Bayern: Hoeness si dimette, carcere per i prossimi tre anni

Momento difficile fuori dal campo per il club  bavarese: il tribunale di Monaco di Baviera ha infatti emesso la sentenza in primo grado per i reati di frode fiscale nei confronti del suo presidente Uli Hoeness il quale, rinunciando all’appello, ha di fatto accettato la condanna che lo porterà a passare in carcere i prossimi tre anni e mezzo. Nella giornata odierna l’ex gloria del calcio tedesco ha rassegnato le sue dimissioni da numero uno del club ed ha rilasciato un freddo comunicato stampa: “Il Bayern-Monaco è stata l’opera della mia vita e lo rimarrà sempre. A questa squadra meravigliosa e alle persone che ne fanno parte rimarrò legato in altri modi fino a quando vivrò. Ringrazio di cuore i miei amici personali, e i supporter del Bayern per il loro sostegno”.

Presto Guardiola contro il suo Barcellona

Un’amichevole di prestigio fra la nuova squadra di Pep Guardiola, il Bayern Monaco e l’ex compagine che ha guidato fino alla scorsa stagione, il Barcellona, è stata programmata per la prossima estate, esattamente il 24 luglio.

In quella data le due blasonate squadre si affronteranno a Monaco di Baviera per il trofeo Uli Hoeness Cup, per festeggiare i 60 anni dell’attuale presidente del club bavarese e l’incasso verrà devoluto in beneficenza.

 

 

Hoeness convinto: il calcio tedesco diventerà il migliore

Come appare oggi sulle colonne del Corriere dello Sport, il Presidente del Bayern Munchen, Uli Hoeness, si è mostrato convinto che il calcio germanico diventerà dominatore del panorama europeo: “Queste vittorie rispecchiano la potenza calcistica tedesca” ha detto, sulla base della settimana di coppe assai proficua.

Oltre alle vittorie, il calcio tedesco si sta affermando per la sua assoluta modernità: dagli stadi nuovi, di proprietà e sempre stracolmi al contratto televisivo unico passando per i bilanci delle società, tutti straordinariamente in attivo. Differenze enormi rispetto al calcio nostrano, afflitto dai debiti e da una struttura di vertice  decisamente da ridimensionare.

Confessione in Bundesliga: “Sono gay ma devo mentire”

 

“Sono omosessuale, ma sono costretto a recitare ogni giorno“. Questa la confessione di un giocatore della Bundesliga, rivelatosi attraverso il magazine Fluter; esprime anche la paura per la propria situazione: “Se la mia sessualità diventasse pubblica non sarei al sicuro”. Almeno con i compagni di squadra (a conoscenza della sua omosessualità), nessun problema: “Alcune occasioni, come la doccia, all’inizio ci mettevano a disagio. Poi la cosa è diventata poco importante per tutti”.

Se il suo essere gay non crea alcuna difficoltà all’interno dello spogliatoio, lo stesso non si potrebbe dire in caso di eventuale outing: “Qualcuno potrebbe mai spiegare alla folla indignata prima della partita che i non etero in realtà sono uomini assolutamente normali e poi scendere normalmente in campo? inimmaginabile. Allo stadio o dopo la partita qualsiasi sciocchezza all’interno del gruppo sarebbe trasformata in un grande caso”.

Il ragazzo afferma di conoscere molti altri calciatori omosessuali, ma nessuno pare abbia il coraggio di rivelarlo nonostante l’appello di Theo Zwanziger, il presidente della federcalcio tedesca che ha invitato i calciatori a dichiararsi apertamente: “Tutto si può dire quando non devi andare allo stadio il giorno dopo per la partita – spiega l’anonimo giocatore -. Forse la portata del problema sarebbe minore se tutti i giocatori uscissero allo scoperto, ma anche da questo punto di vista al momento ho poche speranze”.

Il tesserato spiega che, attualmente, non ha un compagno e che la sua ultima relazione è stata “avvelenata” dal segreto. Agli eventi pubblici si fa accompagnare dalle sue amiche e se rivelasse la sua omosessualità, sostiene, la sua vita sarebbe sconvolta. “Storie, titoli, riviste… Tutti vorrebbero scoprire cosa faccio con il mio compagno sotto le lenzuola. La mia passione, il calcio, sarebbe tutto irrilevante. O decido di andare con il mio ragazzo a un evento per poi finire su tutti i giornali per tre settimane oppure mento a me stesso e tengo tutto in privato. Semplicemente non c’è alcuna soluzione”.

Dell’argomento ha parlato anche Angela Merkel: “Tutti coloro che si assumono il rischio e che hanno il coraggio di dichariare la propria diversità, devono sapere che vivono in un Paese dove non c’è nulla da temere; possiamo dare un segnale forte: non abbiate paura”. Uli Hoeness, presidente del Bayern Monaco,è convinto che vedere un giocatore fare outing sia unicamente una questione di tempo. “Tutti i club farebbero molto bene a prepararsi per dare una risposta positiva.”