E’ arrivata l’ora Llorente: la Juve parla spagnolo in attacco

Marcato stretto dalla dirigenza bianconera per circa un anno, l’attaccante dell’Atletico Bilbao e riserva in nazionale iberica, Fernando Llorente è arrivato alla Juventus a parametro zero , andando così a formare una possibile coppia d’attacco con l’altro attaccante di lingua spagnola, quel Carlos Tevez a lungo vanamente corteggiato dal Milan.

Sbarcato in mattinata per le visite mediche di rito , l’ex idolo del St Mames ha detto via Twitter ai suoi nuovi tifosi: “Aspettando per prendere l’aereo a Torino. Oggi è la mia presentazione come nuovo Giocatore della Juventus. Sono molto contento.Un abbraccio”. In realtà il giocatore verrà presentato alla stampa solo nel pomeriggio di domani

Mercato Juve: Llorente subito, blocco Samp per il futuro

La Juventus ha le idee chiare: Fernando Llorente entro la fine di gennaio,  poi uno sguardo al futuro con  opzioni mirate per la prossima stagione. La strategia di mercato in casa bianconera è ben definita. La dirigenza contatterà l’Athletic Bilbao per offrire 4-5 milioni di euro – una sorta di risarcimento –  per l’attaccante basco, che a giugno si libererà a zero. Ormai Llorente è ai ferri corti sia con la società che con la tifoseria, quindi non dovrebbero esserci intoppi (anche se il presidente del club biancorosso ha da tempo esresso l’intento di scontrarsi sino alla fine con la punta). Successivamente Marotta parlerà con la Sampdoria a proposito di Ziegler: per l’esterno che sogna il ritorno in blucerchiato e che Rossi accoglierebbe a braccia aperte, i bianconeri chiedono opzioni su Poli, Obiang e Icardi.  Alla Vecchia Signora interessano anche  giocatori in scadenza come Andreolli, Campagnaro e Diakité, ma non solo. Per la difesa è ormai fatta per il brasiliano Doria.

Alla scoperta di Llorente. Ha il pedigree da top player?


La pista Llorente appare sempre più calda in casa Juventus con l’a.d. bianconero Marotta pronto a formalizzare un’offerta da circa 16 milioni di euro per il centravanti iberico. Ben sotto la clausola di rescissione di 36 mln di euro chiesta dall’Atheltic Bilbao, ma la Juve vuole far leva sul fatto che il prossimo anno i baschi rischiano di perdere il loro bomber a parametro zero.

Classe ’85 dal gol facile. Snobbato dalla nazionale, poca esperienza a grandi livelli
Ma Fernando Llorente corrisponde effettivamente all’identikit del top player in grado di far fare il salto di qualità all’attacco della Juve? Centravanti classico, abilissimo di testa, maturato molto nelle ultime stagioni con l’apice raggiunto nell’ultima stagione corollata da 29 segnature tra Liga e coppe.
Negli ultimi 5 campionati è arrivato sempre in doppia cifra con una media di quasi 15 gol l’anno e un picco di 18 gol nella Liga 2010-2011. Da sempre legato a doppio filo all’Athletic Bilbao e protagonista a livello internazionale nell’ultima Europa League, mentre in nazionale non ha mai trovato un posto da protagonista.
L’amore con la nazionale non è mai scoppiato con in totale solo 20 presenze (7 gol) e l’ultimo europeo vinto dalla Spagna passato malinconicamente in panchina con Vicente del Bosque che non lo ha mai impiegato preferendogli un Torres ormai da tempo in crisi d’identità o attaccanti occasionali come Fabregas.
Infine, altro punto di incognita il difficile ambientamento alla Serie A dei calciatori spagnoli, spesso incapaci di adattarsi al diverso ritmo e stile di gioco rispetto alla Liga. Da Mendieta a De la Pena, passando per Josè Mari e Farinos, sono molti gli esempi di top player spagnoli arrivati a suon di miliardi che non sono riusciti a sfondare in Italia.

Show dell’Atletico Madrid, scivola Bielsa

Falcao

C’era da aspettarsi spettacolo e così è stato: sui due campi iberici delle semifinali di Europa League le emozioni sono arrivate copiose, lasciando apertissimo il discorso qualificazione per la finale di Bucarest.

A Madrid il mattatore è risultato ancora una volta il colombiano Falcao, autore di una splendida doppietta, a cui questa competizione porta bene visto che nella scorsa stagione vinse il titolo con il Porto e fu capocannoniere della manifestazione.

Il suo secondo goal è da lustrarsi gli occhi e da rivedere all’infinito: puro contropiede, dribbling secco su due avversari e conclusione incrociata di sinistro, incastonata nel “sette”. L’Atletico chiude sul 4-2 contro uno spaesato Valencia, ma i colchoneros non possono dirsi tranquilli perché giovedì prossimo al Mestalla quelle due reti subite in casa potrebbero pesare come macigni.

Nell’altro incontro disputato a Lisbona tra lo Sporting e l’Athletic Bilbao del loco Bielsa ha pesato molto il fattore campo: l’atmosfera spinge l’undici lusitano che gioca meglio e mette alle corde i baschi. Nemmeno il vantaggio degli ospiti spaventa, la reazione è veemente e prima con Insua, poi con Capel, lo Sporting chiude meritatamente il primo round avanti. Per il Bilbao, apparso più lento del solito e quasi intimorito dal pressing degli avversari, niente è perduto perché tra 6 giorni basterà una rete per accedere all’ultimo atto.

ATLETICO MADRID – VALENCIA   4-2

18′ Falcao (A), 48′ p.t. Jonas (V), 49′ Miranda (A), 54′ Adrian Lopez (A), 78′ Falcao (A) , 94′ Ricardo Costa (V)

SPORTING LISBONA – ATHLETIC BILBAO    2-1

54′ Aurtenetxe (A), 76′ Insua (S), 81′ Capel (S)

dominio iberico nel vecchio continente

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La legge del più forte trova conferma anche sotto i riflettori del calcio europeo. Non sempre i valori statistici rispecchiano quelle che sono le reali qualità espresse sul campo, ma nella stagione in corso senz’altro sì.

Alla vigilia delle semifinali di Europa e Champions League, complessivamente su 8 squadre ben 6 provengono dalla penisola iberica, 5 spagnole più lo Sporting Lisbona.

In questo Risiko del pallone, resistono soltanto le due bandierine straniere di Chelsea e Bayern Monaco, a rappresentare con le  loro armate Inghilterra e Germania.

L’antica Coppa Uefa vedrà certamente almeno una rappresentante di Spagna in finale, visto il “derby” in programma tra Atletico Madrid e Valencia; i colchoneros vivono un momento di crisi dopo la batosta nel derby perso 4-1 contro le merengues, sono attualmente ottavi nella Liga. I “pipistrelli” valenciani occupano invece la terza piazza e partono favoriti.

Nell’altro scontro tra il Bilbao e lo Sporting risulta avvantaggiato Bielsa, papabile successore di Stramaccioni all’Inter: i baschi praticano un calcio offensivo e spettacolare, più adatto alle partite da dentro-fuori piuttosto che per un lungo torneo (anche loro infatti navigano a metà classifica in campionato).

Per quanto riguarda la Champions, la musica non è molto diversa. Il calcio più bello è quello praticato dal Barcellona, ormai è un fatto acclarato da tempo; i blaugrana inseguono il sogno di alzare per la seconda volta consecutiva la coppa dalle grandi orecchie, impresa mai riuscita fino ad ora a nessuno da quando la competizione si è allargata (ultimo club a vincerne due di fila fu il Milan di Sacchi ed era ancora Coppa dei Campioni).

Il Real Madrid targato Mourinho – portoghese di nascita, guarda caso – accarezza l’idea di essere la prima società nella storia a vincere per la decima volta la massima competizione del vecchio continente.

Sul loro cammino però non trovano semplici comparse, perché la compagine teutonica guidata da Jupp Heynkes vola sulle ali di una possibile finale casalinga ed i londinesi, rinati con la cura Di Matteo, possono contare su esperienza e sul “niente da perdere”.

Il calcio italiano, considerato da molti in crescita dopo che Milan, Inter e Napoli si erano qualificate per gli ottavi, dovrebbe interrogarsi su come emulare l’esempio iberico; nell’anno di grazia 1990, vedemmo sollevare al cielo le tre coppe dell’epoca da tre italiane ed eravamo il punto di riferimento. Gli altri si sono regolati di conseguenza,  noi ci siamo seduti sugli allori vivendo di soli episodi.

Troppo poco.