Arpad Weisz: Inter e Bologna lo ricorderanno stasera

Il nome non dice quasi nulla ai giovanissimi  ma Arpad Weisz, allenatore ebreo di origine ungherese, guidò negli anni Venti e Trenta sia Inter sia Bologna, prima di finire deportato ad Auschwitz dove morì nel ’44 (e prima di lui la moglie e i due figli).

Nel suo palmares tre scudetti: il primo con l’Inter, con cui stabilì il primato di allenatore più giovane a vincere il torneo italiano e due con il Bologna; nella sua carriera diresse anche il Bari ed il Novara.

In seguito alle leggi razziali, istituite nel 1938 in Italia, Weisz dovette lasciare prima il lavoro e dopo il paese, recandosi insieme alla moglie Elena (anche lei ebrea ungherese) e ai figli Roberto e Clara a Parigi.
Dopo pochi mesi, la famiglia Weisz si trasferì nel piccolo paese olandese di Dordrecht dove Arpad allenò con risultati eccezionali la piccola squadra locale del DFC, oggi FC Dordrecht. In seguito all’occupazione tedesca dei Paesi Bassi, i Weisz vennero dapprima rinchiusi in campi di lavoro e, successivamente, deportati nei campi di sterminio di Auschwitz, dove trovarono la morte.

Questa sera le due squadre entreranno sul terreno di San Siro indossando una maglietta celebrativa che riporta la scritta “no al razzismo” e il volto di Weisz al centro.