Abete: bisogna isolare i tifosi colpevoli

Altra domenica condita da cori con la cosiddetta discriminazione territoriale e per Abete, numero uno della FIGC, le dichiarazione del Presidente juventino Andrea Agnelli, che ha definito “cervellotiche” le norme introdotte in materia di tifo, sono oggetto del suo intervento a Sky Tg24 Mattina:  “Siamo un po’ più attenti a problemi dei club, è da colpire il soggetto, non l’intero stadio. La discriminazione territoriale è presente dal ’90: va isolato chi comporta un danno ai club per i quali dicono di fare il tifo, con cori che hanno volontà di sfida, intervenendo in ambiti diversi dalla partita. Si a ironia, sfottò, faziosità, ma nei limiti compatibili con il rispetto delle regole”.

Nedved: il futuro di Conte? Aspettiamo a fine anno

Pavel Nedved è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Sky Sport per provare a fare chiarezza sul tecnico juventino Antonio Conte, dopo una settimana in cui il calciomercato ha portato l’allenatore di Lecce a fare alcune considerazioni che potevano indurre i tifosi bianconeri a temere una conclusione del rapporto con la dirigenza con il termine della stagione in corso.

“Credo che ogni tanto ci stia che qualcuno sbuffi e dica delle cose. Però, credo che ci sia grandissima sintonia tra Antonio e la società, non vedo nessun problema”. C’è una paura, magari piccola, di perderlo a fine stagione? “Antonio? No, perché non è giusto affrontare una stagione calcistica dove ti aspettano impegni importanti come campionato e Champions League pensando che l’allenatore potrebbe andare via. Noi dobbiamo esser concentrati sul lavoro che dobbiamo fare durante l’anno, poi è normale che a fine anno, sempre a fine anno, ci si sieda a un tavolo. Lo abbiamo fatto l’anno scorso e lo faremo di nuovo. E poi faremo le nostre valutazioni, cosa vorrà il mister e cosa vorrà la società. Nessuna paura, assoluta tranquillità, consapevoli che siamo davvero forti e possiamo fare davvero molto bene su tutti i fronti”.

Juventus – Lazio: i precedenti

Sono 68 i matches disputati in totale fra bianconeri e biancazzurri: il bilancio è nettamente a favore della Juventus, con ben 43 vittorie contro le 8 di marca laziale, i pareggi sono 17. L’ultimo successo della Lazio risale  alla giornata 14 della stagione 2002/2003 e finì con il punteggio di 1-2 (P.Nedved S.Fiore S.Fiore ), ma i bianconeri festeggiarono lo scudetto al termine del campionato. L’ultimo pareggio è stato invece registrato nella stagione 2009/10 con il punteggio di 1-1, reti di Del Piero (su rigore) e Mauri

Gli ultimi due incontri registrano la vittoria degli uomini del presidente Agnelli con identico punteggio di 2-1 e sempre con un goal ottenuto nei minuti finali dell’incontro, l”anno scorso fu Alex del Piero su punizione a contribuire  alla vittoria mentre l’anno prima fu un’azione di Krasic al 94° (!) a determinare l’autorete del portiere ospite Muslera.

 

Platini ha portato la Juve in vetta al mondo, dice Agnelli

L’occasione è arrivata per merito di un reportage che il prestigioso mensile di calcio France Football ha dedicato ai giocatori transalpini che hanno militato in squadre italiane. Ovvio che non poteva mancare l’attuale presidente dell’Uefa Michel Platini, che nei 5 anni in cui ha indossato la casacca bianconera ha contribuito in maniera determinante a riempire la bacheca di Corso Galileo Ferraris

Il Presidente bianconero Andrea Agnelli, intervistato dai giornalisti del periodico  francese, ha così espresso il suo giudizio sul percorso italiano di Le Roi Michel:”Con la sua straordinaria classe ha portato la Juve in cima al mondo, contribuendo in maniera significativa a rendere la storia di questo club ancora più prestigiosa. La sua classe in campo e le sue prestazioni sportive sono indimenticabili ma con noi ha dimostrato finezza ed intelligenza anche fuori dal terreno di gioco”.

Parte il progetto cittadella Juventus

Via libera all’iter per la trasformazione dell’area circostante lo “Juventus Stadium” atto a creare una cittadella bianconera. La delibera di adozione è passata con la maggioranza di 24 voti favorevoli, 7 contrari e 8 astenuti.

In questo modo la società bianconera otterrà un’area di 180mila metri quadri in cui saranno realizzati campi di allenamento, la sede societaria, un albergo, attività commerciali e di intrattenimento, edilizia residenziale su 12 mila metri quadri. Dopo un’ulteriore perizia sul valore dell’area, sarà definito il prezzo, al momento dell’accordo fissato in 10,5 milioni di euro. Alla fine, il consiglio comunale voterà la delibera per la variante urbanistica. “Abbiamo lavorato per un investimento significativo e importante per la riqualificazione dell’area vicino all’attuale stadio – ha detto il sindaco della città della Mole Piero Fassino – c’è stata un’ampia valutazione di merito che ha consentito di portare tutte le correzioni e le integrazioni di merito”.

Andrea Agnelli: ora parlo io

Il campionato ritorna già stasera con l’anticipo Palermo – Milan  forse sono in tanti a volere che il grande circo del pallone non si fermi soprattutto dopo una domenica infernale come quella appena passata, segnata da prodezze in negativo degli arbitri e che hanno lasciato poche squadre contente

L’intervento di Andrea Agnelli di ieri tende allora ad essere una riflessione, di parte, su ciò che l’ambiente juventino sta provando:  “La Juve ha dato ieri una testimonianza di assoluta professionalità, ha riconosciuto subito l’errore arbitrale. Ciò che fa riflettere è l’atteggiamento che abbiamo ricevuto prima, durante e dopo la partita, un duro accanimento contro i dirigenti che hanno dovuto lasciare la tribuna insultati da prima della partita, quindi prima del fatto”.

“Fa riflettere – continua il numero uno bianconero – il ritrovarsi già ieri sera nelle trasmissioni televisive e oggi in uno stato di quasi assediamento che trovo assolutamente anormale e atipico. Gli errori ci sono stati a nostro favore e a nostro sfavore. È stato interessante leggere oggi un sondaggio di panorama.it che dice che, mettendo ad oggi in fila gli errori, la Juve è la più danneggiata”. “È stato assolutamente sgradevole il fatto di coinvolgere il designatore Braschi a commentare: credo che la pressione che si esercita debba essere esercitata a ogni singolo errore e non solamente su alcuni errori”.

Catania – Juventus continua su Internet!!

In mattinata il presidente etneo Pulvirenti, dopo la sfuriata di ieri in conferenza stampa accusa il guardalinee “incriminato” Maggiani di avere una passione calcistica per la Juventus e la cosa sarebbe assai chiara secondo Pulvirenti che lo denuncia a Radio Rai:  “Questa mattina sono andato sul profilo Facebook del guardalinee Maggiani e ho trovato lo scudetto della Juventus. Tutti sono liberi di tifare per qualsiasi squadra, ma se vedo questo e penso a quello che è successo ieri in campo, al fatto che si sia fatto influenzare dai giocatori della Juve, ditemi voi cosa dovrei pensare… Sono disorientato, non riesco più a capire. Accettiamo gli errori degli arbitri e prima non avevamo mai protestato, ma quello che è successo ieri è sconcertante e inaudito. A parti inverse ci avrebbero espulso tre giocatori della panchina. Serve una punizione severa per i giocatori della Juve. Agnelli, che vuole riformare il calcio, inizi dalle cose più semplici. Chieda il 3-0 a tavolino, farebbe un gran gesto”.

Passa qualche ora e l’AIA interviene con una precisazione in merito alla polemica internettiana con un comunicato in cui dichiara che “ha ricevuto dall’assistente arbitrale della Can A Luca Maggiani attestato in cui egli precisa che la notizia secondo cui lo stesso sia titolare di un profilo personale o di una pagina sul social network Facebook è destituita di ogni fondamento. Al fine di tutelare l’integrità etica dell’arbitro e l’immagine istituzionale, l’Aia fa riserva di intraprendere le azioni legali più opportune nei confronti degli autori dell’iniziativa mediatica, realizzata attraverso la suddetta piattaforma new media, e verso chiunque abbia diffuso e diffonda la notizia palesemente falsa mediante qualsiasi mezzo di comunicazione. Analoga segnalazione viene inviata alla Procura Federale affinché accerti le responsabilità di soggetti eventualmente tesserati”.

Per Buffon rinnovo vicino fino al 2016

Come riporta Il Corriere dello Sport di stamani, Gigi Buffon, portierone di nazionale e Juventus, è vicinissimo al rinnovo con i bianconeri, traguardo 2016, anno in cui spegnerà le 38 candeline.

Decisivo è stato l’incontro avvenuto e voluto dal presidente Agnelli con il giocatore, ora le parti dovranno firmare l’accordo che è stato trovato grazie anche alla spalmatura dell’ingaggio per venire incontro agli obbiettivi di bilancio della società piemontese.

Respinto il patteggiamento? E la Juve sceglie il silenzio

Dopo una mattinata che sembrava andare secondo i piani dei legali bianconeri, con l’accettazione da parte del procuratore federale Palazzi della richiesta di patteggiamento di 3 mesi, la doccia fredda ricevuta dalla Commissione Disciplinare che ha ritenuto la stessa “non congrua”, la società del presidente Agnelli ha voluto esprimere il proprio parere attraverso un comunicato pubblicato sul sito ufficiale.

“La Juventus è oggi in silenzio stampa. Domani in mattinata verrà valutata la situazione, a fronte dei fatti odierni, che sono da considerarsi, qualunque sia l’esito di questa vicenda, un atto gravissimo nei confronti dell’onorabilità di tutti i soggetti coinvolti: professionisti, manager, tesserati e società. Ulteriori comunicazioni saranno fornite nella giornata di domani”.

Per Del Piero il futuro è ancora sul campo

In una lunga intervista rilasciata ai microfoni della CNN, Alex Del Piero fa trasparire il forte desiderio di poter scendere ancora in campo, senza però indicare la meta delle sue future prestazioni.

“Gli Usa sono un paese unico, mi sono sempre divertito li in vacanza. Però al momento non c’è alcuna soluzione da definire per la mia carriera in MLS, vedremo se giocherò li o altrove. Mentirei se dicessi che non mi aspettavo di non rinnovare il contratto, c’erano già state difficoltà un anno e mezzo fa poi superate a riguardo. Però non penso perchè non mi hanno rinnovato, io ho dato tutto e più per quel che potevo dare. Sono molto felice, bisogna seguire quello che è il destino e oggi sono separato da questa realtà. Adesso penso solo a trovare un’ottima sistemazione per continuare a giocare, uno, due o cinque anni. Non c’è rancore o amaro in bocca da parte mia. Ho vissuto tanti dualismi con più persone, non ho mai vissuto con ansia queste situazioni, anzi mi chiedevo il perchè di questi dualismi quando si poteva convivere con il rivale in questione. In alcune società si ragiona dicendo che è meglio che ci sia solo un giocatore di un certo tipo, io però vedendola ancora da giocatore dico che più giocatori di un certo tipo ci sono, meglio è. Non so comunque perchè è così, bisognerebbe chiedere a chi sceglie. Allenatori? Se devo scegliere chi vorrei essere direi senza dubbio Guardiola. I miei allenatori? Trapattoni ha un entusiasmo travolgente. Lippi ha grandissima voglia di vincere, Capello una forte determinazione nelle cose che fa. Ancelotti una visione molto interessante. Conte? E’ preparatissimo tatticamente e una grande voglia di vincere. Io nasco e rimango una persona timida, però la mia vita mi ha portato ad avere cose che portano il mio nome, come il tiro alla Del Piero. Questo mi riempie di soddisfazione e orgoglio, però questa riflessione finisce presto perchè ti attendono nuove sfide e si riparte da 0-0. Se si perde qualcosa essendo sotto i riflettori? Sicuramente un po’ di privacy ma paragonato a tutto quel che ho avuto è poco, non mi lamento anzi. Il ricordo più bello? Sicuramente la vittoria del mondiale nel 2006, era il mio sogno da bambino. Però nel cuore mi porto moralmente cose che mai mi sarei aspettato, come essere applaudito in stadi avversari. Manchester, Newcastle, Verona, Genova e non solo con l’apice del Bernabeu. Fare due gol in un tempio del calcio, contro la squadra che ha vinto più Coppe dei Campioni ed essere applaudito dal pubblico più esigente del mondo è qualcosa che va oltre, che ti riempie e poi si è replicato esponenzialmente nell’ultima gara allo Juventus Stadium. Non so ancora spiegarmi, il pubblico si è fermato ad applaudirmi per venti minuti. Il rammarico? Sicuramente Euro 2000 con quel gol sbagliato e quelli di Wiltord e Trezeguet. Se però mi avessero detto di perdere così l’Europeo e poi vincere il mondiale ci avrei messo sicuramente la firma”.