L’Ibrox Park dei Rangers cambierà nome

I Rangers di Glasgow hanno raggiunto un accordo per vendere il nome dello stadio Ibrox Park a Mike Ashley di Sports Direct. Ashley, proprietario del Newcastle United, è anche azionista dei Rangers International Football Club plc. Sports Direct ha, tra le altre cose, un accordo di partner per il merchandising del club.

Charles Green, il capo esecutivo dei Rangers, spera di arrivare alla realizzazione dell’accordo entro l’inizio della prossima stagione sportiva. I fans dei Rangers, come pensa Green, sono molto più sereni di prima dopo l’impegno commerciale assunto.

Green ha detto al canele tv scozzese STV: “Non abbiamo deciso che Sports Direct sarà il partner per il nome dello stadio. Abbiamo rappresentanti da Sports Direct per creare un forum di fans e decidere un paio di settimane fa. Abbiamo anche Derek Llambias del Newcastle United che potrà mostrarci la sua esperienza di come questa scelta abbia aiutato il suo club.

Rangers avevano annunciato una perdita di 7 milioni di sterline per i sette mesi fino 31 Dicembre 2012. Le spese operative avevano toccato il picco di 16.6 milioni contro i proventi di 9.5 milioni.

Nessuno si aspetta che il club sia indirizzato a grandi profitti nel primo anno,” ha detto Brian Stockbridge, direttore finanziario  ” Abbiamo bisogno di creare un valore delle azioni perché ora siamo una compagnia pubblica, ma stiamo tentando di farlo in modo sensibile. Gli investitori già presenti non hanno deciso di investire per generare profitti nei primi sei mesi, ma vogliono seguire questa strada”.

I Rangers di Glasgow: venerdi’ si chiudera’ un’epoca?


Impensabile fino a che non si è materializzato, il rischio di veder sparire i Rangers di Glasgow sembra destinato a materializzarsi venerdì prossimo.

Sono gli effetti devastanti dei debiti accumulati dai club nei confronti di banche e fisco: il glorioso club scozzese con 140 anni di storia, 54 titoli nazionali e 33 Coppe di Scozia ed una Coppa delle Coppe in campo europeo, non è stato iscritto provvisoriamente alla Scottish Premier League per un contenzioso con il fisco britannico che ammonta a 93 milioni di euro. Il fallimento è a un passo: il club è attualmente in amministrazione controllata, ma se entro deue giorni non si materializzerà nesun compratore credibile, Ibrox Park diventerà solo un ricordo.

Gli effetti sarebbero devastanti anche per il massimo campionato scozzese, che andrebbe a perdere il classico derby di Glasgow, l’Old Firm ed anche l’unica rivale credibile dei Celtic.

I Rangers pagano lo scotto della crisi economica, ma anche un’amministrazione dissennata negli anni. A niente è valsa la decisione dei calciatori di ridursi lo stipendio dal 25 al 75 per cento: la voragine che si era creata è andata via via aumentando e non si è mai arrestata.
Un tentativo di salvataggio in extremis è stato tentato dall’uomo d’affari ed ex amministratore delegato dello Sheffield United, Charles Green, ma il piano di rientro presentato non è stato accettato dal fisco britannico e la decisione della Federazione scozzese, che ha escluso il club protestante di Glasgow dal calendario 2012-2013, è stata di fatto un atto dovuto. Poche sembrano le speranze che il salvataggio vada in porto a causa della scarsa flessibilità delle parti.

In questo momento lo scenario verosimile è drammatico per i tifosi di Ibrox Park: la loro squadra sarà costretta a ripartire dalla quarta serie e probabilmente anche a cambiare nome. Non è stato ancora deciso chi occuperà il posto lasciato libero dai Rangers: in ballottaggio ci sono il retrocesso Dunfermline o il Dundee, squadra che si è classificata al secondo posto nella serie B scozzese.

In città si sovrapongono due sentimenti opposti: i tifosi cercano di sensiblizzare le istituzioni pubbliche al salvataggio del club mentrei tifosi rivali dei Celtic intonano cori di scherno in merito al probabile default finanziario degli avversari.