Gazza Gascoigne: week end con i baby calciatori

Paul Gascoigne ha avuto numerosi problemi con l’alcol nel corso della sua carriera ed al termine di essa le cose sono solo peggiorate. Ma il mitico “Gazza” stavolta si è reso protagonista in positivo di una bella esperienza nell’ultimo week -end, trascorrendolo con i giovani calciatori del Wallsend Boys Club, squadra del suo distretto natale, Tyneside. Gascoigne ha assistito alle prestazioni dei possibili sui eredi (solo calcistici speriamo), fornendo consigli ed ” è stato assolutamente fantastico, colloquiando con chiunque, anche con i giovanissimi under 8″ come ha riferito alla stampa il segretario del club giovanile Paul Lockyear.

 

Gascoigne e il problema alcol: sempre peggio

La situazione di Paul Gascoigne, ex stella del firmamento calcistico anni ’90, nonché beniamino della tifoseria laziale, continua a peggiorare. Il baratro della  dipendenza dall’alcol si è di nuovo spalancato sotto di lui. Dopo essere stato “pizzicato” completamente ubriaco ad una serata di beneficenza, Gazza è stato immortalato mentre fa pipì dentro un vaso da fiori, sul balcone del proprio appartamento, visibilmente barcollante ed instabile.

Anche il suo ex compagno di Nazionale Gary Lineker, oggi commentatore tv, ha parlato della situazione delicata di Paul: “Spero davvero che prima o poi possa trovare pace.” Da parte sua, Gascoigne ha lanciato un grido disperato: “Ho bisogno di aiuto, non riesco a smettere di bere.” Il rischio che la sua condizione possa peggiorare fino a conseguenze irreversibili è concreto. Lo spettro di George Best, ex fenomeno del Manchester United anni ’60 di Bobby Charlton, morto nel 2005 per problemi al fegato legati all’abuso di alcol, è più di un monito.

 

Altra rivelazione di Cicinho: non ricordo perché mi sono tatuato

Dopo le rivelazioni di qualche mese orsono, in cui confessò che durante l’esperienza giallorosso era solito fare uso ed abuso di alcol, il terzino brasiliano Cicinho  ha dichiarato in un’intervista altri particolari ed soprattutto spiega il perché i suoi arti superiori portino i segni di una vita al limite: “Quando ero a Roma, una notte avevo bevuto molto. Ho deciso di tatuarmi il braccio, ma ora non ricordo nulla di quel giorno”. E’ per questo che il terzino, ora in forza allo Sport Recife e recentemente convertito alla chiesa Evangelica, copre il tatuaggio durante le partite. “Se bevete, non fate cose di cui potreste pentirvi”.