Como: Mou manda un messaggio d’auguri al club lariano

Sarà parso un errore di invio all’impiegato del club lariano quando stamattina ha ricevuto un fax a firma Josè Mourinho. Il tecnico portoghese ha infatti voluto inviare personalmente un messaggi di auguri per la prossima stagione al Como da Londra, dalla sede del Chelsea. “Un grande in bocca al lupo per la nuova stagione. Abbraccio a tutti voi”: La vicinanza con la squadra del Lario è dovuta alla permanenza nella città dell’allenatore quando guidava l’Inter. Il presidente Piero Porro, tutta la Società, la squadra e i tifosi ringraziano Josè Mourinho per il graditissimo messaggio.

Zambrotta torna in pista? Per ora si allena con il Como

Gianluca Zambrotta, campione del mondo nella favolosa annata 2006 e svincolato nello scorso mese di giungo, ha ancora fame di calcio. Classe 77, ha iniziato la sua carriera proprio sulle sponde del Lario, essendo nato a Como, e da li ha fatto il salto nel calcio professionistico, rimanendo per tre stagioni  giocando in Serie B e in Serie C1: 48 presenze e 6 gol in tutto.

Come riporta il sito lariosport.it, è stato lo stesso giocatore a contattare la società di viale Sinigaglia per chiedere di potersi allenare ad Orsenigo. La risposta è stata entusiasta: “Fai come se fossi a casa tua…“. Enzo Angiuoni, ex presidente del Como nella recente storia lariana, lo nominò cinque anni fa Presidente onorario.

Negli scorsi mesi si vociferava che potesse raggiungere gli ex compagni di squadra Seedorf , al Botafogo,oppure Gattuso al Sion, ma sulle sponde del lago cominciano a sperare che faccia ritorno a casa.

Talenti scomparsi: che fine hanno fatto? – ultima parte – (video)

 

Nicola Corrent, per la verità, non è scomparso. Sappiamo che veste la maglia della Carrarese (Lega Pro) dove dal 2010 ha disputato 59 gare segnando 5 reti.

E allora perchè parlare proprio di lui, in questa ultima puntata della rubrica?

A nostro avviso, tra i calciatori sin qui riesumati dagli archivi, è quello che meno porta addosso l’odore della naftalina. Ma facciamo un passo indietro.

Nicola, di professione centrocampista, è un classe 1979; cresciuto all’ombra di Milanello, dopo la consueta trafila nelle giovanili viene mandato in prestito al Monza (’98/’99), alla Salernitana (’99/2001) e al Siena (dal gennaio 2001 sino al termine della stagione).

Successivamente viene ceduto a titolo definitivo al Como, con cui conquista e disputa la Serie A, tra il 2001 ed il 2003, segnando una rete alla Lazio; saluta la massima categoria dopo 3 presenze al Modena, per accasarsi alla Ternana, dove resta dal 2005 al 2007.

Dal 2007 al 2009, può coronare il sogno di vestire la maglia della sua squadra del cuore: quella del Verona (Nicola è nato proprio nella città scaligera).

Dopo una sola annata al Lecco (’09/’10) passa alla Carrarese; e siamo tornati all’inizio del nostro excursus riguardante questo atleta. Dicevamo che rispetto a tutti gli altri giocatori di cui abbiamo scritto, Corrent non è un “A.A.A. cercasi” e, parlano i fatti, è risultato essere quello di maggior talento: ha saggiato tutte le categorie professionistiche, permanendo nella massima Serie per più di un anno e, cosa non trascurabile, a tutt’oggi ha un contratto in essere da professionista.

 

Donnarumma come Falcao e Pazzini: anche a Como vale la legge del 3

Alfredo Donnarumma (nella foto con la maglia del Catania, proprietaria del suo cartellino) se lo sarà sentito dire più volte da ieri: “Bravo, sei come Falcao e Pazzini!”

Ovvio che il paragone non regge, ma i numeri sì: il 3 soprattutto dice che con gli altri due più famosi bomber, condivide il record del weekend: hard trick e pallone sotto braccio, firmato da tutti i giocatori, da mettere in bacheca tra i trofei di casa.

Donnarumma milita nel Como (Prima Divisione, Lega Pro), non gioca al Milan o all’Atletico Madrid, ma l’emozione per una tripletta è sempre la stessa; non è cosa di tutti i giorni e, forse, ti viene spontaneo chiederti se sia tutto vero.

Certamente sì: i suoi tre sigilli hanno regolato il San Marino (3-1 il finale) e danno morale ai lariani in questo avvio di stagione.

Lo scorso anno la punta cresciuta a Torre Annunziata era al Gubbio, dove in 23 gare mise a segno 5 goals; c’è da scommettere che la cifra verrà superata presto.

In bocca al lupo!

Il Ds. Gibellini lascia Verona sbattendo la porta


Mediante una conferenza stampa da lui indetta, il d.s. del Verona, Mauro Gibellini, ha il suo addio ai gialloblù. Ecco quanto riportato da tuttohellasverona.it: “Ho sempre creduto alle assicurazioni del presidente riguardo un mio rinnovo contrattuale. Io ho sempre desiderato di rimanere a Verona per riportare l’Hellas in Serie A, purtroppo questo ora non mi e’ possibile. Al mio arrivo dissi che avevo un piano quadriennale per vedere l’Hellas nella massima serie, ci siamo quasi riusciti al secondo anno nonostante qualcuno, per interessi personali, abbia fatto passare la stagione appena passata come un vero e proprio miracolo.

Le strade di Mauro Gibellini e dell’Hellas Verona si separano, una decisione che ho preso da tempo e che sarebbe arrivata anche in caso di Serie A. Il pensiero di ricominciare un altro anno a queste condizioni mi da il voltastomaco. Non e’ possibile portare avanti un progetto con persone verso le quali provo una totale disistima. Il rapporto con Mandorlini? Non e’ esistita nessuna guerra. Qui stiamo parlando di una vittima e di un carnefice. C’è stata una decisione unilaterale da parte sua di togliermi il saluto e di non parlare più con me. Il tutto risale alla preparazione pre campionato. Tutti ricordano poi la canzone cantata da Mandorlini che ha portato una grave conseguenza per la nostra squadra, molte volte poi sono state affisse sulla bacheca degli spogliatoi frasi lesive nei miei confronti. Il giorno dopo la partita casalinga con il Pescara al campo di Sandra’ si e’ messo ad insolentirmi fino al punto di mettermi le mani addosso. Io ho cercato di mediare per il bene del Verona. Una cosa mi e’ rimasta impressa: mi disse che e’ un presuntuoso, cosa che io accosto alla stupidita’ più totale. Nell’arco della stagione mi e’ stato impedito di andare negli spogliatoi, di mangiare con i giocatori e sono continuamente arrivate interferenze in occasione delle sessioni di mercato. Mi riservo perciò il diritto, nel caso ce ne fossero gli estremi, di querelare il tecnico Andrea Mandorlini.

Il futuro? Comunico che con ogni probabilità il mio futuro sarà sul Lago di Como. Mi ha conquistato il progetto e l’entusiasmo degli imprenditori che hanno intenzione di investire nella società. Auguro a Sean Sogliano, uomo che stimo molto, di poter centrare già dall’anno prossimo il traguardo che ci e’ sfuggito quest’anno e spero in un futuro di poter tornare al Verona con un ruolo diverso, magari proprio con Sogliano”.