Spalletti non è il nome giusto per la Roma

Emigrato di lusso in Russia alla guida dello Zenit San Pietroburgo, Luciano ha avuto i primi successi calcistici su una panchina proprio nella Città Eterna.

E l’esonero di ha portato, al momento, a far sedere sulla panchina giallorossa sempre  ben calda un suo collaboratore di fiducia, Aurelio arrivato nella assieme a lui nel 2003.

E nel programma tv Undici andato in onda ieri sera su Mediaset Italia 2, Spalletti ha così giudicato la situazione: “Mi dispiace molto, perché ad inizio anno mi era piaciuta la scelta della società di puntare su di lui. Peccato, anche perché aveva la squadra giusta, con ottime capacità.” E poi ha aggiunto: “Ha tutte le capacità e le possibilità per fare bene. È una grande persona e un grande allenatore. La difficoltà di Roma è saper entrare nello spogliatoio, ma lui si presenta con un ottimo biglietto da visita: decise di rifiutare il mio invito a venire a San Pietroburgo per restare a Roma. Vuole bene a quei colori, a quella città, ha dentro di sè lo spirito giallorosso. Anche io voglio bene a Roma, ma ora non posso tornare.”