Borriello: mi trovo bene in questa Roma

Marco Borriello pare essere rigenerato in questa stagione alle dipendenze del francese Raul Garcia. Ai microfoni del canale tematico Roma Channel ha detto dopo la vittoria sul Napoli che lancia la squadra giallorossa: «Mi sono calato nella parte . Ci sono partite in cui la tecnica è meno importante dello spirito. In qualche modo sono stato decisivo, ma lo spirito è stato quello giusto. Ho avuto sempre fiducia in me stesso, sono un giocatore vivo, ma davanti a me ho un signore che si chiama Francesco Totti e possiamo solo applaudirlo. Il mister quando può mi lancia nella mischia e ho risposto bene.»

Palermo: non è solo questione di fiducia

E’ tutta questione di fiducia. Se si dovesse dar retta alle parole di Samir Ujkani, le ragioni della metamorfosi positiva del Palermo sarebbero tutte qui. I giocatori scendono in campo più sicuri, consapevoli delle loro qualità. Insomma, il Palermo gioca a calcio come una squadra vera. Se n’è accorto il Genoa di Luigi De Canio, che ieri sera ha dovuto assistere per larghi tratti al dominio territoriale della squadra di Gian Piero Gasperini, scesa sul terreno di gioco del Marassi con lo stesso piglio mostrato nelle altre due trasferte contro Atalanta e Pescara. A cambiare stavolta è stato il risultato: dopo due sconfitte, i rosa hanno infranto un record negativo che li vedeva a secco lontano dal Barbera da più di 500 minuti, pareggiando 1-1 e conquistando un punto che vale oro.

Mettiamo subito in chiaro una cosa: il risultato rispecchia l’andamento reale della partita. Il rammarico prende il posto della soddisfazione solo quando si pensa alla dinamica del match. Il Palermo, orfano di Brienza e Mantovani, è riuscito a portarsi in vantaggio al 14’ grazie a un’azione ben manovrata e figlia della caparbietà di quegli elementi chiamati a una prova di maturità dopo il 4-1 di domenica scorsa contro il Chievo. Ecco allora che Garcia si cala perfettamente nel ruolo di esterno sinistro di centrocampo andando a recuperare un pallone destinato a terminare sul fondo; ecco allora che Ilicic decide di fare partire un cross disegnato col goniometro per  Giorgi, il quale conferma il suo ottimo momento travestendosi da attaccante di razza e superando Frey con un colpo di testa in avvitamento da applausi.

La partita si sarebbe potuta mettere in discesa per i rosa, ma così non è stato. La squadra di Gasperini decide di gestire il vantaggio arretrando il baricentro e limitandosi a colpire in contropiede. De Canio se ne accorge, e toglie uno spentissimo Tozser per fare entrare Jorquera. Una mossa che si rivela decisiva, perché il Palermo non riesce a prendere subito le misure sul trequartista e inizia a subire le avanzate del Genoa, pericoloso con Immobile, Borriello, Jankovic e… Munoz. No, non è un errore. Il centrale argentino del Palermo ha fatto salire un brivido gelido sulla schiena dei tifosi rosanero con un colpo di testa all’indietro destinato a terminare in porta, senza il riflesso felino di Ujkani bravo a smanacciare in corner. “Avevo chiamato il pallone, ma non ci siamo capiti”, ha spiegato al termine della partita l’estremo difensore albanese. Perché la comunicazione è importante anche in campo, e non solo nei rapporti di coppia.

La ripresa inizia sulla scorta del primo, con un Genoa che cerca – e trova – il gol del pareggio  grazie a Borriello, servito proprio da Jorquera. Un gol propiziato dal mancato intervento di Massimo Donati, un centrocampista reinventato difensore centrale, ma che pur sempre centrocampista è. Succede quindi che l’ex Bari si dimentichi di saltare e contrastare l’attaccante genoano, che solo soletto mette di testa il pallone alle spalle di Ujkani. Un errore che non preoccupa più di tanto il Gasp, secondo il quale “anche un difensore di ruolo può commettere certe ingenuità. Quando si fanno certe scelte ci stanno episodi del genere – ha spiegato al termine del match -. Finora la scelta di spostare Donati in difesa ha portato più vantaggi che svantaggi”. Un pensiero che ci sentiamo di condividere al 100%.

Il resto della partita, seppur gradevole, ha regalato poche emozioni da gol. Il Genoa ci ha provato con qualche iniziativa del rientrante Vargas e del solito Borriello. Il Palermo ha risposto con Hernandez e soprattutto Garcia, al quale Frey ha negato la gioia della rete con un intervento da grande portiere. Ciò che rimane del match è la consapevolezza che il Grifone è una buona squadra, e se riuscirà a trovare un pizzico di cinismo in più potrà dire la sua anche per un posto in Europa League. In casa Palermo, invece, la classifica è ancora critica ma i progressi sono evidenti. Non si tratta solo di fiducia, bensì del lavoro certosino e sapiente di un allenatore-psicologo che conosce il calcio e sa lavorare con i giovani. La Cenerentola del campionato ha tutte le carte in regola per diventare una principessa. Sempre che non svanisca tutto all’ultimo rintocco della mezzanotte.

Buona compleanno Genoa!!!

Stasera  alle ore 21.30 nello stadio Marassi andrà in scena l’amichevole Genoa – Galatasaray (campioni di Turchia) per festeggiare i 119 anni della società rossoblù e sfida valida  per il Trofeo Spagnolo.

Il club nato il Giovedì 7 settembre 1893, al civico numero 10 (interno 4) di via Palestro, fondato da alcuni cosi inglesi, vide la luce con la denominazione Genoa Cricket and Athletic Club. Con l’arrivo a Genova del dottor James Richardson Spensley nel 1896 si incrementò la sezione del football. Nel 1898 in primo campionato d’Italia disputato a Torino. Nel suo palmares spiccano i nove scudetti.

Il match sarà preceduto da uno spettacolo con musica dal vivo, momenti di comicità ed altro ancora per festeggiare il club più antico d’Italia

Calciomercato: Gilardino, Borriello e Toni protagonisti dell’ultimo minuto

Si è ufficialmente chiuso il calciomercato dell’estate 2012.

Un mercato durato oltre 3 mesi che ha riservato, a dir il vero, poche, sorprese dell’ultimo secondo.

Le notizie più importanti della giornata sono sicuramente quelle relative agli attaccanti che si sono accasati in serie A.

Borriello è arrivato al Genoa. Si tratta di un ritorno nella città ligure dove l’attaccante si era comportato molto bene.  Confermato anche il passaggio di Gilardino al Bologna: una piazza ideale per il rilancio del centravanti ex nazionale.

La notizia più clamorosa, però, è quella relativa a Luca Toni che torna a Firenze. Un ritorno sicuramente inaspettato che fa sognare i tifosi viola anche se può apparire come un semplice contentino dopo le delusioni delle ultime giornate.

Saltano tanti affari tra cui il passaggio di Ziegler al Palermo o al Parma, così come quello di Peluso dall’Atalanta alla Juventus.

Valzer di attaccanti: Gilardino verso Bologna….e Borriello torna al Genoa?

Sembrerebbe così: le voci circolate dicono che Marco Borriello , dopo una serie di annate improduttive, sia sulla via del ritorno verso la piazza che lo mise sulla cresta dell’onda, ovvero il Genoa con cui mise a segno ben 19 reti nella stagione di grazia 2007/08.

Infatti il Bel Marco questo pomeriggio non ha disputato l’allenamento con i suoi compagni della Roma a Trigoria ma è volato a Milano per valutare le trattative con il suo agente e che vedevano in vantaggio la Fiorentina. Dopodichè è piombato prepotentemente sul giocatore il club del Grifone interessato a rimpiazzare la partenza verso Bologna del suo bomber attuale, quell’Alberto Gilardino che sta facendo fatica a ritornare ai tempi migliori.

Ma radio mercato non ha ancora ufficializzato nessuna delle due trattative, ma domani, ultimo giorno di mercato, gli attacchi verranno sistemati non senza sorprese.

Mercato Milan: Matri no, Borriello sì?

 

A volte ritornano. O forse no, dipende. Onofrio Di Lernia, giornalista di Telelombardia, è intervenuto a Top Calcio 24 nello spazio dedicato al Milan;  in merito al possibile arrivo alla corte di Allegri di uno tra Borriello e Matri, ha dichiarato: “Probabilmente, per com’è la situazione di Borriello alla Roma, tra lui e Matri è più facile arrivare al romanista. Perchè non rientra nei piani di Zeman, alla fine non è titolare. La Juve per Matri non vuole sentir parlare di prestiti o altro, vuole almeno una quindicina di milioni. Per Borriello, secondo me, il Milan potrebbe chiudere a molto meno. Credo però che l’ambiente rossonero, parlo dei tifosi e non, forse non aspetti con grande favore Borriello. Diverso è il discorso per Matri”.

Entrambi hanno già vestito i colori del Diavolo, partendo dalle giovanili: l’attuale attaccante della Juventus fino al 2007, facendo il suo esordio in Serie A nel 2003, all’indomani della vittoria in Champions proprio contro la vecchia Signora, in un Piacenza-Milan finito 4-2 per i padroni di casa. La punta romanista invece ha peregrinato in lungo e in largo, prima di tornare alla base e lasciare un segno tangibile, nelle stagioni 2008/2009 e 2009/2010.

Cassano alla Roma in cambio di Borriello? Difficile ma non impossibile

Cassano alla Roma, Borriello al Milan.
Quella che circolava ieri pomeriggio come semplice indiscrezione senza alcuna reale conferma viene ripresa oggi dai maggiori quotidiani nazionali sottolineando come  l’ipotesi, quantomeno, è effettivamente sul tavolo delle trattative delle due società.

L’idea potrebbe prendere ora nuovo vigore soprattutto dopo la netta sconfitta incassata nella notte dai rossoneri contro il Real Madrid di mister Mourinho e che ha fatto scattare un ulteriore campanello d’allarme fra i tifosi.

La Roma ufficialmente non ha commentato questa indiscrezione: resta comunque evidente che lo scambio permetterebbe a Zeman di liberarsi di un attaccante poco gradito e che, senza dubbio alcuno, non rientra tra i piani del mister boemo.
Borriello al Milan ha già fatto bene ed in ogni caso sarebbe una soluzione a costo zero, tanto cara alla nuova politica di rigore varata da Galliani & C.

L’ipotesi Cassano alla Roma è sicuramente affascinante. Il barese ha giocato già 5 anni (dal 2001 al 2006) tra i giallorossi segnando 52 reti in 116 partite da titolare. La poca fiducia del giocatore verso il nuovo corso varato a Milanello e la voglia di confrontarsi con il gioco spumeggiante di Zeman potrebbe fare il resto.

Resta un’unica grande incognita: se è vero che Fantantonio ha lasciato molti estimatori nella Capitale, è altrettanto vero che i rapporti con i senatori giallorossi non sono idilliaci. Soprattutto visti gli strascichi delle cassanate che hanno convinto le due parti a dividersi 6 anni fa. Vero Totti?

Duello Juve – MIlan, Cassano torna alla grande e per il 3° posto


Al vertice la sfida bianconera – rossonera non si spegne, un poker a testa in trasferta per entrambe a sigillare la stagione, Cassano sugli scudi con un goal (facile) e due assists, Prandelli avrà sicuramente preso nota e conta sul barese per accendere la sua Italia ad Euro 2012. Ne abbiamo bisogno.
Vucinic prende per mano la Juve e colpisce due volte, anche Borriello sembra godere del momento magico e segna con un colpo di testa del suo repertorio. Così in coda dopo il Cesena, saluta la massima serie anche il Novara di Tesser.
Particolare curioso, entrambe erano le uniche a giocare su un un terreno sintetico.

Rimane da definire la terza squadra che saluterà l’Olimpo del calcio; mentre la Fiorentina è quasi salva, Genoa e Lecce giocano a non far punti, ma gli uomini di Cosmi appaiono comunque rivitalizzati.
A Bologna i genoani incappano nella terza sconftta settimanale e paiono spaventati, la difesa fa acqua da tutte le parti e quando Diamanti è in giornata, è notte fonda per gli uomini di De Canio. Il Lecce invece trova sulla sua strada un super Giovinco, il goal nel finale serve a dimostrare che Di Michele e compagni non mollano.

Al terzo posto si accende una mischia furibonda, ancora tutto da decidere per i posti da assegnare per l’Europa maggiore (Champions) e minore (League) mentre la Roma si stacca e rischia di rendere fallimentare la New Era giallorossa. Louis Enrique è sempre difeso dalla dirigenza, in particolar modo da Sabatini che contava molto su di lui per proporre un piccolo Barcellona nel campionato italiano.

Nel match serale Di Natale dimostra che in Friuli non si invecchia mai, ennesimo goal di classe per aprire la difesa laziale, poi l’esultanza polemica lascia un pò stupiti (rivolta contro chi?). Nel finale si accende il Far West, un fischio in pieno recupero  proveniente dagli spalti ( o dalla panchina?) ferma i laziali mentre Pereyra si invola e segna la sua prima rete in Italia. In campo entrano tutti, Marchetti spinge anche l’arbitro e rischia una squalifica e forse anche la Nazionale. Il Giudice Sportivo ne ha di lavoro in questo sportivo.
A Bergamo l’Atalanta si salva nella sua stagione più burrascosa, la penalizzazione è servita da stimolo, ma l’organico è di qualità e Denis potrebbe vedere il suo futuro in una big.

Fra domani e mercoledì si ritorna in campo senza sosta per questo calcio che non smette mai, ancora tre ore e spiccioli di gioco e poi sapremo tutto ( o quasi).

Duello Juve – Milan, Cassano torna alla grande e per il 3° posto….


Al vertice la sfida bianconera – rossonera non si spegne, un poker a testa in trasferta per entrambe a sigillare la stagione, Cassano sugli scudi con un goal (facile) e due assists, Prandelli avrà sicuramente preso nota e conta sul barese per accendere la sua Italia ad Euro 2012. Ne abbiamo bisogno.
Vucinic prende per mano la Juve e colpisce due volte, anche Borriello sembra godere del momento magico e segna con un colpo di testa del suo repertorio. Così in coda dopo il Cesena, saluta la massima serie anche il Novara di Tesser.
Particolare curioso, entrambe erano le uniche a giocare su un un terreno sintetico.

Rimane da definire la terza squadra che saluterà l’Olimpo del calcio; mentre la Fiorentina è quasi salva, Genoa e Lecce giocano a non far punti, ma gli uomini di Cosmi appaiono comunque rivitalizzati.
A Bologna i genoani incappano nella terza sconftta settimanale e paiono spaventati, la difesa fa acqua da tutte le parti e quando Diamanti è in giornata, è notte fonda per gli uomini di De Canio. Il Lecce invece trova sulla sua strada un super Giovinco, il goal nel finale serve a dimostrare che Di Michele e compagni non mollano.

Al terzo posto si accende una mischia furibonda, ancora tutto da decidere per i posti da assegnare per l’Europa maggiore (Champions) e minore (League) mentre la Roma si stacca e rischia di rendere fallimentare la New Era giallorossa. Luis Enrique è sempre difeso dalla dirigenza, in particolar modo da Sabatini che contava molto su di lui per proporre un piccolo Barcellona nel campionato italiano.

Nel match serale Di Natale dimostra che in Friuli non si invecchia mai, ennesimo goal di classe per aprire la difesa laziale, poi l’esultanza polemica lascia un pò stupiti (rivolta contro chi?). Nel finale si accende il Far West, un fischio in pieno recupero  proveniente dagli spalti ( o dalla panchina?) ferma i laziali mentre Pereyra si invola e segna la sua prima rete in Italia. In campo entrano tutti, Marchetti spinge anche l’arbitro e rischia una squalifica e forse anche la Nazionale. Il Giudice Sportivo ne ha di lavoro in questo sportivo.
A Bergamo l’Atalanta si salva nella sua stagione più burrascosa, la penalizzazione è servita da stimolo, ma l’organico è di qualità e Denis potrebbe vedere il suo futuro in una big.

Fra domani e mercoledì si ritorna in campo senza sosta per questo calcio che non smette mai, ancora 4 ore e mezzo i gioco e poi sapremo tutto ( o quasi).

Tutto come prima, una doppia B vincente


Juventus e Milan, una partita in meno, identico punteggio nelle rispettive vittorie a Cesena ed in casa con il Genoa, e tre punti di vantaggio a favore dei bianconeri quando mancano 4 turni al termine.

Due vittorie sofferte, Conte propone Matri e Vucinic in attaccco ma la prima grossa occasione è il rigore sbagliato da Pirlo, ma non accade come domenica sera contro la Roma perchè sulla ribattuta sono più rapidi i difensori romangoli. Poi, come i corsi e ricorsi storici vogliono, un ex rossonero di nome Borriello marchia la vittoria importantissima al 79° e fa respirare i bianconeri, ancora grintosi su ogni palla e che hanno stretto d’assedio il Cesena, questa sera condannato alla serie cadetta.

A Milano invece il MIlan appare scarico; Allegri, dopo aver scaricato Seedorf e Robinho, propone EL Shaarawy dal primo minuto a fianco del solito Ibra. Poche le occasioni da goal per i rossoneri e così l’ingresso di Boateng diventa micidiale, affondando il Genoa che contava ormai di aver raggiunto l’obbiettivo di giornata.
Con un bolide del ghanese a soli 4 minuti dal gong le speranze scudetto rimangono ancora accese.