Rangers Glasgow: 2015-16 alla caccia della promozione e dell’Old Firm

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C’era una volta l’Old Firm, gli scontri accesi sul prato verde tra il Celtic Glasgow che rappresenta la parte cattolica della Scozia, e i Rangers, la parte protestante della Nazione. Sono lontani i tempi in cui le due squadre si affrontavano, dando vita a vere proprie lotte che non appassionavano solamente la Scozia, ma l’Europa intera. La rivalità che esisteva ed esiste tra le due squadre non si limita solamente al calcio, l’Old Firm è uno scontro tra due correnti di pensiero, due fedi e due idee diverse. Ma tutto questo non era destinato a durare, qualcosa si rompe nell’equilibrio che lega le due squadre scozzesi.

Nel 2012 i Rangers scompaiono dal calcio professionistico retrocedendo per la prima volta in 140 anni di storia; di colpo la squadra più titolata al mondo (115 titoli) e anche la più antica di Scozia non esiste più. È un trauma per i milioni di tifosi dei Gers che non riescono a rendersi conto di cosa sia successo. Il Celtic rimane l’unica squadra competitiva nella Premier League scozzese, vincendo scudetti su scudetti e regnando sulle altre troppo deboli per la corazzata bianco-verde, ma questa è un’altra storia. Il Rangers football club deve ricominciare da zero, dalla Third Division scozzese, equivalente alla nostra serie D e per farlo acquista giocatori di livello superiore, come il difensore centrale Nelson Cribari (ex di Lazio e Napoli) e il difensore Goian (ex Palermo). All’inizio il cammino è duro e la squadra non riesce ad ingranare; è come stare all’inferno per i tifosi che hanno visto la propria squadra vincere la Coppa delle Coppe al Camp Nou nel 1972 e ora sono costretti a vederla giocare in campi di periferia, nell’anonimato generale e senza essere presi in considerazione da nessuno. La prima partita di campionato fu pareggiata 2-2 in casa del Peterhead, ma da lì la strada sarà in salita e in pochi anni la squadra riesce a vincere la Third Division e la Second Division (poi ribattezzata Scottish League One).

Rimane l’unico grande ostacolo per essere promossi in Premier League, vincere la Championship. Nel 2014-15 i ragazzi di Stuart McCall non ci riescono, finiscono e terzi e perdono la finale play-off contro il Motherwell. Un altro anno di Purgatorio da scontare li aspetta e i Teddy Bears partono ancora una volta da favoriti con il proprio capitano di una vita McCulloch che si caricherà la squadra sulle spalle; alcuni team possono dare del filo da torcere alla società di Glasgow , in particolare l’Hibernian di Malonga (ex Cesena) e il temibile Livingston: appuntamento fissato per l’inizio del campionato, 8 Agosto. Ma dal 2012 ad oggi la strada fatta è tanta, tantissima. Una delle più grande gioie ( forse l’unica) di questi anni è stata quella di rigiocare con gli acerrimi rivali del Celtic in semifinale di Coppa di Lega lo scorso febbraio. La partita finisce 2-0 per i bianco-verdi, ma l’Old Firm è tornato e finalmente il calcio Scozzese può far emozionare migliaia di tifosi, come prima, come sempre.

Autore: Angelo Losco

L’Ibrox Park dei Rangers cambierà nome

I Rangers di Glasgow hanno raggiunto un accordo per vendere il nome dello stadio Ibrox Park a Mike Ashley di Sports Direct. Ashley, proprietario del Newcastle United, è anche azionista dei Rangers International Football Club plc. Sports Direct ha, tra le altre cose, un accordo di partner per il merchandising del club.

Charles Green, il capo esecutivo dei Rangers, spera di arrivare alla realizzazione dell’accordo entro l’inizio della prossima stagione sportiva. I fans dei Rangers, come pensa Green, sono molto più sereni di prima dopo l’impegno commerciale assunto.

Green ha detto al canele tv scozzese STV: “Non abbiamo deciso che Sports Direct sarà il partner per il nome dello stadio. Abbiamo rappresentanti da Sports Direct per creare un forum di fans e decidere un paio di settimane fa. Abbiamo anche Derek Llambias del Newcastle United che potrà mostrarci la sua esperienza di come questa scelta abbia aiutato il suo club.

Rangers avevano annunciato una perdita di 7 milioni di sterline per i sette mesi fino 31 Dicembre 2012. Le spese operative avevano toccato il picco di 16.6 milioni contro i proventi di 9.5 milioni.

Nessuno si aspetta che il club sia indirizzato a grandi profitti nel primo anno,” ha detto Brian Stockbridge, direttore finanziario  ” Abbiamo bisogno di creare un valore delle azioni perché ora siamo una compagnia pubblica, ma stiamo tentando di farlo in modo sensibile. Gli investitori già presenti non hanno deciso di investire per generare profitti nei primi sei mesi, ma vogliono seguire questa strada”.

I Rangers FC salvano il “trophy cabinet”. Solo una multa per passate inadempienze

La commissione disciplinare istituita dalla SPL per investigare i presunti mancati versamenti di tasse all’HMRC (il Tesoro britannico) per i pagamenti a giocatori e membri dello staff dei “vecchi” Rangers ha, in mattinata, dato il suo verdetto: i Rangers si sono resi responsabili di azioni illegali, ma sono stati puniti solo con un’ammenda di 250mila sterline, senza che venissero loro tolti titoli sportivi.

Al termine di una lunga indagine Lord Nimmo Smith, a capo della commissione, ha detto che “ci sono state irregolarità nell’azione della oldco Rangers (la vecchia società, fallita la scorsa estate) che devono essere punite, ma non verranno tolti i titoli sportivi conquistati dai Rangers negli anni oggetto dell’indagine“.

Si chiude in questo modo la “telenovela” che ha tenuto i tifosi dei Gers col fiato sospeso, terrorizzati dalla possibilità che il loro “trophy cabinet” venisse intaccato (e, di conseguenza, arricchito quello dei rivali del Celtic, che avrebbero beneficiato di una loro punizione); nel periodo soggetto all’indagine i Rangers hanno conquistato 5 titoli di Campione di Scozia.

Il Celtic festeeggia i suoi 125 anni con una maglia storica

Rimasto orfano degli storici avversari di sempre , i Rangers, il Celtic rischia di dominare quest’anno il campionato e l’esperienza europa in Champions non è detto che sia breve.
Ecco allora che per festeggiare il 125° anniversario  la terza divisa è stata realizzata sulla falsariga di quella della stagione 1888/89.

Maglia estremamente semplice, bianca con colletto a polo nero sulla parte esterna, verde in quella interna. Sul petto al posto del quadrifoglio campeggia la croce celtica verde, primo simbolo della squadra, che riporta al suo interno gli anni 1888 e 2013, con al centro la stella riferita alla Coppa dei Campioni vinta nel 1967. Alla base della croce c’è la scritta Celtic FC.

Nessuna pietà per la storia: i Rangers ripartono dalla quarta serie

La lega calcio scozzese ha deciso che il club più titolato del calcio nazionale i Rangers di Glasgow, 54 titoli nazionali vinti, sia relegato in quarta serie (l’equivalente della Lega Pro 2.a divisione) dopo l’esclusione dal massimo campionato a causa di un dissesto finanziario che ha costretto a porre in liquidazione la società.

Il nuovo club aveva chiesto ugualmente l’iscrizione al campionato con una nuova proprietà, ma gli altri club della Lega e ieri la Scottish football League (Sfl), hanno respinto l’iscrizione almeno alla seconda serie. Prima il Fisco aveva aperto un contenzioso per una somma pari a venti milioni di euro e di recente ha respinto un piano di risanamento ad opera dell’uomo d’affari Charles Green.
Il rischio adesso per la Scottish League è di naufragare a causa dei contratti televisivi che assicuravano alla lega scozzese un centinaio di milioni di euro, a patto di almeno 4  Old Firm, ovvero lo storico derby fra Celtic e Rangers.

Addio all’Old Firm: i Rangers di Glasogw spariscono

Ebbene si, i tifosi  del vecchio club scozzese dei Rangers di Glagosw dovranno riporre le loro bandiere blu negli armadi, dopo una storia datata 1872 e con ben 114 titoli in bacheca, causa il fallimento per una cattiva gestione finanziaria degli ultimi anni e che aveva portato il club a subire l’onta della penalizzazione nell’ultimo torneo, vinto dagli acerrimi rivali dei Celtic.

Il tentativo finale di salvataggio era stato effettuato dal presidente  Charles Green, ex proprietario dello Sheffield United, con un progetto di ripianare il buco di ben 93.5 milioni di euro di debiti nei confronti del fisco britannico, ma non è stato sufficiente: il piano di rientro proposto, infatti, è stato rigettato.

In un primo momento la Scottish Premier League aveva escluso i Rangers dai calendari con riserva. Riserva sciolta dal voto negativo alla riammissione da parte degli altri club della Lega calcio scozzese che hannno votato per un secco no, tenendo la linea dura , “hard line”, come da definizione usata dai quotidiani britannici.

Il pericolo adesso per gli altri clubs è il sicuro forte calo dei ricavi commerciali dell’intero movimento, connessi al “venir meno” di uno dei club di maggiore appeal anche a livello internazionale.

I Rangers di Glasgow: venerdi’ si chiudera’ un’epoca?


Impensabile fino a che non si è materializzato, il rischio di veder sparire i Rangers di Glasgow sembra destinato a materializzarsi venerdì prossimo.

Sono gli effetti devastanti dei debiti accumulati dai club nei confronti di banche e fisco: il glorioso club scozzese con 140 anni di storia, 54 titoli nazionali e 33 Coppe di Scozia ed una Coppa delle Coppe in campo europeo, non è stato iscritto provvisoriamente alla Scottish Premier League per un contenzioso con il fisco britannico che ammonta a 93 milioni di euro. Il fallimento è a un passo: il club è attualmente in amministrazione controllata, ma se entro deue giorni non si materializzerà nesun compratore credibile, Ibrox Park diventerà solo un ricordo.

Gli effetti sarebbero devastanti anche per il massimo campionato scozzese, che andrebbe a perdere il classico derby di Glasgow, l’Old Firm ed anche l’unica rivale credibile dei Celtic.

I Rangers pagano lo scotto della crisi economica, ma anche un’amministrazione dissennata negli anni. A niente è valsa la decisione dei calciatori di ridursi lo stipendio dal 25 al 75 per cento: la voragine che si era creata è andata via via aumentando e non si è mai arrestata.
Un tentativo di salvataggio in extremis è stato tentato dall’uomo d’affari ed ex amministratore delegato dello Sheffield United, Charles Green, ma il piano di rientro presentato non è stato accettato dal fisco britannico e la decisione della Federazione scozzese, che ha escluso il club protestante di Glasgow dal calendario 2012-2013, è stata di fatto un atto dovuto. Poche sembrano le speranze che il salvataggio vada in porto a causa della scarsa flessibilità delle parti.

In questo momento lo scenario verosimile è drammatico per i tifosi di Ibrox Park: la loro squadra sarà costretta a ripartire dalla quarta serie e probabilmente anche a cambiare nome. Non è stato ancora deciso chi occuperà il posto lasciato libero dai Rangers: in ballottaggio ci sono il retrocesso Dunfermline o il Dundee, squadra che si è classificata al secondo posto nella serie B scozzese.

In città si sovrapongono due sentimenti opposti: i tifosi cercano di sensiblizzare le istituzioni pubbliche al salvataggio del club mentrei tifosi rivali dei Celtic intonano cori di scherno in merito al probabile default finanziario degli avversari.