Malagò: Bravo Rocchi a chiedere scusa

Il numero uno del CONI Giovanni Malagò ha apprezzato le parole di “scusa” dell’arbitro Rocchi in merito al big match Juventus – Roma. Il direttore di gara fiorentino aveva rilasciato un’intervista nel corso dell’ultima puntata de “Il Processo del Lunedì in cui dichiarava :”Dispiace che la mia prestazione non sia stata ottimale, da questo punto di vista potevo fare meglio”.

A queste parole hanno fatto seguito oggi quelle di Malagò che, a margine del consiglio dei ministri europei dello sport alla Farnesina si è complimentato per l’onestà intellettuale: “Complimenti a Rocchi per le sue dichiarazioni, gli fanno veramente molto onore. Gli arbitri che hanno riconosciuto delle responsabilità su alcune decisioni negli ultimi trent’anni sono stati quattro-cinque, e ho la sensazione che gli sbagli siano stati un po’ più di quattro o cinque… E poi ha concluso facendo i complimenti a Pallotta, che è la cosa che ho detto io subito dopo la partita”.

Malagò: cambiamo la tessera del tifoso

Il numero uno del CONI Malagò, intervenuto nel corso del convegno “Giochi di squadra. Un cantiere aperto per un calcio migliore” ha lanciato un paio di ipotesi per prevenire la violenza negli stadi. Pubblicata sulla rivista Polizia moderna, il mensile della polizia, Malagò ha dichiarato:”Penso che la tessera del tifoso abbia fatto il suo tempo. Occorre rivisitare completamente i rapporti tra calcio e tifosi”, e sempre in maniera critica , ha aggiunto:  “La tessera identifica, il vero problema però non verte sulla schedatura. Credo non sia possibile accettare che per colpa di poche persone ci sia una forte penalizzazione, in termini di complessità procedurali e burocratiche, a danno di un’intera comunità. Servono stadi nuovi e regole nuove. Le forze dell’ordine devono essere in condizione di agire nell’immediato, dentro lo stesso impianto, come avviene in Inghilterra. Con le nuove strutture attraverso un sistema avanzato di controllo tecnologico, si possono identificare gli autori di atti violenti, che vengono poi trasferiti in un luogo all’interno dello stadio dove vengono trattenuti in attesa del processo per direttissima, che si celebra entro due giorni dall’accaduto. E, in caso di conferma delle accuse, scatta la condanna per due anni, l’automatico divieto di accesso agli impianti e la perdita del posto di lavoro”.

Presidente CONI Malagò: Curve come la mafia

In un’intervista concessa a Tuttosport, il numero uno del massimo organismo sportivo italiano, Giovanni Malagò , ha voluto sottolineare l’aspetto negativo delle curve degli stadi italiani chiusi per episodi di cori razzisti: «Questi provvedimenti sono un danno alle società e ai tifosi per bene, ma tutti si devono mettere insieme per isolare coloro che fanno fare brutta figura al mondo dello sport italiano. Per colpire pochi, pagano tutti e questo non va bene, ma è un po’ come il discorso che riguarda i problemi di mafia o camorra: se a un certo momento la gente accetta passivamente lo stato delle cose, automaticamente con questo nuovo sistema è come se diventasse complice. Siamo in una fase di tolleranza zero».

Anche Malagò appoggia Pozzo per il nuovo stadio di Udine

Parole confortanti sono giunte in mattinata dal numero uno del CONI Giovanni Malagò che ha espresso solidarietà ed appoggio alla famiglia Pozzo impegnata nel progetto di ristrutturazione dello stadio Friuli.

“Non ci può essere nessun futuro dello sport in Italia senza territorio, società, associazioni sportive, dirigenti e imprenditori che investono e senza impianti soprattutto. Le nostre case sono gli stadi, i palazzetti, le palestre. Presidente dell’Udinese Pozzo, sono con te al 100%. So cosa significano questi progetti. Ero molto indignato di quello che è successo nella passata legislatura, per la legge sugli stadi, che in realtà era la legge sugli impianti. Sono un nemico assoluto della burocrazia legata a questo tipo di sviluppo, nel rispetto delle regole, ovviamente”, la dichiarazione di Malagò.

Malagò: De Laurentiis ha idee innovative

Intervistato dal quotidiano partenopeo Il Mattino, alla vigilia di un match importante per gli azzurri in chiave Champions, il presidente del CONI Malagò ha voluto parlare del pari ruolo del Napoli, ovvero l’effervescente Aurelio De Laurentiis: « Il Napoli ha lavorato bene negli anni e la partita di domani sera sarà importantissima per la qualificazione in Champions. De Laurentiis? L’ho sentito, sta rientrando dall’estero per assistere al match contro il Milan, sono d’accordo con lui: abbiamo le stesse idee e ci adopereremo per riformare lo sport. Mi auguro che entro dicembre sia possibile annunciare la legge sugli stadi. Diamoci da fare, De Laurentiis ha competenza e idee chiare ».

Il Presidente del CONI dice basta ai biglietti gratis

Giovanni Malagò, nuovo presidente del CONI da circa un mese, intende dare una ventata seria di cambiamento ed attacca uno dei favoritismi più sgraditi, ovvero l’elargizione a pioggia degli ingressi omaggi per la tribuna dello stadio Olimpico, di proprietà del massimo organismo sportivo italiano.

Ed il comunicato con cui rende pubblica la decisione è molto secco: “al fine di evitare strumentalizzazioni su favori e privilegi riservati ai Parlamentari della Repubblica.Il Coni comunica che, al fine di evitare strumentalizzazioni su favori e privilegi riservati ai Parlamentari della Repubblica, ha deciso di non rilasciare più la concessione della tessera riservata ad onorevoli e senatori per l’accesso alle manifestazioni sportive che si svolgono sul territorio nazionale”.

Cellino ricorre al Coni contro lo 0-3

Non molla la presa il presidente del Cagliari Massimo Cellino di fronte allo 0-3 inflitto a tavolino per quanto concerne la sfida non disputata contro la Roma dello scorso 23 settembre. Il club sardo ha infatti deciso di inoltrare un nuovo ricorso, stavolta all’Alta Corte di Giustizia del Coni per chiedere l’annullamento della sentenza della Federcalcio e fare in modo che le due squadre possano affrontarsi sul campo.

Legge sugli stadi? Una speranza per Petrucci

Nel corso di un’intervista che il Presidente del CONI Gianni Petrucci, in scadenza di mandato, ha concesso all’emittente Sky Sport, è tornato con vigore sul tema stadi, la cui giace in Parlamento ferma ormai da parecchi anni: “So benissimo che oggi ci sono tanti problemi importanti ma spero che i politici ci aiutino e ci diano una mano perché i nostri impianti sono troppo indietro rispetto al resto d’Europa. Spero che prima della fine della legislatura il governo possa darci davvero una mano con al legge sugli stadi e aiutarci a farla passare, per il bene del calcio e dei tifosi appassionati di questo sport.”

Dopo il Colosseo, l’Arena per la Roma


Fin dal suo arrivo a Roma, il nuovo presidente a stelle e striscie aveva puntato l’obbiettivo sulla costruzione di uno stadio di proprietà , come da tradizione negli sport americani. Thomas Di Benedetto voleva e vuole un luogo, un’Arena come si è soliti dire  in questi casi, dove il popolo romanista e non possa recarsi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per fare shopping, andare al cinema, portare i figli in un parco divertimenti e da ultimo assistere ad un incontro di calcio.

Dapprima il Coni, proprietario dell’Olimpico, spaventato dall’ipotesi di poter perdere un consistente affitto annuo, non si era mostrato felice di quest’ipotesi, bensì oggi sia stata firmata la nuova convenzione per altri tre anni con la stessa società capitolina.
Ora, mancando una legge per la costruzione di nuovi stadi, voluta dai Presidenti di Serie A, ferma e poi bloccatasi in Parlamento per mesi, il N°1 giallorosso smuove le acque e passa dalle parole ai fatti.

A darne comunicazione è la stessa società romanista che, attraverso una nota congiunta con l’advisor ‘Cushman & Wakefield’, sottolinea come il processo di individuazione e selezione terrà conto «preferibilmente di aree ubicate all’interno del territorio del Comune di Roma, ma anche di comuni con lo stesso confinanti, di superficie non inferiore a dieci ettari».

Termine ultimo per rispondere all’appello è il 7 maggio, entro giugno si saprà dove sorgerà la nuova casa giallorossa.