Ora dalla Spagna dicono: Llorente in arrivo a Torino

Sicuramente Marotta e Paratici stanno attuando verso l’attaccante Fernando Llorente un corteggiamento che si riserva solo alle belle donne. Mesi di smentite, rincorse, contratti non firmati e poi forse , si aspetterà la scadenza naturale del contratto. E’ di oggi la notizia che il  quotidiano spagnolo Marca rivela che nei prossimi giorni la Juve ufficializzerà l’acquisto a giugno dall’Athletic Bilbao.

Il famoso top player bianconero sarebbe lui ed apporrebbe la firma su di un contratto di 4 stagioni fino al 2017, con opzione di un altro anno, per un ingaggio netto di 4,5 milioni. Oggi uno dei suoi legali sarà a Torino per mettere a punto tutti i dettagli dell’operazione: l’intenzione della Juve è di ufficializzare l’affare in questo fine settimana o all’inizio della prossima.

Llorente chiede il rispetto per ora, poi a gennaio…

Torna alla carica Fernando Llorente, cercato dalla Juventus fino agli ultimissimi istanti del mercato di agosto. Rimasto in terra basca non senza qualche problema con i tifosi che inizialmente non gli hanno risparmiato rimproveri per il tira e molla, dopo il match di ieri che lo visto andare a segno nel pirotecnico 3-3 contro l’Espanyol, il centravanti (riserva) della Spagna si è lasciato andare di fronte ai microfoni di “Cadena Ser” in alcune dichiarazioni ad effetto.

“Mi fa male che ci sia gente contro di me. Mi fa male che si dubiti di me, ho sempre dato tutto per l‘Athletic“‘. “Questo periodo è stato duro. Ho dovuto prendere decisioni difficili e in certe situazioni non sai mai come va a finire”.

In merito al mercato è stato molto netto: “Sì, in gennaio sono libero di negoziare e di trovarmi una nuova squadra però al momento voglio mettere la cosa da parte e aiutare la mia squadra: quanto meno si parla di me, meglio è”.

“Anche quando me ne andrò io sarò sempre dell’Athletic: è la squadra che mi ha dato tutto, che mi ha cresciuto da bambino. Però se me ne andrò da qui nessuno si deve arrabbiare con me. È una decisione personale e la gente la deve rispettare”.

Mentre Llorente è sempre a Bilbao, Javi Martinez vola a Monaco …

Mentre uno dei top player dei baschi (Llorente) non si muoverà se non nel caso che l’intera clausola rescissoria venga pagata, l’altro grosso nome della rosa del tecnico Bielsa, ovvero Javi Martinez, ha forse deciso di agire da solo. Infatti il trasferimento del 23enne al Bayern Monaco sembrava essere cosa fatta se non che è scoppiato il giallo.

Il centrocampista basco si è infatti recato nella nottata di ieri a Monaco per le visite mediche dopo che il club bavarese ha deciso di pagare la clausola rescissoria di circa 40 milioni di euro, ma nel pomeriggio l’Athletic Bilbao ha pubblicato un comunicato sul proprio sito ufficiale. “L’Athletic Club rende noto che nessuno ha autorizzato Javi Martinez a viaggiare a Monaco il 28 di agosto”. Il club rende noto altresì di aver chiesto spiegazioni in merito al giocatore.

La Juve dipende da una conferenza stampa?

E’ stata convocata dal presidente dell’Athletic Bilbao, Josu Urrutia, una conferenza stampa per oggi nella quale la società basca intende chiarire la sua posizione in merito all’attaccante Llorente, che nella scorsa stagione mise a segno 29 reti fra campionato ed Europa League.

Il giocatore è in scadenza di contratto 2013; nei giorni scorsi si era parlato di una possibile offerta proveniente da Torino di circa 18-20 milioni di euro, in giornata conosceremo se il tormentone top player continuerà sotto la Mole.

L’allievo Simeone supera il maestro Bielsa

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El Cholo batte el Loco, nettamente. Falcao batte Amorebieta, due volte, ancora più nettamente. Diego piazza la ciliegina sulla torta e si prende qualche rivincita, ma a Torino hanno altro da festeggiare. Giustamente.

Questa è la cartolina di una finale di Europa League che consegna all’albo d’oro il perentorio 3-0 dell’Atletico Madrid sull’Athletic Bilbao e regala, come sempre in questi casi, festa e lacrime.

Festa per Simeone, unico allenatore argentino ad alzare sin qui il trofeo continentale e terzo ad averlo conquistato anche da giocatore; l’ex tecnico del Catania ha imparato bene il mestiere, rubando qualcosa proprio a Bielsa, che fu suo c.t. ai tempi in cui vestiva la maglia biancoceleste della Nazionale; festa per il colombiano Falcao, novello Re Mida del calcio europeo: corona il sogno della seconda coppa consecutiva, vinta con due club diversi, al termine di una partita che lo ha visto indiscusso protagonista con due reti da cineteca, un palo e altre giocate importanti, oltre ad una capacità di sacrificio notevole in fase di non possesso.

Festa per il popolo dei colchoneros, che a due soli anni di distanza dal trionfo di Amburgo sul Fulham ritornano sul trono dell’antica Coppa Uefa.

Le lacrime, non soltanto sportive, coinvolgono tutto l’ambiente del Bilbao, dai giocatori ai tifosi: al triplice fischio di Stark, non un solo calciatore basco aveva il volto e la maglietta asciutti; tra pianto e sudore la delusione fa crollare a terra il folletto Muniain, migliore dei suoi a dispetto della giovanissima età (19 anni), Amorebieta, reo confesso di errori gravi che hanno spalancato la porta al successo del Madrid. Loro sono i simboli di una sconfitta che, come detto, abbraccia anche i tanti tifosi baschi presenti a Bucarest, sciolti in una disperazione comune che non è solo dramma calcistico, perché c’è la consapevolezza di aver mancato la storica opportunità, per una volta, di far tacere la capitale di uno Stato che non riconoscono.

Ma la politica è comunque un’altra cosa; sul campo si è da subito intuito il diverso approccio alla partita, troppo emotivamente coinvolti gli uomini di Bielsa, più esperti e cinici quelli di Simeone. Così tutti i 90 minuti hanno rispecchiato pienamente questo aspetto: l’Atletico pressava alto per non far ripartire gli avversari e difendeva con tutti gli uomini dietro la linea della palla, colpendo mortalmente attraverso un chirurgico contropiede.

L’Athletic cercava invano di praticare il suo gioco, fatto di passaggi veloci, massimo due tocchi, sfruttando l’ampiezza del campo. Tuttavia commetteva il torto di lasciare troppo isolato l’ariete Llorente (impalpabile sino alla fine) e di non leggere i momenti chiave dell’incontro; nonostante questo il Bilbao arrembava per tutta la ripresa, scheggiando una traversa e mettendo qualche brivido alla retroguardia biancorossa. Ma niente di più.

Resta l’onore delle armi, resta un cammino strepitoso in una competizione lunga e difficile. Rimane in ogni caso la Copa del Rey da contendere al Barcellona. Forse quelle lacrime potranno diventare presto sorrisi.

Per il Cholo invece si aprono le porte della Supercoppa Europea, che ad agosto lo vedrà di fronte ad una tra Chelsea e Bayern Monaco. Ma questa è già un’altra storia.

Europa League, ultimo atto: Simeone o Bielsa, comunque Spagna

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Questa sera andrà in scena l’ultimo atto dell’Europa League 2011/2012. Lo Stadionul National di Bucarest sarà il teatro del derby spagnolo Atletico Madrid – Athletic Bilbao.

Le due formazioni, allenate rispettivamente dal Cholo Simeone e dal Loco Bielsa, arrivano all’appuntamento attraverso percorsi e sensazioni differenti. Da un lato i colchoneros hanno l’opportunità di alzare nuovamente il trofeo continentale a soli due anni di distanza dal successo sul Fulham (2-1 con doppietta dell’attuale neroazzurro Diego Forlan) e possono schierare uno dei giocatori più in forma e richiesti d’Europa, Falcao. Il sudamericano ha la possibilità invece di conquistare la coppa per la seconda volta consecutiva: nella scorsa stagione infatti trionfò a Dublino con il Porto nella sfida tutta portoghese con lo Sporting Braga (1-0) e fu proprio la sua rete a decidere l’incontro.

I baschi dal canto loro vedono a portata di mano il traguardo storico di un possibile double, potendo giocare anche la finale di Coppa del Rey il 25 maggio contro il Barcellona (ironia della sorte proprio al Vicente Calderòn, casa dell’Atletico, ndr). L’ultima doppietta risale per il Bilbao alla stagione ’83-’84, quando vinse Coppa di Spagna e Liga; l’unica finale europea invece la perse nel 1977, quando a trionfare in Coppa Uefa fu la Juventus (1-0 a Torino, 2-1 per i padroni di casa al San Mames).

Le speranze di Bielsa sono riposte nel talento concreto e operaio di Fernando Llorente, autore sin qui di una stagione da incorniciare e soprattutto del goal qualificazione nella semifinale di ritorno contro lo Sporting Lisbona.

In questa 41esima finale della “sorella povera” della Champions League il direttore di gara sarà il tedesco Stark e c’è da scommettere su una partita ricca di colpi di scena, con molte reti e adrenalina al massimo fino alla fine.

Questa sera Bucarest non sarà un paese per vecchi.

PROBABILI FORMAZIONI

Atletico Madrid (4-2-3-1) Courtois; Filipe, Godin, Miranda, Juanfran; Gabi, Suarez; Turan, Diego, Adrian; Falcao.

(All. Simeone)

Athletic Bilbao (4-2-3-1) Iraizoz; Iraola, Martinez, Amorebieta, Aurtenetxe; De Marcos, Susaeta; Iturraspe, Herrera, Muniain; Llorente.

(All. Bielsa)

Ecco la finale tutta spagnola….. in Europa League


Passata la delusione per il mancato approdo dei due squadroni iberici alla finale della coppa dalle grandi orecchie, la Spagna si rifà nel giovedi europeo con Athletic Bilbao (3-1) contro lo Sporting Lisbona e Atletico Madrid vincente per 1-0 nel derby contro il Valencia.

Al San Mames di Bilbao i baschi riescono nella “remuntada”, raggiungendo ben 35 anni dopo la finale; allora persero nel doppio incontro contro la Juventus di Trapattoni, al suo primo successo in carriera.
La partita è stata avvincente per tutti 90 minuti, con le due compagini che non si sono risparmiate i colpi e gli affondi in uno stadio ribollente.
Il “loco” Bielsa ha disegnato la tattica in maniera chiara fin dai primi minuti, saltare il pressing portoghese e cercare la profondità per la punta centrale Llorente che risulterà decisiva, con il gol qualificazione all’88°con un tocco di rapina su cross teso di Pereira.

Al Mestalla il Valencia aveva bisogna di partire forte per recuperare la sconfitta per 4-2 in terra madrilena ed il primo tempo dava morale ai valenciani che a testa bassa spingevano i madrileni nella propria metacampo. Ma il mancato vantaggio si trasformava nella beffa nella seconda frazione di gioco quando il lancio lungo dell’ex juventino Diego spalancava ad Adrien la via alla risolutiva della sfida.
Nel quarto d’ora finale saltavano i nervi ad un altro ex – bianconero Tiago che, colpendo con uno schiaffo un avversario in una rissa scatenatasi in seguito ad un errore arbitrale, imboccava il tunnel dello spogliatoio, vedendo sfumare la finale di Bucarest.

In Romania il 9 maggio la sfida sarà anche fra due allenatori argentini vicini per differenti motivi all’Italia: Bielsa, in predicato già due anni fa di sedersi sulla panchina dell’Inter e Simeone, colonna di centrocampo dei nerazzurri nel biennio 97-99, oltre alle esperienze con Pisa e Lazio, dove vinse lo scudetto.