Hernandez: poker a Tahiti ed un pensiero al Palermo

Anche ieri nel match di Confederations Cup tahiti ha svolto il ruolo di sparring partner, stavolta a favore della Celeste di mister Tabarez. Ed il “palermitano” Abel Hernandez si è divertito con un poker di reti a violare più volte la porta dell’estremo difensore della nazionale oceanica.

Utilizzando i sociale network, l’attaccante ha fatto sapere che il nuovo tecnico Gattuso potrà contare su di lui per una rapida risalita nella massima serie: “Ho letto sulle pagine ufficiali rosanero di Facebook e di Twitter i tanti messaggi d’affetto che i tifosi mi hanno rivolto dopo i goal. Volevo ringraziarli davvero per il loro appoggio, continuano ad essere molto vicini a me come hanno sempre fatto. Spero anch’io di contribuire al grande rilancio del Palermo”.

Trezeguet ancora in Italia? Caliendo non smentisce

Quasi pronto per il superclasico argentino fra Boca e River, David Trezeguet  è stato accostato dal quotidiano francese L’Equipe ad una prossima destinazione europea , causa i problemi famigliari che spesso lo stanno costringendo a viaggiare fra il Sudamerica ed il Vecchio Continente.

La società interessata alle sue prodezze sarebbe il Palermo che, attraverso Lo Monaco, avrebbe allacciato i primi contatti per gennaio, in virtù anche del grave infortunio che ha colpito Hernandez.

Antonio Caliendo agente del giocatore, nell’intervista rilasciata a Palermo24.net è stato vago: «Non nascondo di aver avuto contatti con Lo Monaco, ma al momento si tratta di poco più che un pour parler. Lo Monaco è un amico ed una persona che stimo, e a quanto pare sembra possa essere interessato a David per gennaio. Ancora c’è poco di concreto, ma non è escludo niente. Lo Monaco è il dirigente giusto per portare avanti una trattativa del genere. Sì, credo proprio che David abbia deciso di ritornare a giocare in Europa. So che i tifosi del River si stanno mobilitando per farlo restare in Argentina, ma il giocatore per motivi personali vuole riavvicinarsi alla Francia. Con lui, comunque, non abbiamo ancora parlato specificamente di Palermo o di altre destinazioni.

 

Tegola Palermo: il ginocchio di Hernandez fa crack. E adesso si teme per la sua carriera

Citando uno dei totem della musica italiana, Francesco Guccini, la storia di Abel Hernandez è diversa tutti gli anni ma tutti gli anni uguale. L’ennesimo ritornello recita di un altro infortunio in Nazionale, stavolta al legamento crociato del ginocchio destro. Un crack che comporterà un’operazione immediata e uno stop di almeno sei mesi. La serialità di problematiche fisiche patite dall’attaccante uruguagio del Palermo è impressionante, e provoca anche un po’ di rabbia. Perché un ragazzo di soli 22 anni non riesce a esprimere le sue straordinarie potenzialità per colpa di acciacchi considerati innaturali alla sua età?

Qualche risposta a questa domanda può essere ricercata nella vita privata della Joya, storicamente considerato un amante della bella vita e frequentatore abituale dei locali notturni. Un aspetto che di recente anche il patron Maurizio Zamparini si è sentito di sottolineare, sollecitando Abel a “bere meno birra e lavorare di più in allenamento”. Un rimbrotto che non sa di rimprovero ma di consiglio, come uno zio farebbe col proprio nipote.

Ma non può essere tutto qui. L’escalation di infortuni denota una certa fragilità nel fisico di Hernandez, che ai già noti problemi muscolari ha aggiunto la new entry al legamento crociato. Una batosta anche dal punto di vista mentale, acuita anche dalla voci provenienti d’Oltreoceano che parlavano di qualcosa di molto meno grave. Una distorsione, si era detto, nulla di preoccupante. Lo stesso attaccante, intervistato dai media uruguaiani, aveva allentato la tensione asserendo d’avere dolore al ginocchio ancora gonfio, aggiungendo comunque di essere fiducioso perché in un primo momento temeva qualcosa di peggio. Parole profetiche. Lo spauracchio del crociato rotto, incubo di tutti i calciatori, si è manifestato in tutta la sua devastazione. Come un terremoto magnitudo 10 della scala Richter, che stavolta come non mai rischia di sgretolare le speranze e i sogni di un potenziale fenomeno.

Zamparini è soddisfatto di Gasperini: “Finalmente abbiamo un’identità di squadra”. E sul futuro…

Quando non gira niente c’è poco da fare. Accanirsi contro la sfortuna è una battaglia che porta inesorabilmente alla sconfitta. Tanto vale rilassarsi e lasciarsi trasportare dalla corrente: prima o poi “ha da passà a nuttata”. E se perdi a due minuti dalla fine per colpa di una rete di Cristian Raimondi che, con il dovuto rispetto per il bravo esterno dell’Atalanta, è tutto fuorché un goleador, allora finisce che ti arrabbi pure.

Eppure il Palermo, ancora a secco di vittorie e con un solo gol all’attivo dopo 4 giornate, qualche cosa per cambiare rotta sta provando a farla. O meglio, ci ha provato soprattutto il presidente Maurizio Zamparini, soddisfatto della prima di Gian Piero Gasperini sulla panchina rosanero, nonostante la sconfitta per 1-0 all’Atleti Azzurri d’Italia. “Per ora gira tutto male – ammette sconsolato Zamparini ai microfoni di stadionews24.it -, se avessimo raccolto quanto meritato avremmo dei punti in più e saremmo nel gruppone. Abbiamo visto un’identità di squadra e gioco, sono contento perché possiamo soltanto migliorare. Dobbiamo imparare a lottare per la salvezza, ma ne saremo presto fuori”.

Una salvezza che potrebbe essere conquistata grazie alle genialate del “ragazzino” Paulo Dybala, entrato ieri nel finale e protagonista di 5 minuti di straordinaria follia: “Dybala ha fatto bene, ma anche Pastore quando segnava io continuavo ad insistere, con Zenga giocava poco. Dybala dovrebbe giocare dal primo minuto”. A discapito di chi? Beh, Zamparini qualche idea ce l’ha: “Sono deluso da Hernandez, deve mettersi in testa che deve fare la vita da atleta. Deve smettere di andare in discoteca, di bere la birra, altrimenti non farà mai strada”. Il patron ne ha pure per il capitano: “Miccoli dovrebbe fare il bene della società, lui è il nostro capitano, è importantissimo per noi ma deve capire che deve centellinarsi. Abbiamo bisogno di un’altra velocità, di gioventù”.

Gioventù in attacco, esperienza in difesa. Perché Massimo Donati centrale difensivo è piaciuto proprio al presidente Zamparini. E i complimenti per Gasperini ne sono la dimostrazione: “Donati centrale difensivo è stata una grande intuizione del nostro tecnico, complimenti a lui. Peccato per aver tirato fuori Ilicic perché era il migliore, se fosse entrato Dybala per Hernandez poteva cambiare la partita ma non ho nulla da dire perché conosce da poco la squadra”.

Intanto, mentre l’affetto della tifoseria nei confronti della squadra registra i minimi storici dall’avvento di mister Emmezeta, lo stesso non si può dire a parti invertite. Maurizio Zamparini è legato a Palermo e al Palermo. I sentimenti non sono stati scalfiti neppure dalle recenti contestazioni da parte dei tifosi, che hanno intravisto negli atteggiamenti del patron i segnali di un progressivo disinteresse per i colori rosanero. D’altronde, il rapporto tra squadra e tifosi è come quello di coppia: va alimentato a suon di coccole, gesti d’amore e dolci promesse. Zamparini lo sa, ecco perché tranquillizza tutti: “Non ho intenzione di lasciare Palermo – assicura -, ma sto cercando delle soluzioni migliori per la squadra, rimanendone comunque proprietario”.

Zamparini : è il momento che il Palermo si autofinanzi

Nell’intervista concessa al Giornale di Sicilia alla vigilia del campionato, il presidentissimo Maurizio Zamparini ha rilasciato dichiarazioni innovative rispetto al passato ed indicatrici del momento storico in cui si trova il mondo del pallone italico.

 “Non investirò più un euro nel calcio, dobbiamo imparare ad autogestirci e prendere esempio da società come l’Udinese.”

Il presidente si concede una rivelazione di calciomercato: “La scorsa settimana il Galatasaray mi ha offerto 12 milioni di euro per Hernandez ma ho rifiutato. Abel lo voglio quì per la prossima stagione.” Sulle altre trattative il presidente precisa:  “Se arriverà un esterno, uno tra Mantovani e Garcia potrebbe partire . Inoltre,partiranno anche Vazquez, Labrin e Viola. Mesbah? Non è arrivato perché non posso permettermi di pagare un altro ingaggio senza prima cedere qualcuno”. Come sarà il campionato di Miccoli? Zamparini è sicuro: “Fabrizio farà una grandissima stagione e vorrei che faccia da chioccia ai nostri giovani, ovvero Dybala ed Hernandez che hanno bisogno di lui.”

Inter e Palermo: no allo scambio Longo – Hernandez

 

 

Non trova riscontri l’indiscrezione circolata su alcuni quotidiani, secondo la quale Inter e Palermo starebbero riflettendo sulla possibilità di portare Abel Hernandez in nerazzurro e Samuele Longo al Barbera.  L’attaccante uruguaiano, salvo colpi di scena, continuerà a vestire il rosanero mentre la giovane punta veneta potrebbe invece plausibilmente trovare una collocazione in prestito, ma non alla corte di Zamparini: è un Primavera, ha bisogno di giocare con continuità per maturare e, soprattutto, non si deve “bruciare”. Il Genoa, già mentore di Destro (ex vivaio del biscione come Longo), ci pensa seriamente, anche se sullo sfondo si staglia un timido interesse dell‘Espanyol.

Intreccio Viviano: l’operazione con la Fiorentina al momento è bloccata, il Palermo ha dato l’ok per la cessione del portiere ma l’Inter – che detiene l’altra metà del cartellino- chiede un indennizzo ai viola altrimenti l’operazione salta e questo atteggiamento non è piaciuto in casa gigliata. A dispetto dello stallo, da Palermo giunge voce di un sondaggio con il Chievo per Sorrentino, estremo difensore di esperienza, gradito come numero uno per la prossima stagione.