Marotta traccia il profilo, Dzeko corrisponde all’identikit

Dzeko

I sogni son desideri. Forse questa volta Edin potrà coronare uno dei suoi, quello di giocare finalmente in Italia. Certo, non sarà il ad abbracciarne l’arrivo, ma ormai questo poco importa, è acqua passata.

Quando l’attaccante bosniaco militiva nel Wolfsburg ed esplodeva con la sua forza realizzativa, i rossoneri lo corteggiarono a lungo ma senza trarne nulla, dal momento che i biancoverdi teutonici volevano monetizzare al massimo la merce esposta in vetrina e il Diavolo era a caccia di sconti.

Oggi che il centravanti 26enne fa parecchia panchina al Manchester City, le cose sono decisamente diverse: il suo cartellino sembra meno inarrivabile e la fresca scudettata ha iniziato i suoi sondaggi. troverà quasi certamente la porta spalancata per quel che riguarda le intenzioni del calciatore, bisognerà tuttavia trovare argomenti convincenti anche per gli sceicchi e Mancini.

L’identikit del Top Player sembra perciò aver trovato un potenziale soggetto: Dzeko è forte fisicamente, integro, in grado di garantire 20 reti a stagione, ha esperienza internazionale e soprattutto il suo ingaggio è decisamente più digeribile rispetto a quelli di Van Persie e Higuain (blindato, per altro, da Mourinho anche per la prossima annata).

Altro criterio fondamentale di scelta, da cui non prescindono né né lo stesso Marotta, è l’aspetto comportamentale: la punta del City sposa in pieno la causa del gruppo (lo dimostra il fatto di non aver mai polemizzato e di non aver mai dato segni di grave insofferenza per le numerose esclusioni subite) al contrario di un altro giocatore segnato sul taccuino della dirigenza bianconera, Luis .

Il funambolico uruguaiano è davvero un giocatore fantastico, ma il suo carattere bizzoso e discontinuo potrebbe causare quei malumori che incrinano sempre gli equilibri di uno spogliatoio.

Siamo soltanto alla prima scrematura dei possibili acquisti in casa Juve, ma le idee sembrano già piuttosto chiare, al contrario di altre piazze.