L’ex Lazio Mendieta si da alla musica: una carriera come DJ

Il soprannome che ricevette al momento del suo arrivo all’ombra del Colosseo non si rivelò come uno dei più felici, Mister 90 miliardi  in arte Gaizka Mendieta si rivelò un clamoroso flop della gestione Cragnotti. Arrivato nell’estate 2001 in sostituzione di un certo Pavel Nedved, non lasciò alcuna traccia negli annali biancocelesti, con 20 presenza e nessun goal nella stagione 2001-02.

Da li il ritorno in Spagna al Barcellona per una sola stagione e poi il trasferimento in Inghilterra al Middlesbrough dove chiuse la carriera nel 2008. Ora i palcoscenici non sono più i campi verdi degli stadi ma le consolle dei club più cool dove opera come DJ nei locali di Londra… Nome d’arte DJ Mendieta

La Lazio alza il primo trofeo europeo della sua storia


Il 19 maggio rimarrà negli annali del calcio europeo come la data della disputa dell’ultima finale della Coppe delle Coppe. Per il calcio italiano verrà ricordato anche come il giorno in cui la Lazio, allora di Cragnotti, trionfò per la prima volta in una competizione continentale.

All’ultimo atto i biancocelesti affrontarono gli spagnoli del Maiorca, addirittura alla prima partecipazione assoluta ad un torneo per clubs. Entrambe le compagini arrivavano imbattute a disputarsi un torneo che vide nel corso degli anni diverse squadre italiane conquistarlo: la Fiorentina nella prima edizione nel 60/61, poi via via Milan (due volte), Juventus, Sampdoria, Parma ed infine appunto i biancocelesti.

La sfida si disputò sul terreno del Villa Park di Birmingham; sulle rispettive panchine si sedevano Sven Goran Eriksson ed una futura conoscenza del calcio italiano, Hector Cuper. La Lazio partì forte portandosi dopo pochi minuti in vantaggio con un colpo di testa classico dell’ariete Bobo Vieri, allora rientrato in Italia dopo l’esperienza spagnola all’Atletico Madrid. Il vantaggio durò però poco perchè gli iberici raggiunsero il pareggio con Dani. Lo scoramento sembrò prendere il sopravvento nei laziali e ci volle all’80° una prodezza di Nedved che, su un pallone vagante al limite dell’area nato da un rimpallo grazie al solito Vieri, seppe trovare il varco giusto per dare alla Lazio il primo trofeo europeo della sua storia allora pari a 99 anni.
Gli ultimi minuti vennero trascorsi in trincea, con i 15.000 biancocelesti accorsi in Inghilterra che trannero più volte il fiato , ma al 90° la gioia fu incontenibile.

La Gazzetta dello Sport titolò il giorno seguente: “Sei proprio forte, Lazio! Vieri di testa e capolavoro di Nedved: conquistata la prima coppa europea. La Lazio vince perchè è più forte e sa superare i momenti difficili. Dopo qualche giorno la Lazio, impegnata nel duello di campionato con il Milan, assaggiò invece l’amaro della sconfitta, subendo in classifica una rimonta pazzesca degli uomini di Zaccheroni e finendo al secondo posto.
Si prenderanno una rivincita l’anno seguente quando invece la rimonta fu effettuata ai danni della Juventus, ed arrivò così sule sponde del Tevere biancazzurro il secondo tricolore.