Cerci: slitta il debutto con il Milan?

Alessio Cerci è il primo dei nuovi arrivati (quanti?) in casa Milan dopo la riapertura ufficiosa del mercato di riparazione di gennaio, ma per il talento romano potrebbe non essere il 6 gennaio contro il Sassuolo il momento di scendere il campo con la maglia rossonera, causa l’intricata operazione che lo vede coinvolto nello scambio con l’ex milanista Torres, tornato a vestire la maglia dell’Atletico Madrid.

Infatti potrà essere depositato solo a partire dal 5 gennaio, giorno della riapertura del mercato, la risoluzione del contratto che vede tuttora legato il centravanti spagnolo al Chelsea e da li avviare il deposito dei nuovi contratti. Pertanto, dato il tempo limitato a disposizione, è più probabile che il debutto di Cerci avvenga in occasione della trasferta contro il Torino, nel più classico match degli ex.

Inzaghi sarà sempre milanista, parola di Galliani

Euforia in casa rossonera per vittoria della squadra Primavera al torneo di Viareggio nella finale contro i belgi dell’Anderlecht. E per Adriano Galliani, l’artefice del trionfo è il tecnico Inzaghi, in procinto anche di passare alla guida della prima squadra nella settimana del licenziamento di Allegri. E durante la cena serale al noto  ristorante milanese Giannino, Galliani ha dichiarato il suo legame con l’ex bomber milanista: «Finchè sono vivo, Inzaghi non si muoverà dal Milan».

Galliani: Inzaghi non si muove dal Milan

Appena arrivata la notizia del licenziamento del tecnico del Sassuolo Eusebio Di Francesco, si era sparsa la voce negli ambienti vicini alla società emiliana che un possibile sostituto potesse essere Pippo Inzaghi, attuale allenatore della Primavera rossonera ma Adriano Galliani ha chiuso ogni ipotesi che l’ex bomber possa partire per provare la prima esperienza nella massima serie: “Il Sassuolo ci ha chiesto Inzaghi come allenatore, ma noi abbiamo detto di no. Mi dispiace per il presidente Squinzi, che è un amico, ma Pippo rimarrà sulla panchina della nostra squadra Primavera”.

IFFHS: è Drogba il miglior bomber del secolo

D’accordo: il XXI° secolo è giovane, ha appena compiuto tredici anni. Però sa tenere i conti e ha spifferato all’IFFHS (International Federation of Football & Statistics) chi è stato sin qui il giocatore più prolifico. Se avevate pensato a Messi o Cristiano Ronaldo, dovete ricredervi. Il sovrano delle statistiche è Didier Drogba, l’oggetto del desiderio di Milan, Juventus e Inter. Secondo l’analisi dell’istituto infatti, l’ivoriano batte la concorrenza in qualità di best scorer negli incontri internazionali, precedendo Klose e proprio Messi. Per trovare il primo italiano si deve scorrere lo sguardo fino al trentaduesimo posto, occupato dall’ex rossonero Pippo Inzaghi.

Drogba dunque si toglie una singolare e particolare soddisfazione: è il primo giocatore a raggiungere e superare il traguardo dei 100 gol in incontri internazionali nel nuovo secolo. L’ex dei Blues primeggia nella speciale classifica con 104 marcature, in base ad un calcolo di reti segnate in incontri che comprendono nazionali, tornei ufficiali o amichevoli ufficiali, nonché partite di club in tornei internazionali delle varie federazioni.

Pippo Inzaghi: aspetto con calma l’occasione giusta

Messa in archivio l’esperienza di calcio giocato, Pippo Inzaghi si è tuffato a capofitto nel suo lavoro di tecnico degli Allievi Nazionali del Milan e tiene ben dritta la barra verso l’obbiettivo, quello un giorno di sedersi sulla panchina di un club professionistico senza però lasciar intendere nulla di preciso.

Intervistato a margine di un evento il bomber rossonero si è così sciolto:”Se avrò la grande opportunità, cercherò di sfruttarla al meglio, ma le cose fatte per gradi sono comunque le migliori. Mi auguro di arrivare ad alto livello, ma in questo momento non ci penso. Il mio segreto da calciatore è aver iniziato in Serie C, passando per la B e la A con l’Atalanta, prima di arrivare alla grande squadra con Juventus e Milan. Per cui, ho appena iniziato ad allenare e cercherò di portare avanti le mie idee  . La situazione attuale del Milan? Sono contento per l’esplosione di El Shaarawy. Adesso arriverà il momento difficile perché tutti si aspettano molto da lui, come è giusto che sia, ma è un ragazzo serio e che farà la fortuna dei rossoneri”.

Alessia Marcuzzi torna single e gli inglesi scommettono su Inzaghi

Dopo la rottura della relazione con Francesco Facchinetti, la compagnia inglese di scommesse Stanleybet propone scommesse su chi sarà il nuovo fidanzato della show girl Alessia Marcuzzi. Come riporta Novella 2000, l’ex marito dell’onorevole Mara Carfagna, Marco Mezzaroma, sarebbe in pole position offerto a 2.50, davanti a Cesare Cremonini fermo a 2.75. I bookmakers britannici pensano ad un possibile ritorno di fuoco con Simone Inzaghi, attualmente allenatore degli Allievi Nazionali della Lazio (ex compagno e papà del piccolo Tommaso) quotato a 5.00. Viene dato fra i papabili Fabio Volo dato a 7.50, interprete ai tempi della trasmissione Le iene di un simpatico siparietto.
Chiuono la classifica dell’amore, l’impreditore Giovanni Malagò con un misero 13.00e George Clooney che non va oltre la soglia minima richiesta di 25.00.

Nesta sentenzia: “Pippo e Max sono due bambini”

 

Con il sorriso sulle labbra, Alessandro Nesta giudica così la lite tra Allegri e Inzaghi:Se è andata come ho letto è stata una bambinata. Si sono comportati come due bambini”. Non usa giri di parole l’attuale difensore del Montreal Impact; il concetto espresso inquadra meglio di altri quale possa essere da tempo il clima attorno e dentro la Prima Squadra rossonera, dal momento che il centrale romano nè ha fatto parte per un decennio.

L’ex giocatore di Milan e Lazio ha poi detto la sua anche sul delicato momento del Diavolo e sul campionato: “Pure in altre occasioni siamo partiti spesso male, riuscendo però a recuperare in seguito. Allegri? Non so quale possa essere l’alternativa”. La Juventus è favorita, lo era prima e lo è ancora di più adesso che ha già un discreto vantaggio. Credo che sia difficile andarla a prendere perché è una squadra che gioca insieme da tanto tempo”.

Infine ha chiuso con una battuta su Zdenek Zeman: “E’ un grande allenatore. Ogni giocatore deve sperare di essere allenato da lui perché insegna calcio e nel farlo è il più bravo”. Forse il boemo, a Milanello, potrebbe dare una mano…

Milan e Inter: San Siro è una terra straniera

 

Come nell’anno di (dis)grazia 1985. Precisamente dal 6 novembre al 22 dicembre.

7 gare senza espugnare le mura amiche: Milan e Inter si ritrovano, una volta tanto, unite in un comune destino; certamente non il più roseo, ça va sans dire.

La banda di Stramaccioni sta legittimando nuovamente il titolo del proprio inno, perchè c’è molto di “pazzo” nel suo presente, specialmente nella lettura della sfida acciuffata per i capelli ieri sera, grazie all’(a)Yuto di Nagatomo.

Il Diavolo, di “Pazzo” ha qualcos’altro: l’ex attaccante – guarda caso – del Biscione, che ad oggi ha messo a segno la totalità delle reti rossonere; il che la dice lunga sul momento del Milan, considerando che nel parco attaccanti Pazzini è arrivato come ripiego o quasi.

L’Inter tuttavia ha un progetto più chiaro e delineato rispetto a quello dei cugini e questo aspetto garantisce un collante maggiore tra presidenza, tecnico e tifosi; la pazienza, dalle parti della Pinetina, è ancora merce in produzione.

Al contrario, in Via Turati sembra essere rimasto soltanto Galliani a vestire i panni del pompiere, lo dimostra l’ormai nota “chiacchierata” tra Allegri e Filippo Inzaghi. Il club che ha fatto della comunicazione una mission societaria e che ha sempre garantito il quadrato intorno ai casi più spinosi riguardanti i propri dipendenti, ora si trova vulnerabile in modo allarmante. Il deficit in campo, viene da pensare sia soltanto una conseguenza.

A parità di “progetto giovani”, è fin troppo chiaro che quello voluto da Moratti è un pezzo più avanti: anch’esso è nato da una crisi e non ha ancora automatismi super rodati, ma gli è stata subito fornita la manodopera necessaria per gettare le fondamenta, mentre a Milanello sembrano esserci più ingegneri che operai.

La cartina tornasole non potrà essere il derby del prossimo 7 ottobre, ma difficilmente non lascerà un segno profondo.

 

E Berlusconi chiosò: “Quasi quasi venderei, che vergogna”

E’ solo un’indiscrezione, ma di quelle che fanno davvero baccano. Se sarà molto rumore per nulla, lo dirà il futuro; quello a breve termine, forse.

A Silvio Berlusconi non è andato giù l’inizio di campionato del Milan e la pessima gara pareggiata contro l’Anderlecht l’avrebbe irritato ancora di più, tanto da indurlo a sfogarsi davanti ai suoi collaboratori: “Che brutto spettacolo, che vergogna, se trovassi qualcuno che mi compra il Milan lo venderei subito”.

Ad ipotizzare l’esternazione del Cavaliere è stata Laura Bandinelli su La Stampa.

FIDUCIA AD OROLOGERIA PER ALLEGRI – Non è un mistero che il colpevole, a parere del Patron del Diavolo, sia Massimiliano Allegri; i bene informati sussurrano che la sua testa sarebbe dovuta capitolare già martedì sera, ma che la saggia intercessione di Galliani avrebbe indotto il presidente a temporeggiare. La sensazione però è che si sia tamponata un’emorragia con un cerotto.

Sempre secondo il quotidiano torinese, la “data di scadenza” del tecnico toscano è già segnata sul calendario: al termine di un vertice con l’a.d. rossonero subito dopo il match con i belgi, l’ex Premier avrebbe deciso di aspettare fino al derby del 7 ottobre.

PIANO B PER LA SUCCESSIONE – Allegri tuttavia non potrà steccare contro l‘Udinese, per non vedere spartito e bacchetta assegnati ad altri direttori d’orchestra. In Via Turati non c’è un vero e proprio “piano d’emergenza”, più che altro si ipotizzano soluzioni a basso costo, casalinghe e temporanee, come il tandem Tassotti-Inzaghi o l’investitura di Alessandro Costacurta.

Tutto questo, per provare ad arrivare al sogno proibito Pep Guardiola, fermo per un anno sabbatico e disponibile, forse, dalla prossima stagione. Il progetto, molto oneroso a livello economico, prevederebbe però un rafforzamento della politica rivolta ai giovani talenti, a cui Guardiola ha sempre guardato con attenzione (Tello, esterno blaugrana, protagonista ieri sera con una rete e un assist, ne è la prova, ndr). Si vorrebbe giungere ad una sorta di Cantera del Diablo.

Qualcuno maligna che l’attuale mister milanista avesse già la taglia sulla testa, sin dal giorno delle dimissioni dalla panchina del Barça da parte del tecnico spagnolo.