Ufficiale: Mario Gomez è della Fiorentina

Ora è arrivata l’ufficialità, dopo che una telefonata intercorsa fra il numero uno viola Andrea Della Valle ed il dirigente del Bayern Rummenigge ha sbloccato definitivamente la trattativa: Mario Gomez è un giocatore della Fiorentina. E’ il Bayern Monaco a comunicarlo con una nota ufficiale sul proprio sito: “Gomez voleva andare a Firenze, abbiamo rispettato il suo desiderio. Grazie a nome del Bayern, gli auguro fortuna e successo alla Fiorentina”. L’attaccante tedesco con la maglia del club bavarese ha segnato 112 gol in 172 gare ufficiali. Si parla di un costo di 20 milioni di euro complessivi: 16 da sborsare subito ed i restanti 4 nei prossimi anni.

Germania: mancano gli attaccanti, in nazionale solo Gomez

Nazionale tedesca priva quasi totalmente di attaccanti, visti gli infortuni di Klose e Hummels. Guai seri dunque per il ct Löw, che ha convocato anche il centrocampista del Bayern Monaco, Bastian Schweinsteiger, per la doppia sfida di qualificazione ai Mondiali 2014 contro il Kazakhstan, che si giocheranno ad Astana il 22 marzo e a Norimberga il martedì successivo.

Portieri: Manuel Neuer (Bayern Monaco), Rene Adler (Amburgo), Ron-Robert Zieler (Hannover 96)

Difensori: Philipp Lahm, Jerome Boateng (Bayern Monaco), Benedikt Höwedes (FC Schalke 04), Per Mertesacker (Arsenal), Heiko Westermann (Amburgo), Marcel Schmelzer (Dortmund)

Centrocampisti: Bastian Schweinsteiger, Toni Kroos; Thomas Müller (Bayern Monaco), Mario Götze, Marco Reus, Ilkay Gündogan, Sven Bender (Dortmund), Mesut Özil, Sami Khedira (Real Madrid), Julian Draxler (Schalke), Sven Bender, Andre Schürrle (Bayer 04 Leverkusen), Lukas Podolski (Arsenal)

Attaccante: Mario Gomez (Bayern Monaco)

Juve: idea Gomez per l’attacco 2013-14

Un colpo per rinforzare una volta per tutte l’attacco e poter dunque puntare decisamente ad essere vincenti anche in Europa. La Juventus si sta muovendo ad ampio raggio sul mercato europeo e dopo aver preso contatto con lo staff di Gonzalo Higuain, attaccante argentino del Real Madrid che sta valutando la situazione in considerazione della quasi sicura partenza di Mourinho, Marotta e Paratici tramite intermediari stanno cercando di capire la situazione di Mario Gomez, punta classe 1985 in scadenza nel 2016 con il Bayern Monaco.

L’arrivo di Guardiola costringerebbe infatti l’attaccante a guardarsi attorno poichè sembra certo l’acquisto di Lewandowski, e diminuirebbero notevolmente le possibilità d’impiego. Da Atletico Madrid e Liverpool sono arrivate le prime richieste, ma Gomez vuole un club che gli possa garantire di lottare per il campionato e per la Champions. La Juve, dal canto suo, troverebbe il giocatore che cerca, letale in zona gol: con la maglia del Bayern ha segnato 99 gol in 155 partite, di cui 54 in 65 match nelle ultime due stagioni di Bundesliga.

Maran: prima pensiamo al Chievo

Intervenuto in conferenza stampa Rolando Maran vuole tenere la sua truppa ben svegli sull’ostacolo Chievo da affrontare domani, per il derby siciliano è ancora presto per pensarsi: “Abbiamo preparato ottimamente la gara, dobbiamo stare molto attenti perchè sono avversari preparati. Guai a farsi distrarre dal derby, sarebbe un grosso errore. Al Palermo dobbiamo pensare solo da Lunedì. Con il Chievo e Campedelli ho un ottimo rapporto, siamo arrivati in B partendo dalla C2. Sono avversari insidiosi e scomodi, chiediamo grande sostegno al pubblico. Formazione? Non sarà condizionata dalle diffide di Gomez e Spolli”.

Papu Gomez, adesso arrivano i sogni albicelesti

Poco più di due anni sono passati da quando Gomez detto El Papu è sbarcato in terra etnea e da li ha iniziato la sua cavalcata che lo ha portato ad essere obiettivo di mercato delle grandi. Ma l’orgoglio del giocatore si dimostra nell’affetto per i colori societari che lo hanno fatto conoscere al pubblico mentre il suo target è la maglia della sua Argentina: “Ho in testa solo il Catania e la sua crescita, non sto affatto pensando alle società che mi hanno cercato. Qui è nato mio figlio, io e la mia famiglia ci troviamo bene in questa città”. Poi parla del suo attuale momento di forma (4 reti in 12 partite da inizio stagione): “Sono contento della mia condizione e delle mie performance, ma devo ringraziare l’allenatore che mi ha fatto sentire importante e i compagni che esaltano le mie caratteristiche”.

Domenica arriverà un Chievo in Sicilia affamato di punti e Gómez avverte: “Sarà molto dura, questo è uno di quei match che ti mettono alla prova, dobbiamo dare continuità ai nostri risultati perciò dovremo sfruttare i nostri punti di forza: i calci da fermo e il contropiede”. E quando pensa ai colori albicelesti dice: “Nel mio ruolo ci sono tantissimi giocatori forti, ma un pensierino ce lo faccio sempre…”.

Maran: la società sa cosa fare

La sconfitta davanti al proprio pubblico contro il Thun, ha un po’ frenato i progressi che Maran stava facendo fare al Catania, inoltre le voci di mercato che vedono il Papu Gomez richiesto da diversi clubs di Serie A non aiutano certamente a tranquillizzare il pubblico etneo ma il mister di Trento ha tenuto a chiarire al Corriere dello Sport quale sia la situazione in merito al mercato: “La società sa cosa fare. Io so che in questo momento, causa alcuni infortuni, ho dovuto giostrare più o meno sempre gli stessi uomini”.

Settimana prossima il Catania affronterà il Sassuolo di Di Francesco e Maran tranquillizza l’ambiente: “Perdere non fa mai piacere però è anche vero che non sono queste le vittorie che bisogna conquistare. Non mi sono esaltato dopo la vittoria ottenuta sul Chievo, non mi sono depresso dopo la sconfitta con il Thun, che fra l’altro ha giocato in Svizzera più di una partita di campionato. Certo, dobbiamo stare più attenti, dobbiamo essere più decisi, ma rispetto all’ultima amichevole, quella pareggiata a Reggio Calabria proprio contro la Reggina, abbiamo fatto importanti passi avanti”.

Gomez porta la Germania in testa, Ronaldo non punge

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Ronaldo ne ha fatti fino ad ora 66 in stagione, Gomez “solo” 44. Pardon, 45 con quello di stasera, il più significativo, il più importante, il 23esimo con la maglia della nazionale tedesca. 23 come il numero che porta sulla schiena.

Nella sfida tra i due titani del goal la spunta l’attaccante del Bayern Monaco, meno celebrato di CR7 ma sempre efficace, sempre pronto negli ultimi sedici metri; il fenomeno portoghese si è dovuto inchinare di fronte alla migliore prestazione del suo diretto marcatore, Gerome Boateng (fratello di Kevin Prince, idolo rossonero, ndr), capace di incollarglisi alle caviglie per tutta la durata dell’incontro, senza rischiare mai di commettere falli pericolosi.

Va detto che il fantasista del Real Madrid, sotto gli occhi di Mourinho, ne ha provate tante, sia individualmente (bravo Neuer in un paio di circostanze) sia per i compagni, ma non è stato ben supportato.

Nel complesso la gara è stata sostanzialmente equilibrata, anche se le occasioni migliori sono capitate sui piedi dei lusitani (due traverse centrate, una per tempo); la formazione guidata da Loew ha sfruttato la miglior cifra tecnica in mezzo al campo, attraverso il contributo di Khedira e Ozil, e la puntuale precisione sotto porta del già citato Gomez.

Fino alla fine Nani e compagni hanno cercato la via del pareggio, con buona circolazione di palla e insistenti inserimenti, ma Neuer è stato una diga insuperabile, soprattutto a due minuti dal termine su Varela, da distanza ravvicinata.

Nel Gruppo B quindi la Germania si prende subito la vetta, in attesa delle due prossime gare del girone. La prossima contro la ferita Olanda.

GERMANIA – PORTOGALLO 1-0  Gomez 70’

Finale Champions League: il Chelsea vuole rovinare la festa ai padroni di casa

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Ci siamo, -1 al giorno dei giorni. Mancano 32 ore 45 minuti al fischio d’inizio della 57esima finale più prestigiosa, quella della Champions League (o Coppa dei Campioni, come gli ostinati romantici del pallone seguitano a chiamarla).

Domani, sabato 19 Maggio, ore 20.45 (visibile su Rai 1, Sky e Mediaset Premium)  la partita dell’anno metterà di fronte due delle squadre che nessuno avrebbe mai pronosticato protagoniste dell’atto conclusivo: il Chelsea italianizzato da Di Matteo (e, non dimentichiamoci, da Carlo Ancelotti nel recente passato) e il Bayern Monaco di Joseph Heynckes, detto Jupp.

Sono compagini fortemente muscolari, in questo senso quasi speculari; ma le similitudini finiscono qui perché i blues sono attendisti, molto bravi nella fase difensiva: fanno grande densità in ogni zona del campo e la collaborazione costante dei reparti permette ai giocatori di correre meno, spesso, degli avversari di turno (ne sa qualcosa il Barcellona). A questo va aggiunta la velocità, frequentemente letale, con cui la squadra riparte appena entra in possesso di palla, sfruttando le doti da contropiedista dell’esperto Drogba.

I tedeschi invece prediligono il fraseggio, quasi sempre a due tocchi e con accelerazioni improvvise, sia in orizzontale che in verticale; in questo sistema di gioco è fondamentale l’apporto delle corsie esterne, dove Robben e Ribery, supportati alle spalle specialmente da Lahm, sono sempre in grado di creare superiorità numerica e di servire su piatti d’argento assist a ripetizione per il prolifico Gomez.  Giocando in casa inoltre partono fortemente avvantaggiati.

Le due finaliste avranno però in comune la serie massiccia degli squalificati: Heynkes dovrà fare a meno di Alaba, Luiz Gustavo e Budstuber, mentre Di Matteo rinuncerà al capitano Terry (espulso al Camp Nou per un fallo stupido a palla lontana), Ivanovic, Raul Meireles e Ramires.

Il Chelsea non ha mai alzato il trofeo dalle grandi orecchie (ci andò solo vicino nel 2008, battuto ai rigori dal Manchester United) mentre i bavaresi, dopo il tris dal 1974 al 1976, l’hanno sollevata al cielo per l’ultima volta nel 2001 a San Siro, battendo il Valencia di Cooper sempre dagli 11 metri.

Ecco le probabili formazioni:

BAYERN MONACO (4-2-3-1): Neuer; Lahm, J. Boateng, Tymoschuk, Rafinha ; Pranjic, Schweinsteiger; Robben, Kroos, Ribéry; Mario Gomez. (Butt, Usami, Riedmuller Contento, Petersen, Muller, Olic.) All. Heynckes

CHELSEA (4-2-3-1): Cech, Bosingwa, Cahill, David Luiz, Ashley Cole, Mikel, Lampard, Malouda, Mata, Kalou, Drogba. (ATurnbull, Paulo Ferreira, Romeu, Essien, Lukaku, Sturridge, Torres.) Allenatore: Di Matteo

ARBITRO: Pedro Proença (Portogallo)