Estonia 1996, la maglia più breve della storia

La maglia da portiere con vita più breve: sarebbe dovuta essere stata indossata dall’estremo difensore dell’Estonia in occasione del match di qualificazione a Francia 98 contro la Scozia, partita che terminò dopo appena tre secondi.

IL RETROSCENA

Il giorno precedente la partita, in programma per il 9 ottobre 1996, la squadra scozzese si allenò sul terreno di gioco di Tallinn presso il Kadrioru Stadium, ritenendo insufficiente l’illuminazione del campo, poiché l’incontro avrebbe dovuto iniziare alle ore 18.45 Ora Locale. La protesta fu inoltrata in maniera ufficiale alla FIFA che prese in considerazione la cosa e ritenne opportuno anticipare alle ore 15.00 locali. La squadra di casa non approvò per nulla la decisione.

Il giorno della partita l’arbitro Miroslav Radoman accompagnò la Scozia sul prato, unica squadra presente. Dopo aver dato il fischio d’inizio, Billy Dodds diede il calcio d’avvio in direzione del capitano John Collins e subito tre secondi dopo Radoman fischiò la fine, rimandando gli scozzesi nello spogliatoio. L’Estonia si presentò al campo per l’orario previsto dell’incontro, perseguitando nella sua forma di protesta.

Ovviamente la federazione scozzese si aspettava la vittoria a tavolino per 3-0 che però non le fu assegnata: la FIFA  decise di ripetere l’incontro, stavolta in campo neutro a Monaco allo Stadio Louis II. L’incontro fu giocato l’11 febbraio 1997 e terminò a reti inviolate. La Scozia riuscì comunque a qualificarsi per l’edizione dei mondiali francesi in virtù di miglior seconda fra tutti i gironi di qualificazione, a danno dell’Italia che dovette disputare il play-off contro la Russia. Nel match d’andata, giocato a Mosca sotto la neve e terminato 1-1, esordì con la maglia della nazionale un certo Gigi Buffon

 

La curiosa storia dell’ Eintracht Braunschweig

Si preannuncia un match di Coppa di Germania a senso unico quello in programma stasera all’Allianz Arena fra Bayern Monaco e Eintracht Braunschweig, squadra della Bassa Sassonia che milita nella serie B tedesca, attualmente al sesto posto. Ma la storia interessante riguarda il club ospite, con i colori giallo-blu: infatti l’Eintracht (in tedesco significa concordia) può essere considerato il primo club in assoluto ad apporre uno sponsor sulle proprie diviso da gioco.  Il marchio era quello del noto  liquore Jägermeister, che nel 1972, dopo un accordo economico stimato in 100mila marchi fra i due presidenti del club e dell’azienda, fu apposto sulle divise da gioco. Addirittura il consiglio d’amministrazione della squadra votò a maggioranza per modificare lo stemma sociale, passando dal leone rosso al cervo Hubertus.

Tuttavia le cose sembrarono non filare lisce il giorno prescelto per la presenza del marchio sulle maglie: il 24 marzo 1973, nella gara contro lo Schalke 04, il simbolo che appariva era più grande di 4 cm del consentito (14 cm) per i loghi societari dalla Federazione tedesca. Ma il direttore di gara, dopo un’esitazione iniziale, consentì l’utilizzo delle casacche facendo si che l’Eintracht Braunschweig diventasse la prima squadra a prevedere una sponsorizzazione sulle maglie.

 

Sangria gratis per i tifosi del Villareal domani vs il Barcellona

Sconfitto all’andata per 3-1 dal Barcellona nella semifinale d’andata di Coppa del Re, il Villareal crede alla “remuntada” che porterebbe  la banda del “sottomarino giallo” alla sua prima finale nella storia del club della competizione iberica.

Ed allora uno dei gruppi della tifoseria più calda, La Agrupació de Penyes ha creato l‘hashtag’ #SíSePuede, con il quale intende sensibilizzare i tifosi alla presenza allo stadio. E per celebrare l’evento storico, tutti quei tifosi che si presenteranno domani a partire dalle ore 18.00 nei pressi del Madrigal vestiti di giallo, sarà offerto un bicchiere di sangria. La dirigenza del club non prevede il tutto esaurito, ma ci si avvicinerà di molto ai 25.000 spettatori, capienza massima della casa del Villareal.

 

Le pettinature più brutte dei calciatori

Sarà merito o colpa della moda o della giovane età che porta i calciatori a cercare lo stile più appariscente: per ragazzi atletici, famosi e ricchi lo stile non è un optional e permette di creare un personaggio anche fuori dal rettangolo verde. Ecco che allora in questa raccolta di immagini potrete trovare anche il vostro campione preferito, ma solo se ha saputo distinguersi per il look dei capelli!!

 

 

Tanti auguri Teo: 70 candeline per Teocoli

Teo Teocoli, attore comico, compie oggi 70 anni essendo nato il 25 febbraio 1945 a Taranto. Iscritto all’anagrafe con il nome di battesimo Antonio, è legato al mondo del calcio per le famose parodie di personaggi come Galliani, Daniel Fonseca, Cesare Maldini, Carlo Mazzone e tanti altri.
E’ nel programma Mai dire Goal (1992-1995) che il calcio viene rivissuto e sdrammatizzato il lunedì sera grazie alle sue interpretazioni, fra cui quella storica di Felice Caccamo, un giornalista sportivo napoletano che ha come miti Ferlaino, Pesaola e Bruscolotti.

Tifoso del Milan dall’età di 10 anni (per sua ammissione), a cui ha dedicato il personaggio di Peo Pericoli, dopo la presenza fissa alla Domenica Sportiva a metà degli anni Duemila per qualche stagione, si sta dedicando negli ultimi quasi esclusivamente al teatro anche se, nell’intervista odierna concessa a Repubblica per festeggiare l’anniversario, ha dichiarato con un certo sarcasmo che l’età non gli pesa affatto in quanto “Il lavoro mi tiene in forma. Se solo sapessi che lavoro faccio…”.

 

Prende il posto del portiere espulso e para rigore al 93°!

Incredibile cosa può riservare il calcio in pochi secondi: dalla disperazione per un rigore assegnato contro la propria squadra, rimanendo in dieci causa l’espulsione del portiere e dover scegliere un compagno da mandare fra i pali per prenderne il posto. Tuttavia l’emozione non pare aver colto il giocatore visto che, muovendosi con destrezza lungo la linea bianca, ipnotizza l’avversario e distendendosi, va a prendere il più difficile dei palloni nell’angolo basso. Poi la corsa sfrenata verso la tribuna e forse, in direzione dei una fidanzata o moglie da abbracciare. Top!

Messi all’asta: 400.000 euro il suo valore!

Domani Lionel Messi sarà messo in vendita a Londra dalla casa di aste inglesi “‘Sotheby’s”. Ovviamente non stiamo parlando del’asso argentino, ma dell’opera dell’artista giapponese Takashi Murakami che ha realizzato il quadro “Lionel Messi ed un universo di fiori”. L’opera è inserita nell’iniziativa benefica “1 in 11”, il cui obbiettivo è raccogliere fondi da destinare all’educazione scolastica dei bambini in Bangladesh, Indonesia e Nepal.

Secondo gli operatori di Sotheby’s, l’opera ha un valore stimato fra i 270mila e i 400mila euro circa.

Quando Boniperti regalò un righello a Dino Viola

Nella settimana dei centimetri e delle righe, torna alla mente un episodio analogo, che a distanza di più di 30 anni fa arrabbiare ancora tanti sportivi romanisti. Il 10 maggio 1981 infatti, allo stadio Comunale di Torino, andò in scena il match decisivo per il campionato fra Juventus e Roma, separate in classifica da un solo punto a vantaggio dei bianconeri.

La partita corse sempre sul filo della tensione, con risse fra giocatori e pochi tiri in porta, tanto che il direttore di gara Luigi Bergamo (diventato poi designatore) espulse Furino al 17° della ripresa per doppia ammonizione. Ma il momento clou della gara arrivò al 75°, quando su cross di Bruno Conti, Pruzzo colpì di testa in direzione di Turone che inzuccò alle spalle di Zoff. L’arbitro convalidò senza esitazioni , ma il suo guardalinee Sancini alzò la bandierina a segnalare la posizione irregolare del difensore giallorosso, tanto che Bergamo annullò il goal.

Il caso volle che quella domenica, a causa di uno sciopero, erano poche le telecamere Rai a lavorare ed in soccorso degli amanti della moviola e dei tanti appassionati, il giornalista Gianfranco De Laurentiis, grazie all’elaborazione al computer con un sistema chiamato Telebeam, affermò che il giocatore era in posizione irregolare di soli 10 centimetri, confermando l’operato dell’arbitro.

Alla fine del torneo la Juventus si aggiudicò il 19° scudetto con due punti di vantaggio sulla Roma e a dimostrazione dei toni stemperati dell’epoca, il presidente romanista l’ingegner Dino Viola dichiarò: “Questione di centimetri”. In risposta all’ironica affermazione, il suo collega juventino Giampiero Boniperti fece recapitare allo stesso Viola un righello di plastica, che fu respinto al mittente con la frase: “Serve più a un geometra come lei che a un ingegnere come me”.

 

IL TABELLINO

Torino, 10 maggio 1981

JUVENTUS-ROMA 0-0                                                                                                 JUVENTUS: Zoff; Cuccureddu, Cabrini; Furino, Gentile, Scirea; Marocchino (Verza 36′ s.t.), Prandelli, Causio, Brady, Fanna. All. Trapattoni.                                                         ROMA: Tancredi; Spinosi, Maggiora; Turone, Falcao, Bonetti; Conti, Di Bartolomei, Pruzzo, Ancelotti, Scarnecchia. All. Liedholm.

ARBITRO: Bergamo di Livorno.NOTE: ammoniti Marocchino, Scarnecchia, Turone, Conti, Fanna, Falcao, Pruzzo. Espulso Furino per doppia amm.

Akinfenwa, bomber da 100 chili, il più seguito sui social!

Salito agli onori della cronaca lo scorso agosto, quando con il suo Wimbledon giocò un’amichevole contro  il Chelsea di Mourinho, Adebayo Akinfenwa è attualmente il calciatore con più seguito sui social, esclusi i top player della Premier League.

Con più di 139.000 follower su twitter (@daRealAAkinfenwa), la sua fama è aumentata notevolmente nella serata del match di FA Cup contro il Liverpool del 5 gennaio scorso, quando il suo goal permise il pareggio temporaneo contro i Reds. Ben 39.000 erano dedicati a The Beast (La Bestia), questo il suo nick mentre l’ hashtag #Beast- Mode divenne addirittura il terzo più popolare in Inghilterra.

102 chili di peso distribuiti su 180 cm di altezza, Akinfenwa ha già realizzato 9 reti in 19 presenze nel campionato di League Two, portando il bilancio complessivo a 160 reti in una carriera che lo ha visto cambiare ben 12 maglie fra cui Millwall, Swansea City e Northampton Town, potendo vantare anche due presenze nei preliminari di Champions League nel lontano 2003 quando vestiva la casacca del Barry Town, squadra gallese.