Bari – Lecce fu truccata? Tifosi risarciti

Il derby di Puglia del maggio 2011, che permise al Lecce con i tre punti strappati al Bari di salvarsi dalla retrocessione in serie B fu truccato. Se la sentenza sul piano sportivo è stata emessa già da tempo, con l’autorete del difensore barese Masiello che è diventata l’icone della corruzione calcistica, sul piano giuridico la sentenza emessa dal giudice del Tribunale di Bari Valeria Spagnoletti ha condannato ad 1 anno e 6 mesi l’ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro, Carlo Quarta e a 9 mesi Marcello Di Lorenzo, ex amico del giocatore.

Ma ciò che fa più notizia è che il giudice ha riconosciuto un indennizzo pari a 400 euro a ciascuno dei 200 tifosi che hanno fatto ricorso, fra cui anche alcuni supporter del Bari,  per il danno da passione subito. Inoltre Semeraro e Quarta sono stati interdetti per sei mesi da qualunque incarico dirigenziale, con il divieto di assistere a manifestazioni sportive.

Il PM di Cremona dichiara: delicata la posizione di Mauri

Roberto Di Martino, pm di Cremona che sta conducendo il filone lombardo dell’inchiesta sul Calcioscommesse e che solo due giorni fa ha avuto un briefing con il procuratore federale Stefano Palazzi nella città lombarda per fare il punto della situazione e probabilmente per ottenere nuova documentazione relativa all’indagine , ha parlato ai microfoni di “Stadio Sprint” su Raidue in merito alla situazione del laziale Mauri.

“La posizione di Conte non è particolarmente compromessa al contrario di quella di Mauri che resta delicata. Si tratta di una persona interessata da un provvedimento di custodia cautelare, che ritengo tuttora fondato”.

La vicenda calcio scommesse non ha lasciato indifferente il pm sotto l’aspetto morale che ha concluso dicendo: “Per molti, non solo per qualcuno, manipolare le partite a fine campionato con le squadre in posizione di classifica non più modificabile costituisce un peccato quasi veniale. E questo è la cosa che più mi sconvolge”.

ULTIMORA: Nessuno sconto per Conte, Lecce in LegaPro

Antonio Conte per i prossimi dieci mesi non potrà seguire la Juventus dalla panchina. La sentenza arrivata pochi minuti fa dalla Corte di Giustizia federale non ha portato a nessuna riduzione per il tecnico campione d’Italia mentre in merito ai giocatori bianconeri Pepe e Bonucci è stato riconfermato il proscioglimento relativo alla partita della stagione 2010-11 Udinese – Bari.

Resta prosciolto Di Vaio e restano i sei mesi per omessa denuncia a Portanova. Il Lecce invece dovrà lasciare la serie B mentre per quanto riguarda l’altra squadra della cadetteria implicata, il Grosseto, si sta ancora discutendo. A margine, la curiosità riguarda Pesoli, il giocatore che è rimasto incatenato per qualche giorno davanti al palazzo della FIGC: tutto confermato, rimangono i tre anni di squalifica.