebbe allacciato i primi contatti per gennaio, in virtù anche del grave infortunio che ha colpito Hernandez.

Antonio Caliendo agente del giocatore, nell’intervista rilasciata a Palermo24.net è stato vago: «Non nascondo di aver avuto contatti con Lo Monaco, ma al momento si tratta di poco più che un pour parler. Lo Monaco è un amico ed una persona che stimo, e a quanto pare sembra possa essere interessato a David per gennaio. Ancora c’è poco di concreto, ma non è escludo niente. Lo Monaco è il dirigente giusto per portare avanti una trattativa del genere. Sì, credo proprio che David abbia deciso di ritornare a giocare in Europa. So che i tifosi del River si stanno mobilitando per farlo restare in Argentina, ma il giocatore per motivi personali vuole riavvicinarsi alla Francia. Con lui, comunque, non abbiamo ancora parlato specificamente di Palermo o di altre destinazioni.