Abete: bisogna isolare i tifosi colpevoli

Altra domenica condita da cori con la cosiddetta discriminazione territoriale e per Abete, numero uno della FIGC, le dichiarazione del Presidente juventino Andrea Agnelli, che ha definito “cervellotiche” le norme introdotte in materia di tifo, sono oggetto del suo intervento a Sky Tg24 Mattina:  “Siamo un po’ più attenti a problemi dei club, è da colpire il soggetto, non l’intero stadio. La discriminazione territoriale è presente dal ’90: va isolato chi comporta un danno ai club per i quali dicono di fare il tifo, con cori che hanno volontà di sfida, intervenendo in ambiti diversi dalla partita. Si a ironia, sfottò, faziosità, ma nei limiti compatibili con il rispetto delle regole”.

Abete: dobbiamo accettare gli errori degli arbitri

Settimana incandescente per la classe arbitrale con alcuni errori determinanti nei match di campionato. Ma il numero uno della FIGC Abete preferisce sdrammatizzare i toni e nel corso di un convegno svoltosi a Bologna, il quotidiano Repubblica ha raccolto le sue dichiarazioni.

«Gli errori ci possono essere, bisogna accettarli e migliorare sempre. Quando c’è stato un errore, bisogna riconoscerlo e cercare di capire quali possono essere state le cause. Per esempio nel caso della partita di Bergamo, Atalanta-Udinese, senza dubbio la decisione sta facendo riflettere sulla nuova regola del fuorigioco per capirne tutti gli effetti e le potenzialità di rischio che si determinano. Il clima delle partite non deve essere correlato all’eventuale presenza di errori arbitrali. Alcuni errori di questo tipo ci sono stati, per esempio il gol in fuorigioco di Tevez, ma ci sono stati all’interno di quella partita, anche altri episodi che sono stati oggetto di polemiche».

Serie B: arbitri e squadre insieme per un giorno

“Per la prima volta un arbitro della Can B parteciperà a una giornata di lavoro nelle 22 sedi in modo che ci sia una sempre più profonda conoscenza delle regole e si abbassi il profilo delle polemiche. L’Aia si apre e non si chiude, una dialettica che consente una maggiore familiarizzazione con il regolamento e fra le persone nella distinzione dei ruoli”. L’importante dichiarazione è stata fatta dal presidente della Lega Serie B Andrea Abodi, in occasione dell’incontro di ieri tra i rappresentanti di tutte le 22 società di Serie B a Coverciano per il tradizionale incontro con il presidente dell’Aia Nicchi e il designatore della Serie B Messina.

“Abbiamo deciso di anticipare questo appuntamento – ha aggiunto il presidente della Figc Giancarlo Abete– sia per accogliere le richiesta delle società, che volevano avere delucidazioni in merito all’interpretazione della regola del fuorigioco sia perché avremo così la possibilità di organizzare un secondo incontro a metà stagione”.

 

Abete: benvenuti ai capitali esteri

In un’intervista concessa a Tuttosport, il presidente della FIGC Giancarlo Abete si è mostrato ben disposto all’ingresso di imprenditori stranieri nel calcio italiano. Dopo la Roma, in mano agli americani, potrebbe essere la volta dell’Inter, date le trattative ormai ben avviate ed in merito a questo fenomeno si è così espresso: «L’arrivo di capitali esteri come quelli di Thohir sono un bene per il nostro calcio, la Serie A non deve rimanere chiusa verso l’esterno. Allo stesso tempo, però, il calcio italiano è sempre stato sinonimo delle grandi famiglie di imprenditori, le quali offrono senso d’appartenenza e garanzie diverse rispetto ad un investitore estero. Con capitali esteri però le nostre società potrebbero fare il salto di qualità».

Il Consiglio Federale: arrivano le prima leggi in materia di razzismo

Il Consiglio Federale ha recepito le direttive Uefa in materia di razzismo ed ha addirittura inasprito le sanzioni con il nuovo testo dell’articolo 11 riguardante appunto la materia.

Ecco il comunicato pubblicato sul sito della FIGC: «L’approvazione della nuova normativa in materia di razzismo e il rinnovo della delibera già in vigore sul tesseramento dei calciatori extracomunitari in ambito professionistico per la stagione sportiva 2013/2014 sono alcune delle decisioni più importanti adottate dal Consiglio Federale riunito oggi a Roma. Come già anticipato nei giorni scorsi, prima e nel corso della riunione del Comitato Esecutivo a Londra, la Figc ha fatto proprie le norme Uefa inserendole nel codice di Giustizia Sportiva, rinforzando la propria posizione di contrasto al razzismo. Il Consiglio federale, dopo aver ascoltato una relazione del presidente Abete sui lavori del Comitato Esecutivo, ha approvato il nuovo testo del’art.11 del Codice di Giustizia Sportiva, con un forte e significativo inasprimento delle sanzioni a carico di calciatori, dirigenti, tesserati (e dei rispettivi club), responsabili di comportamenti discriminatori».

Nessuna riforma della Serie A è in progetto

Intervenuto nel corso del seminario “Il calcio e chi lo racconta”, il numero uno della federcalcio Giancarlo Abete ha smentito che sia allo studio una riforma del massimo torneo nazionale: «Non esiste in agenda una riforma del campionato di Serie A, eventualmente si può lavorare solo alla modifica del numero di retrocessioni. Non credo vi sia interesse nel diminuire il numero delle squadre nel nostro campionato».

Abete conferma: Finale di Coppa Italia il 26 maggio

E’ arrivata la conferma dal numero uno della federazione calcistica italiana. Essendo Roma impegnata nelle elezioni amministrativa, si era aperta la necessità di valutare una data alternativa, ma Abete ha rassicurato.

Al quotidiano Repubblica ha rilasciato alcune brevi dichiarazioni: «La Lega A ha individuato la data del 26 maggio per la finale di coppa Italia e, pur nel massimo rispetto degli organi preposti alla tutela della sicurezza, ipotizza di mantenere la data e l’orario prefissato. Del resto mi sembra che gli incidenti del derby siano avvenuti in piena luce. Ci sono precedenti importanti su Milano di partite disputate in contesti nazionali anche più importanti. Ciò posto, è evidente che nessuno di noi può e vuole togliere la titolarità ai soggetti preposti all’ordine pubblico, a cui spetta la responsabilità di individuare e se esistano motivi ostativi per l’orario o il giorno».

Abete soddisfatto: Bella Italia in vista dei Mondiali

E’ rimasto contento il numero uno federale Giancarlo Abete, un pareggio rimonta contro il forte Brasile, seppure  non lo battiamo da ben 31 anni, è un risultato di prestigio e che fa onore ai ragazzi che si sono battuti con carattere ieri  sul campo di Ginevra. Oggi ai giornalista ha dunque mostrato il suo soddisfacimento personale:

«Ho visto una bella Italia, anche quando eravamo sotto di due gol, abbiamo avuto tante occasioni da rete. Balotelli ha fatto un grande gol, un colpo da maestro».

Abete continua: «Siamo riusciti a recuperare lo svantaggio di due gol contro il Brasile, è sicuramente un bel segnale del gruppo in vista dei Mondiali del 2014. Prandelli ha fatto bene, anche con i cambi il gruppo ha mantenuto lo stesso atteggiamento».

Tavecchio della LND: disponibile ad incarichi in FIGC

Intervenuto ai microfoni di Gr Parlamento durante la trasmissione “La Politica nel pallone” in onda il lunedì mattina, Carlo Tavecchio ha commentato la vicenda relativa alla vicepresidenza della FIGC: “Dovrebbe esserci un confronto, non una battaglia, nata dal fatto che si sia deciso di ridurre le vicepresidente da tre a due. In passato ho detto che è stato un errore o che bisognava ridurle ad una. Sarà il CONI ad indicare i criteri per la votazione. Ho dato la mia disponibilità, vedremo cosa accadrà”, ha commentato l’attuale presidente della LND e vice-presidente vicario della Federcalcio.

Perrotta: primo calciatore in attività ad entrare in FIGC

Con la rielezione di Giancarlo Abete alla presidenza della federazione con un plebiscito, il Consiglio Federale ha effettuato anche il rinnovo delle cariche per il prossimo quadriennio.

La novità consiste nel fatto che Simone Perrotta è il primo giocatore in attività ad entrare in Consiglio Federale. Il calciatore in forza alla Roma e campione del mondo nel 2006, affianca Damiano Tommasi, Demetrio Albertini e Umberto Calcagno. “È un onore entrare nel consiglio della Figc . Sento la responsabilità e l’importanza di questa nomina. Sono sicuro che sarà un’esperienza che mi farà crescere professionalmente e mi darà la possibilità di vedere il calcio sotto un’altra prospettiva”.