Casa Milan: il sogno Guardiola e il pericolo Boateng

La prima vittoria esterna in Champions League dopo ben due anni, lascia dietro di sé luci ed ombre in casa Milan, non soltanto per ciò che si è visto sul campo.

E’ soprattutto il futuro, nello specifico la prossima stagione, ad essere diversamente illuminato. Iniziamo dalle ombre: dopo aver visto partire l’artiglieria pesante di attacco e retroguardia (leggi: Ibrahimovic e , ndr) in Via Turati potrebbe ricominciare lo stesso “balletto” per un altro dei pochi pezzi da novanta rimasti a Milanello, ovvero Kevin Prince .

Il ghanese è infatti nel mirino del Bayern Monaco, che già quest’estate cercò invano di convincere la Juventus a privarsi della coppia Marchisio-Vidal; il club bavarese punta al numero 10 rossonero per rafforzare il proprio centrocampo e potrebbe non essere un’impresa impossibile. Boateng non sta vivendo un momento brillantissimo dal punto di vista altletico e se da un lato lo si può imputare ad un plausibile ritardo di condizione, dall’altro non è fuori luogo pensare che il giocatore non abbia più le motivazioni e l’entusiasmo delle stagioni precedenti.

Sicuramente, se così fosse, le cause andrebbero ricercate proprio nelle cessioni di lusso al Psg (con Ibra soprattutto il trequartista aveva legato, sia sul campo che fuori) e nella quasi inesistente programmazione del club meneghino. Le trattative per il rinnovo non sono ancora partite e siamo a due anni dalla scadenza.

La volontà del giocatore ha sempre un peso importante e i tifosi rossoneri si augurano che Kevin Prince non abbia la smania di andare a giocare accanto al fratello Jerome, con il quale è nota un’eufemistica distanza.

Per fortuna c’è anche una luce, seppure più simile ad un fuoco fatuo: Pep . Non è un segreto che stia studiando un piano per provare a convincere l’ex tecnico blaugrana a sposare la causa del Diavolo. Anche il Daily Mail conferma la pista, sostenendo che in corsa per il catalano siano rimasti solo Milan e Manchester United.

Verosimilmente i Red Devils sembrano in vantaggio, se non altro per la longevità del mandato di Sir Alex , che siede sulla panchina di Old Trafford dal 1986 e che la prossima notte di San Silvestro spegnerà 72 candeline. C’è aria di rinnovamento e Guardiola rappresenterebbe il successore ideale per dare continuità ad un ambiente in evidente flessione.