A Thereau la maglia del Chievo piace, ma una big ancor meglio

Le parole del d.s Sartori hanno aperto le porte ad una possibile cessione del forte trequartista clivense , il francese Cyril Thereau. La stagione del Chievo è iniziata ieri con il raduno e le prime fatiche sul campo, ma il francese potrebbe rimanere ancora per poco.

Dopo una stagione eccellente, gli interessi dei clubs importanti si sono fatti sentire e lo stesso giocatore non disdegna una possibile esperienza in una “grande”: «Ne parlavo con gli amici, quando ho iniziato a giocare erano nomi che vedevi come miti. Ma in Italia ci sono almeno 67 club con tifosi, stadi e storie importanti. Ecco perché è una fortuna essere arrivato qui: qualche anno fa non ero pronto, ora sento di poter giocare in qualsiasi squadra italiana. Ho preso le misure al vostro campionato. Marsiglia? E’ l’unica squadra che mi potrebbe far lasciare l’Italia. Da ragazzino ero abbonato al Velodrome, andavo pazzo per Waddle e Papin. Poi arrivò Drogba..».

Cosmi pensa in grande: una big per lui

Una stagione partita al freddo della penalizzazione, un meno 6, che spaventerebbe tanti ma non lui, Serse Cosmi, uomo simpatico e tutto d’un pezzo che già l’anno scorso stava per compiere il miracolo a Lecce di salvarsi partendo da una situazione di classifica drammatica.

Ed in un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport esprime le sue sensazioni dopo circa due mesi di torneo , con lo sguardo rivolto anche alla sua futura possibile ed auspicabile carriera:  “Alleno un gruppo eccezionale, merita un premio per valore tecnico e umano. E io vorrei riuscire nell’impresa di Mazzarri con la Reggina e Colantuono a Bergamo: salvarsi partendo da sottozero”.

Non gli piace essere etichettato come sergente di ferro: “Ma descrivermi solo come motivatore è esagerato. Ho anche saputo esprimere bel gioco. Vorrei essere ricordato anche per le intuizioni che ho avuto. Qui si lotta per la salvezza e io metto in campo Rosina, Ze Eduardo, Calaiò, Angelo e Del Grosso, tutti votati all’attacco”.

Dopo anni in provincia, Cosmi non nasconde le proprie ambizioni: “Sia chiaro, ho altri 2 anni di contratto e qui sto benissimo, ma vorrei avere un giorno la soddisfazione di allenare una squadra di alto livello. Per capire anch’io se sarei in grado”.

In merito all’esperienza palermitana con Zamparini: “Non c’è stato posto dove sia stato sottovalutato e non considerato come Palermo. Sarei ipocrita se dicessi che quella storia l’ho liquidata. Zamparini fu comunque coerente: la squadra e l’ambiente erano ancora troppo legati a Delio Rossi, e senza l’aiuto di tutti è impossibile. Sono stato una parentesi: Pioli e Sannino hanno resistito ancora meno, pensavo di aver battuto un record, invece nemmeno quello”.

Infine una parola anche per gli arbitri, da cui si sente poco tutelato: “Da loro vogliamo essere trattati nello stesso modo degli altri. C’è la sensazione che a Siena tutto sia permesso: qui c’è minor attenzione mediatica rispetto a tutte le altre piazze, ma siamo ugualmente seri”.