Diamanti: siamo pronti per il rinnovo con il Bologna

Sconfitta pesante sul terreno del san Paolo quella rimediata dai felsinei che, memori della passata stagione in cui violarono ben due volte lo stadio partenopeo, speravano di aprire in un miglior modo la stagione. Ma sul fronte giocatori il capitano Diamanti almeno rassicura i tifosi bolognesi, il rinnovo di contratto presto sarà siglato.

Questa la dichiarazione rilasciata nel dopo partita: “Cerchiamo di fare sempre il massimo ma questa sera abbiamo affrontato un Napoli che ci ha messo sotto da ogni punto di vista e dobbiamo fare i complimenti a loro. Rinnovo? Lo volevamo tutti: io, la società, la città e l’accordo è quasi definito. Mi legherò per tanto tempo a questo club e a questa città e non ho rimpianti. Ci sono obiettivi di Champions, scudetto, ma quando ti salvi col Bologna è come vincere la Coppa. Io sono partito dalla Serie C ed è bello per me giocare in maglia rossoblù, magari in futuro potrò vincere anche qui”.

Diamanti: peggio di così contro la Lazio non poteva andare

Meno male che arriva il turno infrasettimanale per riscattarsi: il Bologna, dopo il tremendo KO all’Olimpico contro la Lazio ha l’occasione mercoledì sera in casa al Dall’Ara per chiedere scusa , metaforicamente ai suoi tifosi.

L’uomo simbolo dei felsinei, il capitano Alessandro Diamanti vuole dimenticare in fretta: “Giornata storta dal primo all’ultimo minuto, non ha funzionato niente oggi. Siamo i primi ad essere delusi e ci dispiace per il risultato. Ora pensiamo a mercoledì, vogliamo dimostrare subito ai nostri tifosi di non essere questi, non lo siamo mai stati per tutta la stagione”.

Inter – Bologna,le formazioni in campo alle 21.00

Alle 21.00 sul terreno di San Siro scenderanno le formazioni di Inter e Bologna per l’incontro valido per i quarti di finale in gara unica di Coppa Italia. Stramaccioni decide di far rifiatare alcuni titolari mentre per Pioli può essere la notte delle speranze e manda in campo i migliori. I nerazzurri arrivano a questa partita dopo aver battuto l’Hellas Verona il 18 Dicembre, con un secco 2-0 mentre i felsinei hanno sconfitto in trasferta il Napoli per 2-1, replicando la vittoria che avevano ottenuto in campionato pochi giorni prima.

Inter(3-4-1-2): Belec, Ranocchia, Chivu, Juan Jesus, Jonathan, Benassi, Mudingayi, Pereira, Coutinho, Rocchi, Milito.

Bologna(4-3-2-1): Agliardi, Garics, Antonsson, Portanova, Cherubin, Taider, Perez, Khrin, Kone, Diamanti, Gilardino.

Il Palermo cade a Bologna. Adesso la corsa alla salvezza si fa sempre più in salita

Il Palermo ha inventato un nuovo ballo: il passo del gambero. In cosa consiste? Nel seguire il ritmo della partita andando rigorosamente all’indietro dopo un piccolo passo avanti. Scherzi a parte, la squadra vista ieri pomeriggio sul campo del Bologna è sembrata una versione profondamente involuta di quella che solo 7 giorni prima aveva battuto la Sampdoria con una prestazione quantomento convincente. Contrariamente a quanto ci si potesse attendere, il Palermo non è riuscito a tenere il campo per colpa di un atteggiamente non presuntuoso, ma rinunciatario. Fino al primo gol di Gilardino (a proposito: guai a dire che sia un attaccante finito) la formazione rosanero era riuscita a proporsi bene in avanti, salvo poi scontrarsi con la muraglia issata da Stefano Pioli al limite dell’area di rigore. I piccoli avanti rosa non sono riusciti a incunearsi tra le maglie bolognesi, brave a compattarsi in difesa e ripartire sugli esterni con Morleo e Garicis, o per vie centrali con quell’Alessandro Diamanti che tra le linee è stato un cliente scomodo sia per il centrocampo che per la difesa siciliana.

Dopo l’1-0 del Bologna, in area del Palermo è andato in scena un giorno di ordinaria follia. Sul finire del primo tempo Massimo Donati, che non essendo un difensore puro si era già lasciato scappare Gilardino in occasione del gol, ha deciso di ripetersi con un intervento pallavolistico che l’arbitro Valeri non ha potuto far altro che punire con un calcio di rigore, trasformato da Gabbiadini. Pessima giornata, quella dell’ex centrocampista di Bari e Atalanta, tanto prezioso in fase di costruzione quanto disastroso, ieri, quando ha dovuto svolgere i compiti dei difensore centrale. Ma non è proprio il caso di crocifiggerlo: il Palermo ha bisogno di Donati come il pane, e ne ha bisogno lì, in mezzo alla difesa, dove può sopperire alle carenze qualitative del centrocampo.

Chi si aspettava una reazione del Palermo dopo l’intervallo è rimasto deluso. Gasperini ne avrà cantate eccome ai suoi, ma l’effetto sortito non è stato dei migliori. Dopo soli 60” di gioco, Donati (ancora lui) non si capisce con Ujkani che si trova costretto ad abbattere Gilardino. Si può stare ore e ore a disquisire sull’eventuale chiamata della palla da parte dell’estremo difensore albanese, ma l’effetto è comunque lo stesso: cartellino rosso e altro rigore per il Bologna, trasfmoramato stavolta da Diamanti. Dopo il 3-0 cala il sipario sulla partita. Gasperini sa di non poterla più riprendere e inizia a pensare al derby, sostituendo prima Brienza con Labrin, e poi Ilicic con Viola. Le espulsioni di Barreto per
doppia ammonizione e dello stesso Labrin per un fallaccio su Morleo da rosso diretto sono solo altri due acuti di una partita da dimenticare, in un campionato forse da dimenticare per il Palermo, a meno che non si decida di intervenire tanto e bene sul mercato. La classifica fa paura, ma gli 11 punti preoccupano anche meno di un calendario che vedrà i rosanero impegnati da qui alla fine del girone contro Catania, Juventus, Inter, Fiorentina, Udinese e Parma. In attesa di gennao, quindi, deve essere la mentalità a cambiare. Come ha sottolineato lo stesso Gasperini: “Questa squadra deve pensare solo a salvarsi”. E non tutti lo hanno capito.

Bologna tappa per rinascere’? Il Gila ci crede

Presentazione ufficiale con lamaglia rossoblù oggi per la ex punta del Genoa Alberto Gilardino, che sulla soglia dei 30 anni fissa nella città felsinea il punto di ripartenza della sua carriera.
Si vede simile nella scelta ai grandi campioni che lo hanno preceduto qui negli anni passati: Baggio, Signori e Di Vaio,  “sono giocatori diversi da me, ma spero possa nascere qualcosa di bello in questa nuova sfida”, dice presentandosi. Con la maglia numero 10 per la prima volta in carriera, chiarisce subito di “non essere venuto qui per servire i gol, ma per farli”. Lui che in carriera ne ha segnati 146, terzo goleador in attività dietro Totti e Di Natale.

Intanto a Bologna è nata la sua terza figlia e punta a far dimenticare Ramirez, partito direzione Premier League; e tornare a segnare ripetendo quel suo gesto d’esultanza il violino “mi è sempre rimasto dentro e vorrei tornare a farlo”.

Infine,spazio anche per un sogno, rivestire la maglia della Nazionale magari giocando insieme al suo nuovo capitano Diamanti: “Ora penso a far bene qua. Poi, chissà… mi piacerebbe anche fare solo una partita, in attacco con Alessandro”.

Cecchi Paone afferma:un giocatore dell’Italia ha avuto una relazione con me


In serata avevamo ascoltato le dichiarazioni di Antonio Cassano nella conferenza stampa, riguardante il tema dell’omosessualità nel calcio e più precisamente nell’ambito del gruppo azzurro. ma il tutto era nato da alcune frasi dette da Alessandro Cecchi Paone, noto conduttore televisivo, al programma radiofonico La Zanzara su Radio 24 , emittente del gruppo Il Sole 24 Ore.

«Ho avuto una relazione con uno di questa nazionale, e lui mi ha detto chi è l’altro, per questo so che sono due». «Prandelli certo che lo sa chi sono gli omosessuali – continua Cecchi Paone – I tre metrosexual sono Giovinco, Montolivo e Abate. È anche un complimento».

Sul commento di Cassano che li ha definiti dei «froci», Cecchi Paone replica a Radio 24: «Siano orgogliosi di dirlo e tranquillizzino Cassano. Cassano venga a pranzo con me che gli spiego che non c’è nessun danno ad avere un gay in squadra».

La notte delle lacrime e dei sorrisi (terza parte)


Passiamo in rassegna le squadre mancanti della serie A appena terminata.
Giovinco a Parma è esploso come uomo squadra e realizzatore. la ex casa madre lo aspetta (?) per palcoscenici più elevati; la stagione dei gialloblù è però vissuta sul filo del rasoio fino alle ultime partite, poi un filotto di vittorie l’ha portata tranquillamente a metà classifica, per Donadoni una bella conferma.

Il Cagliari è stata la solita squadra di ogni anno, gioca bene, fa punti e poi molla gli ormeggi, sull’isola si aspetterebbero qualcosa in più, magari fosse solo lo stadio andrebbe anche bene. Diamanti a Bologna ha trovato la sua dimensione come giocatore, l’occasione della nazionale potrebbe farlo esplodere definitvamente, visto che il suo talento ha deciso molte partite dei rossoblù; Pioli, dopo il mese negativo a Palermo, ha preso in mano la squadra ed ha mostrato un buon calcio, che lo aspetti un progetto altrove ora?

Il Genoa ha vissuto una delle annate più drammatiche; la presa di potere dei tifosi a Marassi, oltre ad essere una delle pagine più nere del calcio italiano, è un pugno allo stomaco per i genoani, e la salvezza guadagnata più per crolli di altri è un brodino caldo.

Vediamo ora le tre retrocesse nella cadetteria. Il Lecce è crollato proprio sul finale, quando sembrava possibile il miracolo grazie ad un Cosmi che si merita un posto fisso nei clubs di serie A per il carisma dimostrato ancora una volta. Muriel e Quadrado partiranno sicuramente per fare le gioie di altre squadre e divertire ancora mentre la società appare in grossa crisi economica, aspettando anche eventuali sentenze di Scommessopoli.

Il Novara è stato una ventata di allegria ed un gradito ritorno dopo 55 anni; al Silvio Piola il terreno sintetico e lo stadio all’inglese è stato un esperimento perfettamente riuscito. La società è stata sempre con i piedi per terra, ha provato anche a riproporre un mister come Mondonico che mancava all’ambiente, purtroppo il tentativo è fallito per lo scarso valore tecnico della squadra.

Infine il Cesena, flop completo, sia a livello societario, sia a livello tecnico. Il mercato ha finito per svuotare le casse ed appensantire i bilanci, la squadra non ha mai dato l’impressione di poter crederci e Mutu ha probabilmente messo fine alla sua carriera con una stagione deludente. Beretta sinceramente non poteva fare nulla di più.

Serie A: gli squalificati. Due turni a Matuzalem. Mano pesante sul Palermo

Matuzalem fermato per 2 giornate dal giudice sportivo

Il giudice sportivo ha reso note le squalifiche in serie A dopo il 27° turno.

Mano pesante contro il laziale Matuzalem reo di avere colpito un calciatore con una manata al volto Alessandro Diamanti durante il match di domenica sera contro il Bologna: il calciatore starà fermo per 2 turni.

Altri cinque invece i giocatori squalificati per una giornata: Ceccarelli (Cesena), Gonzalez (Lazio), Barreto, Miccoli e Pisano (Palermo).