Mercato italiano al ribasso: derby milanese anche per Schelotto

Senza nulla togliere al talento dei calciatori che animano i nostri campionati, basta uscire dai confini nazionali per capire qual’è la realtà. E la verità che ci si para innanzi è triste. Sappiamo bene quanto la legge sugli stadi di proprietà, se approvata, darebbe nel tempo linfa nuova alle casse dei club e la Juventus insegna. Soprattutto, questa linfa attirerebbe nuovamente i top player: ora come ora l’appeal della Serie A è pari a quella di un usato da rottamare. Ecco perché squadre blasonate come Inter, Milan e la stessa Juve si trovano quotidianamente a litigarsi gli “avanzi”.

Diavolo e Biscione, dopo essersi dati battaglia per l’ingaggio di Lodi (Catania) e Bellomo (Bari), tornano sul ring anche per Ezequiel Schelotto, esterno atalantino poco utilizzato ultimamente da Colantuono. Nelle scorse settimane era stata l’Inter la più vicina al giocatore argentino, ma la trattativa è stata frenata per diverse ragioni, una delle quali è sicuramente l’interesse del Milan. Galliani infatti si starebbe tutelando nel caso Abate partisse, destinazione lo Zenith di Spalletti. Ausilio e Branca hanno già masticato amaro per Saponara, promettente attaccante dell’Empoli, appena rilevato dai cugini e in arrivo a Milanello in estate. E’ perciò plausibile che Moratti farà fare i salti mortali ai suoi emissari, pur di battere la concorrenza sull’altra sponda del naviglio.

A parte la baby punta della squadra toscana, che giustifica la corsa per arrivare ad investire sul futuro, le lotte che riguardano gli altri giocatori sin qui elencati appaiono come l’accanimento per arrivare alla merce rimasta invenduta, dopo i saldi di stagione. Ripetiamo: senza nulla togliere al valore di questi atleti, il paragone con Drogba, Lampard e Balotelli (che se ne guardano bene dall’accasarsi nel Belpaese) restituisce l’immagine reale di quello che il nostro calcio è in questo momento storico. A voi la scelta degli aggettivi adeguati.