Di Canio spara a zero contro il Sunderland: non si ama la maglia

Paolo Di Canio si scaglia contro la dirigenza del Sunderland, squadra allenata dall’ex calciatore romano sul finire della stagione 2012-13, salvando la compagine dei Black Cats dalla retrocessione e poi esonerato dopo il quinto turno nella stagione successiva.

Ai microfoni di Fox Sports Di Canio non ha avuto scusanti per la dirigenza: “Con me non è mai successo che i tifosi lasciassero lo stadio in anticipo nonostante i problemi che anche sotto la mia gestione ci sono stati. Non è mai successo perché c’era dignità nei comportamenti e i tifosi lo capivano. In questo caso non lo so, ma di certo la squadra è allo sbando ed è normale che sia così. Non è colpa dei tifosi, che sono fantastici, sono sempre in 45.000 ad ogni partita. Non accettano, come  tutte le tifoserie, che si oltrepassi il limite della decenza e si calpesti la maglia”.

Il responsabile, sempre secondo l’ex bandiera della Lazio, è il presidente Ellis Short. “I problemi nascono dall’alto. Io ho salvato il Sunderland quando era in caduta libera: io e il mio staff abbiamo compiuto un vero e proprio miracolo, in campo ma anche nello spirito. Abbiamo provato a cambiare la filosofia di un gruppo dove in due anni, nonostante tutto quello che succedeva (con giocatori ubriachi o a fare baldoria fino a tardi a pochi giorni di una partita), non era mai stata comminata una multa per indisciplina. Io davo multe anche per cinque minuti di ritardo: perché è una questione di rispetto nei confronti di tutti, serve per mantenere l’ordine nello spogliatoio. Mi sono preso tutte le responsabilità, ma il mio progetto è stato subito interrotto”.

Il club al momento si trova in quartultima posizione, l’ultima utile per salvarsi dalla retrocessione in Championship.