Primi effetti dopo la baruffa in tribuna d’onore a Firenze

La contestazione pesante rivolta ad Adriano Galliani in tribuna domenica scorsa a Firenze ha portato alle prime condanne.  Sono stati infatti emanati provvedimenti di divieto di’ingresso allo stadio verso 4 tifosi viola. Due dei destinatari, oltre alla denuncia, sono stati deferiti per 3 anni e per altri 2 per un anno. I destinatari del Daspo triennale sono due fiorentini di 50 e 52 anni: il primo per aver lanciato oggetti verso il numero uno rossonero mentre abbandonava la tribuna delle autorità e il secondo per aver scavalcato il muretto che divide la tribuna dal palco autorità.

Gli altri due provvedimenti sono invece per un 44enne fiorentino, che ha tentato di scavalcare il muretto della tribuna autorità e un settantaduenne, sempre di Firenze, che ha cercato di raggiungere l’ad rossonero ed è stato fermato dall’intervento di un poliziotto.

Puniti con DASPO i responsabili dell’assalto al pub contro i tifosi del Tottenham

Sono otto i provvedimenti di Daspo notificati dal Questore di Roma Fulvio della Rocca ai responsabili dell’aggressione avvenuta il 22 novembre scorso al pub “Drunken ship” di Piazza Campo dei Fiori dove si trovavano alcuni supporter del Tottenham in occasione del match di Europa League. Gli otto tifosi laziali, due dei quali già in carcere, erano stati identificati dalla Digos.

Le motivazioni del provvedimento, per tutti, sono da imputare al fatto che l’aggressione è stata eseguita con premeditazione e con l’uso di armi, tirapugni, mazze ferrate, bastoni e bottiglie. Si è inoltre ritenuto che l’utilizzo di fumogeni e gas asfissianti, da parte dei responsabili, sia stata premeditata per facilitare l’azione e la neutralizzazione delle vittime. “Le aggravanti contestate sono quelle di aver usato violenza alle persone presenti all’interno del locale e di aver agito in circostanze di tempo (notte) volte ad ostacolare la pubblica e privata difesa”.

Insulti a Morosini: la citta’ di Verona si costituirà parte civile contro i tifosi

Non si è ancora placata l’ondata di indignazione che ha invaso l’intero mondo del calcio dopo l’incredibile ed inaccettabile oltraggio perpetrato da alcuni pseudo tifosi del Verona (o forse sarebbe meglio definirli trogloditi) alla memoria del giocatore PierMario Morosini, deceduto in campo durante la partita Pescara-Livorno dello scorso campionato.

La società Verona ha preso immediatamente le distanze dal gruppo di beceri scalmanati che, stando alle dichiarazioni della digos, sarebbe già stato individuato e per i quali starebbero per scattare le inevitabili sanzioni previste dalla giustizia ordinaria.
Il Daspo, ossia il provvedimento che vieta l’accesso temporaneo alle manifestazioni sportive in questi casi è praticamente scontato, ma non si esclude che gli stessi possano essere colpiti in maniera ancor più pesante.

Colpa, o merito, della Figc che ha chiesto “provvedimenti esemplari” per sradicare e isolare episodi simili. Da segnalare le dichiarazioni del capitano del Livorno, Andrea Luci che avrebbe addirittura chiesto la radiazione della squadra scaligera.

Decisamente forte anche la presa di posizione del sindaco di Verona, Flavio Tosi, che ha etichettato come assolutamente inammissibile l’offesa alla memoria di sabato scorso. Il sindaco ha anche annunciato che la Giunta si costituirà parte civile contro i tifosi veronesi protagonisti degli insulti.

 

Preziosi in tribuna!! Di cartone

Colpito da Daspo della durata di sei mesi in seguito alla condanna per la combine Genoa – Venezia del 2005, che fu sanzionato con la retrocessione in Lega Pro del club del Grifone, il presidente Enrico Preziosi è stato posizionato oggi allo stadio Marassi sotto forma di cartonato a dimensione naturale.

Il presidente rossoblù aveva affermato: “Ho sempre rispettato le leggi, ma trovo paradossale che a distanza di tanti anni ora non possa andare allo stadio perché sono ritenuto un soggetto pericoloso. Forse sono un personaggio scomodo”.

Purtroppo il tentativo di scaramanzia non ha portato bene ai suoi ragazzi, si vedrà se riproporlo nel corso della stagione.

Chiuso per squalifica. Per colpa di chi?


Dopo i fatti di domenica , arriva la mazzata, oltrechè tecnica (via Malesani, dentro De Canio), anche giudiziaria. Il Giudice sportivo Gianpaolo Tosel ha sanzionato la società rossoblù, disponendo la chiusura al pubblico dello stadio Marassi per i due prossimi incontri del Genoa, evitando per ora la penalizzazione in classifica.

Inoltre potrebbero scattare anche le limitazioni per le partite in trasferta, quindi quella di domani sera contro il Milan, poi quella di Bologna ed infine Udine. A questo si aggiungono undici Daspo (per cinque anni), provvedimenti già firmati dal Questore di Genova.
Al vaglio poi della Procura federale sono le motivazioni per cui il capitano del Genoa Marco Rossi è stato costretto a consegnare le maglie dei suoi compagni agli ultras.

Da domenica sera è stato un rimpallarsi le responsabilità fra Forze dell’Ordine e società che deve essere necessariamente chiarito. A tal proposito il Consiglio Federale di venerdì avrà in calendario il caso Genoa-Siena, con il Presidente Abete che annuncia una lotta senza confini all’omertà. 
Damiano Tommasi, presidente dell’Aic, parla di episodio gravissimo ed inaccettabile e che lui non avrebbe mai tolto la maglia, anche se bisogna chiedersi perchè sia successo.

Oggi siamo alle parole, ma stasera il campionato già riprende con gli anticipi Cagliari – Catania ed Atalanta – Chievo e domani le altre otto partite, si sentiranno i primi effetti?