Ferlaino: Benitez sarebbe stato ideale per allenare Maradona

Dopo aver lasciato il calcio Napoli, Corrado Ferlaino si è dedicato alle sue aziende . ma in occasione di Roma – Napoli, possibile spartiacque del campionato, l’ingegnere napoletano è stato intervistato dal quotidiano roma ed in merito all’attuale tecnico degli azzurri ha detto: ” Benitez è una persona affabile e soprattutto mi è apparso misurato e disponibile. Ha grande ascendente sui tifosi ed è innamorato della città, requisito, quest’ultimo, per me fondamentale. Gli avrei affidato senz’altro la squadra di Maradona, quella del primo scudetto: avrebbe fatto meglio rispetto alla conduzione di Ottavio Bianchi, soprattutto nella gestione di Diego. Ovviamente la mia è un’affermazione decontestualizzata, a quei tempi Bianchi fu un allenatore capace. Tuttavia ho sempre preferito i tipi entusiasti alla Benitez. Una volta ero a un passo dall’ingaggiare un tecnico che tuttora è in attività, prima di apporre le firme sul contratto cenammo insieme. Egli ordinò un brodino e bevve acqua minerale: che tristezza. Mi sembrò tutt’altro che solare: non lo presi più”.

Bianchi si scalda: ripartire contro il Milan

Attaccante dal gran cuore e forza di volontà, Rolando Bianchi individua nel prossimo avversario, il Milan, l’ostacolo che, una volta superato, potrebbe ridare slancio al Bologna: Voglio ritrovare la massima serenità ed essere importante per la squadra il prima possibile. La ricetta è il lavoro silenzioso e la serietà per fare emergere i propri pregi e migliorare i propri limiti. Ieri, in un match equilibrato e deciso da qualche episodio, nonostante in inferiorità numerica abbiamo messo in discreta difficoltà il Torino, la squadra c’è, stiamo lavorando bene, occorre solo sbloccarsi con un risultato importante. Il Bologna cerca sempre di fare la partita, in questo momento magari le nostre giocate non ci riescono ma non ci tiriamo indietro e vogliamo ripartire forte già da mercoledì”.

Scambio Vargas-BIanchi: Torino e Napoli ci pensano

 

Pazza idea in casa Torino: si tratta di Eduardo Vargas, talento cileno che al Napoli non è ancora esploso. De Laurentiis potrebbe cederlo in prestito, Cairo sa che la chiave giusta è quasi certamente Rolando Bianchi, già da tempo sulla lista dei partenti. Inoltre ai granata fanno gola anche il difensore centrale Leandro Rinaudo ed il terzino sinistro Luigi Vitale e l’ormai ex capitano del Toro rappresenterebbe la pedina giusta per convincere  Mazzarri,  suo grande estimatore ed ex allenatore ai tempi della Reggina.

Bianchi e il Torino: possibile divorzio, colpa di Samp e Parma

 

I tifosi granata, che durante gli allenamenti del ritiro di Sappada non smettono di incitare Bianchi e lo circondano per avere foto e autografi, potrebbero rimanere delusi e basiti: secondo quanto ha riportato Sky Sport, l’attaccante bergamasco sarebbe sul mercato. Il prezzo per il suo cartellino si aggira intorno ai cinque milioni di euro, tuttavia considerati troppi per la Sampdoria, in prima fila per la punta granata.

Alla finestra c’è però anche il Parma che, dopo Amauri, vorrebbe un altro attaccante di peso e di esperienza.

Petrachi non ha mai nascosto la volontà di cederlo, qualora arrivassero le giuste richieste. Ma la cessione di Bianchi potrebbe aprire una spaccatura (l’ennesima)  tra la parte di tifoseria che lo sostiene e la società: il procuratore del giocatore vuole rispettare i termini del contratto e nello stesso tempo Cairo non vuole correre il rischio di perdere del denaro, vedendo partire a parametro zero il suo attaccante.

Nozze d’argento per il Napoli!


Data storica quella del 10 maggio per i tifosi del club azzurro partenopeo. 25 anni orsono il Napoli trionfò per la prima volta nel campionato di calcio, guidato in panchina da Ottavio Bianchi, un uomo del Nord calatosi nel condottiero silenzioso di un gruppo che vedeva con la camiseta numero 10 il fuoriclasse per eccellenza del calcio , Diego Armando Maradona.

In uno stadio San Paolo stracolmo, i partenopei impattarono per 1-1 contro la Fiorentina, il cui goal del pareggio fu segnato da un altro numero dieci epico, Roberto Baggio, allora appena rientrato da un gravissimo infortunio che lo aveva fermato per quasi un anno. Seconda classificata fu la Juventus, che vide l’abbandono, al termine di quella stagione, delle scene calcistiche di Le Roi Michel Platini, a soli 32 anni.

Finirono nella serie cadetta Brescia, Atalanta ed Udinese, in quell’occasione penalizzata di nove punti nell’ambito dello scandalo calcioscommesse.
Il Napoli vinse anche la Coppa Italia, disputata in due partite di andata e ritorno contro l’Atalanta.

Alle pendici del Vesuvio iniziò così un ciclo vincente che ebbe termine con la vittoria del secondo ed ultimo scudetto nel 1990 e che vide la nascita del trio Ma-Gi-Ca , Maradona – Giordano – Carnevale,  anticipatori dei tre tenori attuali.

La rosa era la seguente:
Portieri – Garella, Di Fusco
Difensori – Bigliardi, Bruscolotti, Ferrara, Ferrario, Filardi, Renica, Volpecina, Carannante, Marino
Centrocampisti – Bagni, De Napoli, Romano, Sola, Celestini, Caffarelli, Muro
Attaccanti – Carnevale, Giordano, Maradona, Puzone