Brendan Rodgers: giocatore baseball americano confuso su Twitter

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Il mondo del web può portare anche a fare confusione. Dopo il derby di domenica contro l’Everton, finito in parità per 1-1, si è conclusa l’esperienza sulla panchina del Liverpool per il manager Brendan Rodgers. La dirigenza dei Reds, approfittando della pausa per le nazionali, ha optato per un nuovo ciclo, considerando che lla stagione 2015-16 è ancora all’inizio.

Ma a pagarne le conseguenze mediatiche è stato un giocatore di baseball della MLB, l’omonimo Brendan Rodgers, interbase dei Colorado Rockies, una delle 30 squadre professionistiche del passatempo preferito dagli americani. Dopo aver ricevuto circa 13.000 (!) messaggi sul profilo Twitter, il player dal cognome irlandese, ha twittato semplicemente, “Io non sono il manager del Liverpool”, sicuramente infastidito dall’eccessiva pubblicità (non gradita) ricevuta in poche ore.

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Il Liverpool punirà Suarez per la simulazione

I tre anni di Luis Suarez al Liverpool sono fatti di goals e polemiche. Il talento sudamericano infatti è molto legato ad un particolare istrionismo tale che Robbie Fowler ha detto che “il carattere lo condanna a morte prima ancora di calpestare il terreno”. La frase fu pronunciata settimana scorsa prima del match contro lo United, quando Ferguson volteggiò la mano con la quale Suarez si era aiutato per segnare al Mansflield in FA Cup.

Ma la reazione più forte il giocatore l’ha avvertita in casa propria, quando il manager del Liverpool Brendan Rodgers, in merito alla dichiarazione del suo attaccante “Suarez vende. Se Suarez vende ne parlano”, indicando che qualunque suo comportamento serva alla stampa per vendere giornali, non ha aspettato 24 ore per dichiarare che “tali frasi sono inaccettabili. Riconoscere la simulazione di un penalty significa aver saltato la legge del fair play che comandano nel calcio inglese.

L’allenatore nordirlandese ha ricalcato che  “ho parlato con Luis e la cosa si risolverà internamente. La bugia non è una cosa che difendiamo. La nostra etica è la correttezza”.