Giggs di ferro: altro rinnovo in vista a 40 anni

Rinnovo in vista per Ryan Giggs nonostante il prossimo 29 novembre il gallese toccherà la soglia dei 40 anni. E’ stato lo stesso Sir Alex Ferguson a confermare che l’ala firmerà presto un nuovo contratto con il Manchester United. ”Ryan giocherà un altra stagione. Non ci sono segni di stanchezza o debolezza fisica nelle sue prestazioni, le sue qualità sono ancora intatte e sente ancora un’inesauribile voglia di vincere”.

Giggs, al momento, ha superato abbondantemente le 900 presenze con i Red Devils, club con cui si legò nel lontano 1989.

Il Milan sulle tracce di Mourinho per sostituire Allegri

A tutto il popolo di fede interista potrebbe anche mancare un battito del cuore. Provate a domandare ad un qualunque tifoso dell’Inter come vedrebbe Mourinho sulla panchina del Milan. Insulti e impropèri vari a parte, la frase più gettonata potrebbe essere: “Josè ama l’Inter, non lo farebbe mai.” Certo fu lo stesso Special One a giurare che se fosse tornato mai in Italia, lo avrebbe fatto solo per allenare ancora il club di Moratti. Ma le cose cambiano, o possono cambiare…

SOGNO ROSSONERO – Nonostante gli attestati affettuosi di facciata verso Allegri, il Milan sembra si stia muovendo proprio per convincere il tecnico portoghese ad accasarsi a Milanello, anche se l’ostacolo del suo ingaggio non è un dettaglio di poco conto. Mou sa bene che il suo ciclo al Real Madrid è finito, a meno di miracoli da qui a maggio (leggi: vittoria Champions League); sa bene anche che le panchine più prestigiose d’Europa difficilmente si libereranno a giugno. Nella sua amata Inghilterra Wenger (Arsenal) e Ferguson (Manchester United) sono attaccati alla poltrona con la colla e Benitez (Chelsea) potrebbe convincere Abramovic a tenerlo un altro anno se conquistasse un posto tra le prime tre della Premier o vincesse qualcosa. Perciò, se anche Mancini (Manchester City) restasse in sella, l’ipotesi di star fermo un anno non allieterebbe l’uomo di Setubal.

IPOTESI PSG ANCORA VIVA? – Resterebbe l’alternativa degli sceicchi di Francia: spesso Mourinho è stato accostato alla panchina del Psg, soprattutto recentemente dato il clima non troppo amichevole nato intorno a Carlo Ancelotti. Tuttavia le voci d’oltralpe parlano di fiducia mai in discussione nei confronti dell’allenatore di Reggiolo. Dal momento che anche la nemesi di Mou, Guardiola, sembra aver scelto la collocazione dopo l’anno sabbatico (il Bayern Monaco), non resta che vedere se in Via Turati riusciranno a trovare i soldi per fare lo sgarbo del secolo ai cugini.

Ferguson: il miglior allenatore del XXI secolo

L’istituto mondiale di statistica continua con le sue classifiche nel mese di gennaio. Al momento la graduatoria del miglior allenatore del nuovo secolo vede al comando Sir Alex Ferguson. Il manager scozzese precede Josè Mourinho (Real Madrid), avviato ad essere ben presto il nuovo leader di questa speciale classifica.

Il primo degli italiani è Fabio Capello, quarto, alle spalle del francese dell’Arsenal Arsene Wenger. Nella lista seguono poi lo spagnolo Vicente del Bosque, campione d’Europa e del Mondo, il primo dei sudamericani Marcelo Alberto Bielsa, l’olandese Guus Hiddink che precede Carlo Ancelotti, il brasiliano Luiz Felipe Scolari e l’altro spagnolo Rafael Benitez.

Fuori dalla top ten, vi sono  il ct tedesco Joachim Loew e il commissario tecnico azzurro campione del Mondo, Marcello Lippi. A maggiore distanza ci sono Roberto Mancini (17/o) e Giovanni Trapattoni (21/o) mentre l’attuale commissario tecnico azzurro, Cesare Prandelli, è in 52-esima posizione, poco dietro il tecnico del Giappone Alberto Zaccheroni (50/o).

Ferguson l’eterno non molla il suo Manchester United

La sua panchina fa gola a molti, da tanto tempo. Ma lui non ha nessuna intenzione di lasciarla per ritirarsi a vita privata. Sir Alex Ferguson, tecnico dei Reds dal lontano 1986, nonostante le 71 primavere compiute il 31 dicembre scorso, si sente ancora generale della propria armata.

CHEWING GUM E PASSIONE – Smentisce dunque le voci di un suo prossimo ritiro, almeno nel breve termine. Viene da sorridere: è dal 2002 che Ferguson risponde a domande a proposito delle proprie dimissioni; fu lui stesso infatti a fissare per quell’anno il momento adatto per lasciare il timone del club inglese. Tutti sanno com’è andata dopo, il ragazzaccio di Glasgow ci ha preso ancora più gusto ed ha continuato a masticare cicche sulle tribune di Old Trafford.

TOP CONCORRENZA – Nei giorni scorsi si era parlato di Pep Guardiola come suo successore, reduce da un anno sabbatico che forse inizia a stargli stretto. Ma non è solo l’ex allenatore del Barcellona ad essere indicato come possibile candidato: nella lista figurano anche Josè Mourinho, che a fine stagione dovrebbe chiudere la sua avventura al Real Madrid e non ha mai nascosto di voler tornare a lavorare in Inghilterra, e David Moyes, manager dell’Everton, che con il contratto in scadenza rappresenta la figura del perfetto outsider (esattamente come lo stesso Sir Alex 27 anni fa). L’eterna guida dello United ha spiegato all’Abu Dhabi Sports channel che non ha alcuna intenzione di andare in pensione. “Spero di restare in sella ancora per un pò di tempo”, ha sottolineato nell’intervista, “negli anni, diversi nomi sono stati fatti perché il calcio é un lavoro precario. Un allenatore a volte dura quattro partite se non riesce a vincere. I top manager saranno sempre richiesti ma nessuno sa dove saranno tra due o tre anni”.

Su di lui non abbiamo (quasi) dubbi: lo troveremo ancora tra Rooney e compagni, ogni maledetta domenica.

Premier League: lo United vince in rimonta contro l’ultima in classifica

Week end di Premier League come solito distribuito su due giorni; nella prima giornata lo United di Ferguson supera il QPR del neo tecnico Redknapp con un 3-1 che lascia i londinesi di Julio Cesar tristemente solitari sul fondo classifica. Dopo il vantaggio iniziale ad avvio di ripresa del QPR, i Red Devils si scatenano ed in otto minuti ribaltano la situazione. I cugini del City, fuori dalla Champions dopo il pareggio di mercoledì, proveranno a riprendersi la vetta nel non facile match in casa del Chelsea. I blues, guidati per la prima volta da Benitez, punteranno alla vittoria per rimanere a lottare per un titolo che potrebbe vedere  anche il WBA, novità della stagione e vittorioso anche ieri pomeriggio sul campo del Sunderland

Premier League, 13a giornata

Oggi, ore 13.45
Sunderland-West Bromwich 2-4
30′ Gera (W), 44′ Long (W), 73′ Johnson (S), 81′ rig. Lukaku (W), 87′ Sessegnon (S), 94′ Fortune (W)

Oggi, ore 16
Everton-Norwich 1-1
11′ Naismith (E), 90′ Bassong (N)

Manchester United-Queens Park Rangers 3-1
52′ Mackie (Q), 64′ Evans (M), 68′ Fletcher (M), 72′ Hernandez (M)

Stoke-Fulham 1-0
26’Adam (S)

Wigan-Reading 3-2
36′ Morrison (R), 58′, 68′ e 92′ Gomez (W), 79′ aut. Al Habsi (W)

Oggi, ore 18.30
Aston Villa-Arsenal 0-0

Domenica, ore 14.30
Swansea-Liverpool

Domenica, ore 16
Southampton-Newcastle

Domenica, ore 17
Chelsea-Manchester City
Tottenham-West Ham

Classifica: Manchester Unitet 30, Manchester City 28, West Bromwich Albion 26, Chelsea 24, Everton 21, Arsenal 20, West Ham 19, Tottenham 17, Fulham 16, Swansea City 16, Stoke City 16, Liverpool 15, Norwich 15, Newcastle 14, City 14, Wigan 14, Sunderland 12, Aston Villa 10, Reading 9, Southampton 8, QPR 4

Il City si riprende la vetta

Manita del Manchester City di Mancini che in casa batte con un sonoro 5-0 i Villans e ritorna in testa grazie alla contemporanea sconfitta degli uomini di Ferguson che cadono sul campo dei canarini del Norwich. Perde anche il Chelsea contro un WBA ora saldamente quarto in classifica e che insidia ad un solo punto gli uomini di Di Matteo. Fra le altre rotondo successo del Liverpool grazie ad una doppietta di Suarez mentre il terzo goal è opera di José Enrique. Nel derby di londra fra Gunners e Spurs, spettacolo con un 5-2 dei ragazzi di Wenger e che grazie alla vittoria sorpassano in classifica il Tottenham.

Premier League, 12.a giornata
Arsenal-Tottenham 5-2
10′ Adebayor (T), 24′ Mertesacker (A), 42′ Podolski (A), 46′ pt Giroud (A), 60′ Cazorla (A), 71′ Bale (T), 91′ Walcott (A)

West Bromwich Albion-Chelsea 2-1
10′ Long (W), 39′ Hazard (C), 51′ Odemwingie (W)

Manchester City-Aston Villa 5-0
43′ Silva (M), 54′ rig. e 67′ Aguero (M), 65′ rig e 76′ Tevez (M)

QPR-Southampton 1-3
23′ Lambert (S), 45′ Puncheon (S), 49′ Hoilett (Q), 83′ aut. Ferdinand (Q)

Liverpool-Wigan 3-0
47′ e 58′ Suarez (L), 66′ José Enrique (L)

Newcastle-Swansea 1-2
58′ Michu (S), 87′ De Guzman (S), 92′ Ba (N)

Reading-Everton 2-1
10 Naismith (E), 51’e 78′ Le Fondre (R)

Norwch City-Manchester United 1-0
60′ Pilkington (N)

Classifica: Manchester City 28, Manchester United 27, Chelsea 24, West Bromwich Albion 23, Everton 20, Arsenal 19, West Ham 18, Tottenham 17, Fulham 16, Swansea City 16, Liverpool 15, Newcastle 14, Norwich City 14, Stoke City 12, Wigan 11, Sunderland 9, Aston Villa 9, Reading 9, Southampton 8, QPR 4

Di Canio: allenamento all’alba per i suoi “polli”

Come fosse l’istruttore inflessibile di Full Metal Jacket. Paolo Di Canio è di suo un uomo “full of metal”, che arrivasse a programmare una seduta di allenamento alle prime luci del mattino era solo questione di tempo. Come lui stesso rivela in una intervista alla Gazzetta dello Sport: “era necessario, perché conosco i miei polli.”

SVEGLIA PER TUTTI ALLE 5:45 – “Ogni tanto serve una strigliata. Quando affrontiamo squadre forti diamo il massimo, se incontriamo chi sulla carta è meno attrezzato di noi, facciamo delle figuracce. Allenarsi all’alba e al freddo toglierà a qualcuno un pò di presunzione.” Ecco spiegata la strategia dell’ex laziale: sveglia alle 5:45, appuntamento allo stadio alle 6:30, in campo alle 7:30. Il tutto per far riflettere il suo Swindon (Lega Pro inglese) sulla sconfitta per 2-0 patita contro il Macclesfield (Serie D inglese), in Coppa d’Inghilterra.

Il sergente italiano aggiunge che “sono comunque dei privilegiati, perché c’è chi per una vita intera si alza alle 6 per andare al lavoro.”

SU ARBITRI E UNITED – Dal momento che Paolo non ha peli sulla lingua e non è mai banale, il quotidiano lo stuzzica sul tema arbitrale e sulla regina delle squadre d’Oltre manica, il Manchester di Ferguson. “Mi sembra che gli arbitri di qui non siano peggiori di quelli italiani. Anzi, fanno più fatica perché il gioco è molto più veloce. In Italia sono più snelli, più tonici eppure fanno errori assurdi, inspiegabili. Ferguson? E’ un furbo, non attacca per primo ma se gli pesti i piedi, risponde a tono; sa che lo United esercita sudditanza psicologica, ma in Inghilterra non sono mai scoppiati scandali come in Italia.”

Poi chiude con una delle sue battute, istigato dalla Rosa: a proposito di Madonna (la cantante, ndr), suo sogno erotico di sempre, dice: “Segnare un goal ai Red Devils è meglio che immaginare una notte di sesso con lei.”

Magari non siamo molto d’accordo con lui, questa volta.

Coppa di Lega Inglese: il Chelsea si prende la rivincita

Rivincita fra Chelsea e Manchester United della sfida di campionato di domenica scorsa, stavolta valida per la Coppa di Lega inglese. I due tecnici Di Matteo e Ferguson lasciano a riposo alcuni titolari, ma schierano squadre molto competitive.

I Red Devils passano in vantaggio con un gol dell’eterno Ryan Giggs. David Luiz pareggia dal dischetto. Il Manchester torna a condurre con Chicarito Hernandez, che batte Cech per la seconda volta in pochi giorni. Cahill con un bel colpo di testa riporta i Blues in parità. Nani, con il gol più bello della serata, sembra chiudere l’incontro. Ma, al 93’ l’arbitro Mason decreta un rigore per i padroni di casa e dal dischetto Hazard spiazza l’estremo ospite Lindegaard. Si va ai supplementari. Il Chelsea ha più birra, ha più voglia e soprattutto ha Oscar e Mata, che con Hazard mettono crisi la giovane difesa dello United, che crolla sotto i colpi di Sturridge e Ramires. Giggs al 120’, dagli undici metri, realizza il gol del definitivo 5-4. Nove goals in 120 minuti, 12 la sera prima fra Arsenal e Reading, per gli attaccanti una vera festa.

 

Tra Chelsea e Manchester United non mancano le emozioni: vince Ferguson, Di Matteo sulla graticola

Scintille e spettacolo nel big match tra Chelsea e Manchester United. A Stamford Bridge succede di tutto: gli ospiti si portano subito in vantaggio grazie ad una autorete di David Luiz dopo quattro minuti, al 12′ arriva anche il raddoppio di Van Persie e la partita sembra messa in ghiaccio.

Ma la banda di Ferguson deve fare i conti con l’orgoglio dei Blues targati Di Matteo; al 45′ Mata ed al 54′ Ramires riportano sulla linea di galleggiamento i padroni di casa, facendo esplodere l’entusiasmo dell’intero stadio. Tra il 63′ ed il 69′ però sale in cattedra il direttore di gara Mark Clattenburg, che nel giro di pochi minuti lascia il Chelsea  in nove uomini: fuori Ivanovic (rosso diretto) e Fernando Torres (doppia ammonizione).

A questo punto i Red Devils spingono alla ricerca del goal partita che puntuale arriva al 75′, per merito del solito Hernandez.

Nonostante il Chelsea abbia mantenuto la vetta della Premier a dispetto della sconfitta odierna, il tecnico italiano è sempre più vicino alla tempesta, dal momento che il ko di oggi segue quello di Champions League patito a Donetsk. Si rifà invece sotto lo United, ora ad un solo punto dalla vetta.

 

Nani: solo Dio conosce il mio futuro

In rotta con Sir Alex Ferguson da diverso tempo e scarsamente utilizzato dal tecnico scozzese il portoghese Nani pare essere oggetto d’interesse per molti clubs europei fra cui anche le italiane Milan e Juventus.
Ma il fantasista dello United preferisce lasciare il suo destino nelle mani del Signore, come ha dichiarato ieri sera al termine del match contro lo Sporting Braga al quotidiano sportivo portoghese “A Bola”: “Sto bene, conosco il mio futuro e so anche perché non vengo utilizzato spesso”. Ma in merito alla sua possibile destinazione preferisce affidarsi ad entità superiori:”Solo Dio sa il mio futuro”.